Giovanardi non crede alla ricostruzione: «difficilmente L'Aquila si salverà»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «L'Aquila difficilmente sarà ricostruita, i fondi ci sono, solidarietà ai due vescovi».

L'AQUILA. «L'Aquila difficilmente sarà ricostruita, i fondi ci sono, solidarietà ai due vescovi».

E’ quanto affermato da Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri, a margine del convegno nazionale ‘Territorio ed internet, due luoghi da abitare’ svoltosi a Cesena il 20, 21, 22 ottobre scorso, organizzato dalla Federazione italiana settimanali cattolici in occasione dei 100 anni del ‘Corriere cesenate’. Non sono mancati accenni all'inchiesta giudiziaria che nelle scorse settimane ha scosso la città, per l'ennesima volta, mentre la curia si è sentita raggirata.

«Se continua così L’Aquila farà fatica a salvarsi perché se il principio di solidarietà, di sussidiarietà, della fiducia reciproca viene continuamente alimentato da un clima di sospetto e di sfiducia la ricostruzione non parte». L’uomo di Governo ha difeso Cavaliere, arrestato nelle scorse settimane, «sottoposto a dimora obbligatoria con un provvedimento surreale soltanto perché si adoperava per il bene della città, lo si accusa ora di interesse politico perchè voleva trarre vantaggio da questa situazione; ma la Pezzopane e tutti i politici non fanno la stessa cosa? Non pensano anche al proprio elettorato? E allora perché lo si accusa?». Dell'altro Traversi ha detto che la frase «è il terzo terremoto che mi faccio» si riferiva al fatto che dall’Umbria in poi si occupa di ricostruzione, pertanto ha una notevole esperienza nel saper istruire progetti per il sociale. Il sottosegretario ricorda l’incontro nel suo studio a palazzo Chigi l’anno scorso a luglio durante la manifestazione a Roma quando D’Ercole e Cialente “litigarono” perché il presule – diceva «se voi non presentate niente allora ci pensiamo noi ad elaborare i progetti».

«Si può per questo accusare di truffa il vescovo che voleva operare per il bene della città? Ma ai due vescovi esprimo tutta la mia solidarietà. Anche perché tengo a precisare – ribadisce Giovanardi – io sarei la parte lesa. Con quei soldi nessuno poteva mettere in atto una truffa poiché non c’era lo strumento giuridico per attingere ai miei fondi. Infatti la Fondazione non avrebbe potuto prendere un euro. I fondi potevano e possono essere erogati solo ai Comuni. Ma dal Comune dell’Aquila sto ancora aspettando i progetti e a questo si riferiva la frase del vescovo ‘tieni ferma la barra’, cioè blocca i soldi fino a che i progetti non sono presentati. La Pezzopane, che continua forse a non conoscere le cose e a fare polemiche furibonde, non ricorda che io ho la lettera in mano in cui mi chiedeva di entrare a far parte della Fondazione».

«E poi c’è l’ex Onpi», ha continuato Giovanardi, «per cui abbiamo stanziato 3 milioni di euro; abbiamo dato una prima parte dei fondi perché la pratica era avviata ma ad oggi ancora non ci è pervenuta nessuna carta». Il resto dei soldi ce li ha ancora Palazzo Chigi ma sarà difficile che verranno dati al capoluogo. «La Pezzopane, poi, continua a dire che i soldi vanno dati al Comune dell’Aquila e vuole che io e Chiodi rifacciamo tutto da capo. E poi parla di disoccupazione, di giovani. Ma cosa c’entra questo con i miei fondi? Noi per legge possiamo dare quei soldi solo per bambini e anziani. Gli altri problemi andranno risolti in modo diverso. E poi perché tutti all’Aquila? Gli altri comuni sono forse diversi? Non sono comuni terremotati che appartengono anch’essi al cratere? Comunque penso che all’Aquila i soldi non andranno perché il sindaco non ci ha presentato i progetti da noi più volte sollecitati. Altri centri minori, invece, lo hanno fatto e quindi i fondi premieranno questi ultimi».

Questa vicenda, secondo Giovanardi, avrebbe azzerato 100 anni di impegno sociale ma «verrò a L’Aquila per spiegarlo alla gente». Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri ai giornalisti al convegno aveva parlato del momento di crisi dell’Italia che ha anche, nella sua storia, attraversato momenti peggiori ma ce l’ha sempre fatta perché è un Paese straordinario fondato ancora sui valori saldi dove il ruolo della stampa è quello di ridare speranza alla gente per ricostruire coscienze e valori sani di solidarietà e in cui anche la piazza virtuale deve viaggiare in tal senso. 29/10/2011 11.30