Lavoro nel post terremoto: 3.891 in cassa integrazione. Cgil: «basta falso ottimismo»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il dopo terremoto si manifesta in tutta la sua drammaticità. Il lavoro non c'è, le ore di cassa integrazione sono  aumentata in tre anni di quasi otto volte.  *GEMELLAGGIO CON LA MADDALENA*RICOSTRUZIONE: POTENZIATO SERVIZIO SMILE GRAZIE AGLI ABRUZZESI IN VENEZUELA

La Cgil chiede di mettere da parte buonismo e ottimismo e di guardare in faccia la realtà nuda e cruda dei numeri.

Nella provincia dell'Aquila si sono superati i 6 milioni di ore di cassa integrazione (nell'intero 2008, prima del sisma, le ore sono state 850 mila). La situazione sembra precipitare lentamente e non si intravedono spiragli. Queste ore corrispondono a 3.891 lavoratori in cassa integrazione. 1.377 lavoratori sono nelle liste di mobilità, ovvero sono stati già licenziati e beneficiano di un sussidio. Altre 3.779 persone hanno perso il lavoro e beneficiano del trattamento di disoccupazione.

«Tutto ciò vuol dire», commenta il segretario generale Cgil L'Aquila Umberto Trasatti, «che nella provincia dell'Aquila 9.047 lavoratori e lavoratrici beneficiano di un ammortizzatore sociale, di questi oltre 5.000 hanno già perso il lavoro, mentre gli altri rischiano di perderlo nei prossimi mesi». A conferma di ciò, la cassa integrazione straordinaria e la cassa in deroga crescono nel settore industriale rispettivamente del 52,6% e del 289% rispetto all'anno precedente. Una situazione drammatica già di per sè che per molti va a sommarsi alla mancanza del ritorno alla vita normale. Quella che si viveva prima del 6 aprile 2009. La Cgil sostiene che sia ormai «urgente e indifferibile» che le istituzioni nazionali e regionali, «invece di spargere ottimismo e vendere promesse, mettano in campo le iniziative e i finanziamenti necessari a dare gambe e concretezza alle misure più volte condivise e annunciate. A partire dalla risoluzione del problema delle tasse, dallo sblocco della ricostruzione e dagli interventi per il rilancio dell'economia. Infine: cosa deve ancora accadere all'Aquila per riconoscere la necessità di superare i commissariamenti?»

E sullo sfondo la rabbia per quello che ogni giorno si legge sui giornali: «faccendieri, venditori di tappeti e intrallazzatori già noti all'opinione pubblica e alla magistratura per alcune inchieste e molte intercettazioni telefoniche si affollano alle porte di questa città», commenta Trasatti. «L'Aquila sempre di più attrae figuri e personaggi che sembrano avere in comune soltanto un requisito fondamentale: i rapporti stretti e privilegiati con altissimi livelli istituzionali e di potere».

21/10/2011 12.02

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GEMELLAGGIO CON LA MADDALENA

 Un “gemellaggio delle idee” per risolvere le emergenze di due città molto diverse, ma accomunate dal filo conduttore del G8 del 2009: L’Aquila e La Maddalena.

Questa mattina il vice presidente vicario del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, ha ricevuto all’Emiciclo il sindaco della Maddalena Angelo Comiti, nell’ambito di un progetto legato al corso di alta specializzazione in “Etica e sicurezza “ (giunto alla terza edizione e attivato da “Casa Onna”), che nelle scorse settimane ha visto alcuni studenti partecipare alla simulazione di un G8 proprio alla Maddalena.

Da questa esperienza, il sindaco della città sarda ha espresso il desiderio di visitare L’Aquila, per rendersi conto personalmente della situazione del capoluogo abruzzese a 2 anni e mezzo dal sisma. «Questi incontri – ha sottolineato De Matteis – rappresentano un elemento importante: quello della conoscenza di ciò che è accaduto sul serio, senza il filtro di quanto viene trasmesso all’esterno. Dal G8 del 2009, prima previsto alla Maddalena e poi spostato all’Aquila, può nascere davvero un legame forte tra le nostre realtà: un’occasione, nostro malgrado, persa per La Maddalena può invece trasformarsi in una grande occasione di collaborazione».

Dal canto suo Comiti si è detto molto colpito dalla visita della città. «Credo però – ha puntualizzato – che la tragedia del terremoto possa essere un’opportunità per trasformare L’Aquila in un laboratorio a cielo aperto sullo sviluppo e la ricostruzione compatibile. Un’esperienza che potrà essere trasferita anche alla Maddalena, dove decenni di servitù militari hanno lasciato una serie di emergenze urbanistiche e ambientali da risolvere».

De Matteis ha poi rivolto un plauso ad Alberto Anfossi e Paola Guerra, coordinatori del corso in “Etica e sicurezza”, che ha già visto i primi 25 studenti terminare il percorso di studi. «La formazione – ha rimarcato il Vice Presidente – è uno dei punti fondamentali su cui costruire il futuro della nostra città e garantire, soprattutto ai più giovani, quei presupposti che possano loro consentire di costruire la propria vita all’Aquila».

All’incontro di oggi, oltre ad una delegazione di studenti e docenti del corso, era presente anche il presidente del Lions Club dell’Aquila Maurilio Cordeschi.  

 21/10/2011 12.02

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RICOSTRUZIONE: POTENZIATO SERVIZIO SMILE GRAZIE AGLI ABRUZZESI IN VENEZUELA

 L'AQUILA. Incremento personale e servizi a sostegno dei giovani per prevenire disturbi psichici al San Salvatore.  Da oggi è possibile monitorare, prevenire e intervenire in maniera tempestiva ed efficace sui disturbi psichici giovanili, in netto aumento dopo il sisma a causa dello stress post-traumatico, grazie al potenziamento del centro Smile (Servizio di Monitoraggio e Intervento precoce per la Lotta agli Esordi della sofferenza mentale e psicologica nei giovani) presso l’Ospedale San Salvatore dell’Aquila.

«La Struttura commissariale – ha detto Antonio Morgante, responsabile della segreteria del Commissario Chiodi – è stata lieta del fatto che la Federazione delle Associazioni Abruzzesi in Venezuela abbia destinato una somma, pari a 72 mila euro, al centro Smile, per dare una risposta operativa all’aumento del disagio psicologico tra i giovani. Basti pensare che da marzo del 2009 ad aprile del 2010 gli utenti dell’Unità Operativa della Asl dell’Aquila sono passati da 245 a 2.613». La ristrutturazione della sede e l’incremento del personale sono stati possibili grazie alle donazioni dagli abruzzesi emigrati in Venezuela, che subito dopo il sisma si sono adoperati per offrire un sostegno concreto ai corregionali in difficoltà.

Il servizio è attivo da marzo 2006 presso l’Ospedale San Salvatore ed è frutto della collaborazione congiunta della Asl dell’Aquila e della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’ateneo aquilano.

«Il nostro lavoro – ha proseguito Pollice - dopo il 6 aprile 2009 è quadruplicato, in funzione del clima pervasivo di sofferenza psicologica che, in seguito all'evento sismico e alle sue conseguenze, ha colpito gran parte della popolazione aquilana, come segnalato più volte anche attraverso pubblicazioni scientifiche edite su riviste specialistiche internazionali».

Dopo aver segnalato che «le fasce più deboli e meno protette (giovani ed anziani), sono quelle che hanno sofferto di più», il responsabile del Servizio Smile ha rimarcato che «nell'ultimo periodo è stata tale e tanta la richiesta di aiuto che, purtroppo, in funzione delle scarsissime risorse a disposizione e della noncuranza di alcuni, la forza e l'efficienza della nostra attività hanno vacillato e qualche utente non è stato seguito come di norma, per la sovrapposizione degli impegni e dell'utenza».

«Finalmente – ha detto Pollice - alcuni mesi fa, grazie alla sensibilità del Commissario Chiodi e del presidente delle Associazioni Civili Abruzzesi in Venezuela, Johnny Margiotta, abbiamo ricevuto un sostegno concreto che ci ha permesso di proseguire ed implementare la nostra attività. Insieme a loro riteniamo che la ‘ricostruzione dell'anima’ delle persone debba essere un passaggio preventivamente obbligato, quantomeno uguale al ripristino urbanistico della città».

Ha partecipato alla cerimonia anche Johnny Margiotta (esecutivo giovane del Cram per l'America Latina) in rappresentanza della Federazione venezuelana, che ha dichiarato: «è nostro dovere aiutare l’Abruzzo. Dietro a questa iniziativa ci sono tanti abruzzesi che hanno a cuore la regione dove sono nati. Il nostro impegno concreto è rivolto in particolare ai giovani, che rappresentano il futuro della società».

 21/10/2011 16.02