Ricostruzione «con l'ultima ordinanza rischiamo la paralisi»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1349

L'AQUILA. «I contenuti dell’ultima bozza di ordinanza relativa alla ricostruzione contengono passaggi che rischiano di paralizzare l’intero processo».

Dopo l'esasperazione dell'Ance per i ritmi lentissimi del post sisma arriva un nuovo alalrme, questa volta lanciato dall’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano in merito alla bozza del provvedimento, che riguarda la ricostruzione pesante fuori dai centri storici.

Nel testo, «contrariamente alle rassicurazioni che ci erano state fornite», spiega Di Stefano è ancora contenuta la norma che prevede la possibilità, per i cittadini, di ottenere i contributi per le singole unità immobiliari attraverso il meccanismo della garanzia personale.

Si tratta, tuttavia, di una facoltà di scelta che è tale solo in teoria, sostiene l'assessore, dal momento che i buoni contributo collegati ai progetti di quanti decideranno di avvalersi di questa possibilità avranno un iter veloce, seguendo una sorta di “canale privilegiato”, mentre per gli altri non vi sarebbero garanzie di nessun tipo rispetto ai tempi.

Non è tutto. Secondo Di Stefano, infatti, le disposizioni contenute nell’ordinanza «rischiano di creare una vera e propria paralisi del processo di ricostruzione dal momento che, se da un lato si riconosce la possibilità, come dicevo prima, di ottenere il contributo in termini di urgenza e previa presentazione di apposta garanzia per le singole unità immobiliari, dall’altro si stabilisce come prioritaria la verifica dei progetti riguardanti le parti comuni e gli interventi strutturali, lasciando a data da destinarsi l'esame di quelli riguardanti le parti private».

«Tutto questo è una follia», continua l'assessorte, «abbiamo sempre sostenuto che i progetti dei condomini vanno esaminati nella loro interezza, poiché si devono evitare discrasie nel processo di ricostruzione. Inoltre - sono ancora le parole dell’assessore - è di tutta evidenza che per i cittadini che non dovessero optare per la soluzione della “garanzia” si precluderebbe la possibilità della sostituzione edilizia su base volontaria e in ogni caso non avrebbero certezza di quanto sarà l'ammontare del contributo loro spettante».

Un altro problema è costituito dal sistema dei controlli “a valle”. Data la percentuale, non irrilevante, di pratiche in cui non viene riconosciuta l’intera somma richiesta dal progettista, nei casi in cui venisse accertata la mancanza di una congruità finanziaria ai fini del contributo, chi andrebbe a pagare, i cittadini?

Da come stanno le cose, ovvero da quanto si legge nella bozza del testo dell’ordinanza saranno i cittadini a dover corrispondere la differenza. «È chiaro dunque», prosegue l'assessore, «che i contenuti dell’ordinanza, che non recepisce alcune nostre indicazioni fondamentali, costituirebbero, qualora non venissero modificati, un pericoloso vulnus all’intero processo di ricostruzione e pertanto auspichiamo un ragionevole  e doveroso ripensamento e, magari, un preventivo confronto, allargato a tutti gli attori della ricostruzione, allo scopo di fornire uno strumento normativo che agevoli, e non ostacoli, il processo di ricostruzione».

 20/10/2011 10.43