Terremoto: Berlusconi, «nessun caso corruzione in ricostruzione»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha negato che in Abruzzo siano in corso delle cause per casi di corruzione verificatisi nelle operazioni di sostegno messe in atto all'indomani del sisma.*CIALENTE TIRA FUORI GLI ARTIGLI: «RICOSTRUZIONE UN JUMBO SENZA PILOTA»

 

«Si sono inventati la corruzione - ha detto il premier - ma in quegli appalti non c'é nessuna causa che sta in piedi. Ci sono stati 3 mila appalti realizzati da liberi professionisti che hanno messo a disposizione il loro lavoro a titolo gratuito e nessuna impresa ha presentato una causa».

Ma le carte della procura aquilana, quelle note e di cui i giornali hanno ampiamente parlato negli ultimi mesi raccontano però un'altra verità.

Dopo le indagini sulla presunta corruzione a Firenze per i grandi eventi e a Roma per gli affari in Sardegna sull’eolico, guai in vista anche da L’Aquila per Verdini il cui interessamento nella ricostruzione era già noto.

Dopo l’imprenditore amico Francesco De Vito Piscicelli, indagato nell'inchiesta di Firenze sugli appalti alla Maddalena per il G8 che sarebbe riuscito ad ottenere lavori per la ricostruzione aquilana, l’altro legame era costituito da Riccardo Fusi titolare della Btp che fa parte del Consorzio Federico II il quale ha ricevuto un appalto da 12 milioni.
Il parlamentare Denis Verdini avrebbe «sponsorizzato» la Btp del suo amico di vecchia data, Fusi, «affinché - si legge nelle carte dell'inchiesta - vengano assegnati i lavori di ricostruzione al consorzio Federico II», composto dalla Btp e da tre imprese aquilane.

Ma per il premier sarebbe tutto in regola.

Berlusconi ha dedicato parte del suo discorso alla Festa della Libertà «ai risultati raggiunti dal governo: nessuno - ha detto - ha fatto così tanto in poco più di due anni». Il premier ha richiamato oltre all'Abruzzo, l'intervento nella crisi dei rifiuti in Campagna, il salvataggio di Alitalia «con quindici coraggiosi imprenditori che hanno tenuto nelle nostre mani la compagnia di bandiera» e la crisi economica.

«Sono stato il primo premier al mondo - ha rivendicato Berlusconi - che si è presentato in televisione per garantire ai cittadini che i loro risparmi non correvano rischi».

Intanto la Procura distrettuale antimafia dell'Aquila, rafforzata da magistrati della direzione nazionale, alza ulteriormente il tiro contro il fenomeno delle infiltrazioni mafiose nel cratere del terremoto, dove insiste il cantiere più grande d'Europa, ed in quanto tale appetito dalle organizzazioni malavitose.

In particolare, nella zona colpita dal terremoto sono state scoperte «tracce evidenti» della presenza di imprese che sarebbero legate alla camorra e alla `ndrangheta. Non si conoscono identità e numero della imprese, visto che sulle indagini c'é il massimo riserbo. Le aziende in questione che puntano agli appalti per la ricostruzione provengono, in riferimento alla camorra, dal territorio di Napoli, per la 'ndrangheta dalla zona di Reggio Emilia. La Procura aquilana ha inviato atti e documenti alle procure distrettuali antimafia di Napoli e Bologna - quest'ultima ha trasmesso gli atti alla procura di Reggio Emilia - per chiedere accertamenti. Tra questi ci sarebbero anche controlli patrimoniali su diverse società allo scopo di individuare la prova della infiltrazione. E intanto il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, ha rivendicato il fatto che sotto la sua gestione come vice commissario per l'emergenza, sono stati fatti controlli e scoperti cittadini con situazioni illegittime.

«Da febbraio 2010 - ha spiega Cialente nella conferenza stampa di consuntivo dell'attività svolta nel suo ruolo di vice commissario, lasciato perché in disaccordo con il governo - abbiamo risposto a 26.019 domande, che tradotto in termini pratici vuol dire incontri e colloqui, tutto per cercare soluzioni all'esigenza più impellente, quella di case».

Cialante ha sottolineato che «all'inizio la Protezione civile ha voluto mettere le persone nelle case come nella metro di Tokio».

«Adesso - ha aggiunto - abbiamo una banca dati sia per gli inquilini sia per i beneficiari del contributo di autonoma sistemazione (Cas) e stiamo dando una regolata. Almeno cinquanta persone hanno lasciato alloggi Case e Map perché sprovvisti di requisiti. Da quando ci siamo noi nessuno è stato avvantaggiato. Altrove, forse, qualcuno ha preferito forzare un po' di più la mano. Così come abbiamo scoperto che ci sono più di 150 persone che recepiscono il Cas e ancora sono in albergo. Noi - ha concluso il sindaco - i controlli li facciamo».

 04/10/2010 8.36

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CIALENTE TIRA FUORI GLI ARTIGLI: «RICOSTRUZIONE UN JUMBO SENZA PILOTA»

L'AQUILA. Continua il braccio di ferro tra l'ex vice commissario alla ricostruzione Massimo Cialente e la Struttura della gestione di emergenza. Dopo le dimissioni non è passato un giorno in cui il primo cittadino aquilano non abbia contestato aspramente la fase della ricostruzione, che stenta a ripartire.

Cialente se l'è presa anche attaccato la struttura per la gestione dell'emergenza sui ritardi: «mi si dice che la ricostruzione è in ritardo - dice Cialente -. Qualcuno dovrebbe domandarsi cosa fanno la Sge, la Regione e la struttura tecnica di missione guidata dall'architetto Gaetano Fontana, oltre che il Provveditorato alle opere pubbliche. Ciò che posso dire è che la funzione 6 della Sge, quella dell'assistenza alla popolazione - ha spiegato - è l'unica che abbia funzionato. Per il resto, mi sembra che la struttura viaggi come un jumbo senza pilota. Non riescono nemmeno a fare un bando per trovare una sede di 2.500 metri quadri».

Cialente ha spiegato che «se vogliono che si trovi una sede, possiamo farlo noi del Comune».

Il sindaco ha anche attaccato per i fondi per aziende e cittadini non disponibili: «I soldi per le ditte sono in ritardo e molte stanno dirottando sui puntellamenti gli stanziamenti che dovrebbero essere utilizzati per le riparazioni leggere, con il risultato che molti cantieri sono fermi. Si sono persi otto mesi per l'ordinanza sulle case E, un fatto inconcepibile mentre per un mese, la Sge ha tenuto fermi i fondi per le attività produttive perché mancava un timbro. Noi continueremo a lavorare negli interessi della popolazione, e se qualcuno pensa di poter venire all'Aquila e scavalcare il Comune facendo appalti per la ricostruzione si sbaglia».

Ma per la Protezione Civile «quelle del sindaco sono polemiche strumentali che non potranno non avere ripercussioni sulle dinamiche dei rapporti istituzionali di cui lui stesso si assumerà tutta la responsabilità».

«Le dichiarazioni del sindaco mostrano chiaramente quali fossero le reali intenzioni che lo hanno spinto a lasciare l'incarico da vice-commissario ricoperto fino a pochi giorni fa - sottolinea il Dipartimento - Non si comprende pertanto come le critiche e le polemiche da lui sollevate non dovrebbero essere rivolte anche al lavoro che lo stesso Cialente ha portato avanti nella sua veste di sub-commissario in questi otto mesi».

Quanto alle 64 villette di legno previste a Paganica, la Protezione Civile sostiene che la ragione che ne impedisce la realizzazione «risiede nell'incomunicabilità tra il sindaco stesso e i suoi tecnici. I moduli abitativi sono disponibili da tempo e per poter dare il via alla loro costruzione, a cura guarda caso del Dipartimento della Protezione Civile che ha accettato questa ulteriore incombenza su esplicita richiesta del sindaco, si attende la definizione dei rapporti con i rappresentanti del comune: il sindaco farebbe bene pertanto a migliorare lo scambio di informazioni con i propri funzionari prima di lanciare accuse».

Il Dipartimento afferma inoltre che Cialente «ha sempre condiviso, approvato e sottoscritto le scelte sulla realizzazione di alloggi da parte del Dipartimento» e ricorda come «la grottesca vicenda dei moduli abitativi su ruote, chiesti a gran voce dal sindaco e per i quali si erano individuate le risorse necessarie» non si è mai conclusa «per problemi, ancora una volta, interni all'amministrazione comunale».

«Nei giorni scorsi Cialente ha scritto al presidente del Consiglio di voler continuare a lavorare per la città dell'Aquila, anche se non più nella veste di vice-commissario per la ricostruzione - conclude il Dipartimento - Le dichiarazioni odierne sembrano indicare tutt'altra direzione ed é evidente che la nuova linea del primo cittadino, seppur nel pieno rispetto dell'autonomia e del ruolo istituzionale da lui ricoperto, non potrà non avere ripercussioni sulle dinamiche dei rapporti istituzionali».

Ripercussioni «certo non utili ad accelerare gli interventi e le opere necessarie per il ritorno alla normalità»

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