Terremoto, G8 il gup proscioglie Verdini e Fusi: non favorirono il Consorzio Federico II

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Il gup del tribunale dell'Aquila, Romano Gargarella, ha prosciolto perché il fatto non sussiste il coordinatore del Pdl Dennis Verdini e l'imprenditore Riccardo Fusi.

L’AQUILA. Il gup del tribunale dell'Aquila, Romano Gargarella, ha prosciolto perché il fatto non sussiste il coordinatore del Pdl Dennis Verdini e l'imprenditore Riccardo Fusi.

I due erano accusati dai pm aquilani di tentativo di abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per il G8 dell'Aquila e per la ricostruzione post-terremoto.

L'inchiesta è una costola di quella della Procura di Firenze sul G8 della Maddalena e sui grandi eventi che portò all'arresto dell'ex presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Angelo Balducci, e a indagare l'ex capo della Protezione civile nazionale, Guido Bertolaso. L'udienza è durata circa tre ore. Al termine i legali Marco Rocchi, difensore di Verdini, e Sara Gennai, difensore di Fusi, hanno sottolineato che il giudice ha applicato semplicemente la legge non essendoci alcun tipo di prova contro i loro assistiti. Il Gup ha smentito la procura aquilana, presente oggi con il pm Stefano Gallo, secondo cui Verdini, attraverso le sue influenti amicizie politiche, avrebbe favorito il Consorzio "Federico II", nato ad hoc dopo il sisma del 6 aprile 2009, nel quale era presente lo stesso Fusi e tre imprenditori aquilani, per aggiudicarsi appalti per la ricostruzione post terremoto. La posizione dell'unico imprenditore aquilano indagato, Ettore Barattelli, presidente del Federico II sul quale si erano concentrate le indagini, è stata archiviata su richiesta della stessa procura prima dell'udienza preliminare. Lo scorso 2 agosto la Camera dei Deputati aveva negato l'autorizzazione all'utilizzo delle intercettazioni di Verdini. Alle indagini della Procura dell'Aquila ha preso parte anche il sostituto procuratore della direzione nazionale antimafia Olga Capasso, distaccata all'Aquila per rinforzare le attività di contrasto alle infiltrazioni mafiose.

«La soddisfazione e' ovvia. Quando si va di fronte ad un giudice si arriva poi alla soluzione di tutto perche' ha letto le carte ed ha tirato le conseguenze naturali. Non e' che ci ha regalato nulla o ha fatto un'interpretazione forzata di norme processuali. Il fatto non sussiste perche' il reato che veniva contestato era assolutamente assente dai presupposti normativi», ha detto l'avvocato Marco Rocchi del Foro di Firenze, legale di fiducia dell'onorevole del Pdl, Denis Verdini, subito dopo la lettura della sentenza di proscioglimento del proprio assistito e dell'imprenditore, anche lui fiorentino, Riccardo Fusi, nell'ambito dell'inchiesta della Procura distrettuale antimafia dell'Aquila, sugli appalti del g8 dell'Aquila e della ricostruzione post-sisma.

«Ci hanno contestato un tentato abuso d'ufficio - ha proseguito - quando non c'e stato vantaggio per nessuno, non c'e stato alcun incremento patrimoniale da parte di nessuno e soprattutto non c'e' stata nessuna forma di pressione da parte dell'onorevole Verdini».

 Soddisfatta anche l'avvocato Sara Gennai, anche lei del Foro di Firenze, legale di fiducia, dell'imprenditore Riccardo Fusi. «Ritengo che la sentenza sia assolutamente corretta, finalmente ha fatto giustizia di questa vicenda dove questo ipotizzato tentato abuso d'ufficio non c'era assolutamente in alcun modo perche' il Consorzio Federico II ha avuto solo opere legittimamente acquisite, non c'e' stata alcuna indebita pressione da parte dell'onorevole di Verdini ne da parte di Fusi. Le semplici segnalazioni - ha concluso - non costituiscono in alcun modo una pressione ma un normale rapportarsi tra gli imprenditori i politici e gli enti istituzionali».

 14/10/2011 17.15