Proposta di legge per L'Aquila, «firme insufficienti e iter fermo». Comitato: «notizie infondate»

Alessandro Biancardi

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Proposta di legge per L'Aquila, «firme insufficienti e iter fermo». Comitato: «notizie infondate»
L'AQUILA. Dopo la raccolta delle firme e la consegna al presidente della Camera Gianfranco Fini è tutto fermo.IL SONDAGGIO SU FB: RICOSTRUZIONE SUCCESSO O FALLIMENTO?

Perchè? Secondo quanto risulta al giornalista de L'Espresso Primo Di Nicola, che rilancia la notizia tramite Facebook, qualcosa si sarebbe inceppato. E non ci sono buone notizie per gli aquilani. «I terremotati abruzzesi aspettano da mesi di vedere incardinata alla Camera dei deputati la discussione sulla proposta di legge popolare per la ricostruzione dell'Aquila e la prevenzione dei disastri ambientali in tutta Italia», ricorda il giornalista. «Per metterla a punto e raccogliere le firme necessarie (50 mila) per portarla all'attenzione del Parlamento c'è stata una grande mobilitazione in tutta la regione.  A giugno, accompagnato da un drappello di parlamentari, il comitato promotore venne addirittura ricevuto dal presidente Gianfranco Fini che si impegnò a portare presto in aula la proposta. Ma in aula, dopo quattro mesi, la legge non è ancora arrivata. Perché? A quanto risulta a "l'Espresso" la proposta popolare e le firme non sono mai state depositate in Parlamento. Si sarebbero fermate al gruppo parlamentare del Pd al quale gli aquilani le avevano affidate per depositarle negli uffici di Montecitorio».

Ma la storia non è tutta qui perchè, continua Di Nicola, «le firme raccolte non sarebbero 50 mila, come dichiarato ai giornali in occasione dell'incontro con Fini, ma qualche migliaio in meno. Dunque, insufficienti a far decollare la proposta».

«Se non ci fosse di mezzo la tragedia del sisma ci si potrebbe ridere sopra», scrive il giornalista. Eppure la città ha faticato parecchio per la raccolta di quelle firme. A inizio estate c'era stata la consegna ufficiale da parte del comitato promotore a Fini che si impegnò formalmente a far sì che la legge potesse essere regolarmente messa in calendario e discussa in parlamento. Nell' incontro con il presidente della Camera, durato più di un ora, il Comitato spiegò la legge e l'iter seguito. «Il presidente ha capito benissimo l'importanza e l'unicità di questa legge - disse Fabiani al termine dell'incontro -. Abbiamo seguito un doppio iter: oltre a scrivere la legge e a raccogliere le firme, contemporaneamente abbiamo trovato 220 parlamentari che hanno presentato la legge in Commissione Ambiente alla Camere e questo ci ha permesso di avere una doppia forza ed un'unicità».

Le firme sono state consegnate in undici scatoloni. Il percorso di scrittura era iniziato un anno prima ed era stato portato avanti con forza per «non far morire la città».

Il provvedimento prevedeva, tra le altre cose, l'istituzione di un contributo di solidarietà pari al 2 per cento del reddito imponibile ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche eccedente 100.000 euro che, secondo i calcoli del comitato promotore, porterebbe per le casse dello Stato 22-23 miliardi da spendere per la ricostruzione. Nei primi sei articoli la gestione viene ricondotta a sindaci, presidenti di provincia e di regione, coordinati nel Comitato di gestione istituzionale. Altri articoli stabiliscono i criteri generali degli interventi di ricostruzione, la programmazione di altri interventi che si rendano necessari, le previsioni normative, la copertura finanziaria.

«Se non riparte L'Aquila non riparte l'Abruzzo», commentavano entusiasti i parlamentari che avevano appoggiato l'iniziativa. Ma oggi qualcuno si è accorto che è tutto fermo?

 14/10/2011 16.28

«SOLO PROPAGANDA»

Ma il comitato per la promozione della legge di iniziativa popolare sostiene che non sia così.

«L’Espresso sostiene che la proposta popolare e le firme non sono mai state depositate in Parlamento. Si sarebbero fermate al gruppo parlamentare del Pd. Nulla di più falso: il nostro testo di legge è in discussione in Commissione e le firme sono state consegnate a Fini. “Le firme raccolte non sarebbero 50 mila”. Falso. Le firme raccolte sono 50 mila, anche se non per tutte è stato completato l’iter della certificazione. Ma non è assolutamente vero che sarebbero state “insufficienti a far decollare la proposta”, perché la nostra proposta di legge è invece approdata in Commissione già a marzo, quindi è decollata eccome».

Ma perché questa polemica «inutile» sollevata dall’Espresso? Gli aquilani parlano di una «imbeccata di una parlamentare radicale, una di quei radicali che in questi giorni sono ai ferri corti col Pd. Una polemica sulle nostre teste, che non ci interessa. A noi interessa parlare di contenuti, di quello che serve alla ricostruzione e alla rinascita di questo territorio. Tutto il resto è fumo, propaganda sulle spalle di chi è già stato colpito dal terremoto. E si giudica da sé».

15/10/2011 11.57