Truffa fondi Giovanardi: «quelle intercettazioni non potevano essere usate»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Quelle intercettazioni telefoniche non potevano essere usate». Lo ha detto con forza ieri l'avvocato Attilio Cecchini che ha chiesto la revoca degli arresti domiciliari per il suo assistito Gianfranco Cavaliere.IL SONDAGGIO SU FB: RICOSTRUZIONE SUCCESSO O FALLIMENTO?

L'AQUILA. «Quelle intercettazioni telefoniche non potevano essere usate». Lo ha detto con forza ieri l'avvocato Attilio Cecchini che ha chiesto la revoca degli arresti domiciliari per il suo assistito Gianfranco Cavaliere.

IL SONDAGGIO SU FB: RICOSTRUZIONE SUCCESSO O FALLIMENTO?

L'inchiesta è quella sulla tentata truffa con il fondi Giovanardi del sociale. I giudici del Riesame del tribunale dell'Aquila oggi decideranno se revocare o meno gli arresti domiciliari a carico di Gianfranco Cavaliere, 32 anni, medico dell'Aquila, e di Fabrizio Traversi, 62, romano dipendente della presidenza del Consiglio dei ministri. I due sono al centro dell'inchiesta della procura della Repubblica denominata "Attenti a quei due" relativa a circa 9 dei 12 milioni per il sociale stanziati dopo il terremoto del 6 aprile 2009 dal dipartimento della Famiglia di palazzo Chigi per progetti nei comuni del "cratere" del sisma. I due sono accusati di tentativo di truffa, millantato credito ed estorsione, a Traversi viene contestato anche il peculato: secondo i pm aquilani, avrebbero tentato di distrarre fondi attraverso un sistema di onlus, associazioni e fondazioni, ingannando, tra le altre cose, rappresentanti istituzionali e sindaci. Ieri nel corso dell'udienza il pm Antonietta Picardi ha chiesto la conferma della misura cautelare e presentato una memoria di 30 pagine a sostegno delle proprie tesi accusatorie.

Nel dibattito, il legale difensore di Cavaliere, l'avvocato Attilio Cecchini, nel respingere le accuse ha fatto il nome di Antonio Morgante, responsabile della segreteria del commissario per la ricostruzione: il dirigente, tra l'altro componente della commissione che ha assegnato i fondi poi bloccati alla notizia dell'inchiesta dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Famiglia, Carlo Giovanardi, sarebbe stato indagato nel filone originario (che riguardava lo stesso Morgante e Traversi) che ha generato le indagini relative ad "Attenti a quei due", ma poi è uscito dalle attenzioni dei pm e quindi dell'inchiesta. La circostanza è dimostrata dal passaggio dell'ordinanza in cui il Gip Marco Billi scrive: «Morgante non è allineato ai loro progetti (di Traversi e Cavaliere, ndr), anche sulla base di queste, e di successive evidenze emerse, effettivamente si avrà modo di comprendere che l'operato di Morgante in loro favore è stato verosimilmente apparente, tanto da portare a non proseguire le indagini sul suo conto».

Sempre nel corso dell'udienza di ieri l'avvocato Cecchini ha spiegato che la misura dei domiciliari «poggia esclusivamente su intercettazioni telefoniche che non potevano essere utilizzate» e che il reato contestato al suo assistito «é impossibile» perché i fondi del sociale a disposizione del sottosegretario con delega alla Famiglia Giovanardi potevano essere erogati solo ai Comuni.

Conversazioni telefoniche ed ambientali tra gli indagati e non che Cecchini ha definito «discorsi di bassa lega, risentimenti, accenni vaghi inconsistenti, in cui esce fuori la pochezza della classe politica, una classe politica mediocre ma nulla di più». Infatti l'avvocato ha spiegato che il sottosegretario Giovanardi per legge, non avrebbe potuto far altro che destinare i soldi destinati al sociale non alla Fondazione ma ai Comuni previa presentazione di progetti approvati dalla Regione Abruzzo e che gli stessi Traversi e Cavaliere a loro volta non avrebbero potuto chiederli direttamente o tramite la Fondazione. Tutto regolare, insomma, ha sostenuto il difensore per il quale tutta la questione ruoterebbe intorno a persone «che per varie ragioni si sono defilate dalla Fondazione, da ingiustificate reazioni, dalla trappola delle tensioni delle conflittualita' tra gli aquilani e gli amministratori dei piccoli Comuni».

Per questo ha chiesto la scarcerazione e la decisione dovrebbe arrivare oggi. Il collegio del Riesame è composto dai giudici Roberto Ferrari, presidente, Italo Radoccia e Carla Ciofani, magistrati a latere.

D'ERCOLE: «MAI DETTO COSE VOLGARI»

Nell'inchiesta sono coinvolte come indagati altre tre persone: tra questi Silvano Cappelli (sindaco di San Demetrio ne' Vestini), Nicola Ferrigni (sociologo, ricercatore Eurispes di Roma), Mahmoud (detto Mimmo) Srour, ingegnere ed ex assessore regionale nella giunta Del Turco ma anche ex assessore provinciale nella giunta Del Corvo. Per i primi due l'accusa è quella di tentata truffa.

Nelle intercettazioni appaiono politici, amministratori, oltre all'arcivescovo metropolita dell'Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, e il vescovo ausiliare, monsignor Giovanni D'Ercole.  Proprio quest'ultimo nei giorni scorsi ha scritto un accorato appello ai preti della propria diocesi chiedendo di continuare ad avere fiducia nell'operato della diocesi. «Siamo stati inconsapevolemente imbrogliati» sostiene il monsignore, che nei giorni scorsi ha smentito di aver mai pronunciato «frasi volgari o parolacce» nel corso di alcune intercettazioni telefoniche, come riportato da alcuni quotidiani.

Sempre D'Ercole sostiene di essere vittima («pur essendo parte offesa») di una «tempesta mediatica. E nei giorni scorsi una locandina de Il Centro lo ha fatto andare su tutte le furie: «si è attribuita al sottoscritto una espressione volgare che mai mi sono permesso di pronunciare, avendo un rigetto fisico per tutto cio' che sa di triviale e di volgare. Del resto viene riferita da altri e non percepita dalla mia bocca: notizia questa di non poco conto».

«Chi mi conosce», ha continuato il presule, «sa che ogni giorno lavoro, al di la' di quello che possa apparire da notizie frammentarie e talora imprecise, non per intrallazzare affari, ma con l'unico scopo di stare accanto alla gente e di aiutare e tutelare i deboli e i poveri come san Luigi Orione mi ha insegnato. Ma per amare concretamente bisogna essere disposti anche a rischiare di persona. Se poi sia incappato in cattivi compagni di viaggio e non abbia avuto la capacita' di riconoscerli subito, questo dispiace certamente, e costituisce un invito concreto a maggiore prudenza. Questa lezione l'ho ben appresa, e mi servira' per l'avvenire».

14/10/2011 9.00

CONFERMATO ARRESTO PER TRAVERSI

I giudici del Tribunale del Riesame dell'Aquila hanno confermato gli arresti domiciliari per Fabrizio Traversi, mentre per l'altro indagato, Gianfranco Cavaliere è stato disposto l'obbligo di dimora nel Comune dell'Aquila. I giudici hanno pienamente confermato l'impianto accusatorio del pm Antonietta Picardi e dei carabinieri del Noe.

15/10/2011 6.50

 

* TRUFFA TERREMOTO, CONFERMATI I SEQUESTRI AGLI INDAGATI 

* TRAVERSI: «SONO IL CONSULENTE DI SUA ECCELLENZA LETTA, SI STURI LE ORECCHIE»

* «INCASSIAMO I SOLDI E TAGLIAMO LA CORDA»