L'Aquila, Cialente insiste: «troppi problemi irrisolti. Fallito lavoro commissariale»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. A trenta mesi dal sisma le attività produttive sono ferme al palo e c'è l'ansi della restituzione delle tasse. Cialente: «tutto fermo non per colpa nostra».IL SONDAGGIO SU FB: RICOSTRUZIONE SUCCESSO O FALLIMENTO?I FOTORACCONTI: ECCO LE FOTO DOPO 30 MESI

L'AQUILA. A trenta mesi dal sisma le attività produttive sono ferme al palo e c'è l'ansi della restituzione delle tasse. Cialente: «tutto fermo non per colpa nostra».

IL SONDAGGIO SU FB: RICOSTRUZIONE SUCCESSO O FALLIMENTO?

I FOTORACCONTI: ECCO LE FOTO DOPO 30 MESI

Restituzione tasse e problemi del comparto produttivo: ieri il Consiglio comunale straordinario ha discusso e approvato le tre mozioni, che vedono come primo firmatario il capogruppo Pd Vito Albano. La sottoscrizione è arrivata da consiglieri di entrambi gli schieramenti. Il documento chiede che, durante il periodo di tale proroga, si affronti il problema dell’abbattimento di quanto deve essere restituito, dando vita ad un tavolo tecnico per stabilire il reale ammontare della sospensione di tasse e tributi. Attraverso la mozione il consiglio comunale chiede, infine, l’abbattimento del 60% delle somme da restituire (come previsto in Umbria, Marche e Molise). «Poiché questo inciderebbe sensibilmente sui conti pubblici – recita il documento – riteniamo che lo Stato possa studiare la copertura di questa cifra utilizzando i ribassi d’asta delle gare pubbliche sui lavori di ricostruzione dell’Aquila a carico dei diversi enti pubblici». A questo proposito il consigliere comunale Maurizio Capri (Pd) ha proposto di intraprendere azioni presso il Governo affinché i proventi derivati dall’aumento dell’1% dell’Iva vengano destinati a copertura della proroga nel versamento dei tributi arretrati.

100 MILIONI PER L'AQUILA

La seconda mozione chiede che si sblocchi una cifra di 100 milioni di euro da mettere a disposizione del Comune dell’Aquila, dove è concentrata la maggior parte delle attività produttive, e che si individui un’ulteriore quota da destinare alla Provincia per gli altri Comuni terremotati. Queste misure renderanno infatti possibile il finanziamento di una serie di misure quali il credito d’imposta per due anni, relativo a tutti gli oneri fiscali e contributivi per ciascun lavoratore assunto a tempo indeterminato per ogni azienda che già opera o si voglia insediare nel territorio, il finanziamento del contratto di programma con le società Thales Alenia e Menarini per ampliamenti produttivi e occupazionali e il sostegno all’infrastrutturazione industriale e turistica. La mozione chiede, inoltre, «l’inclusione dei circa mille lavoratori della Provincia dell’Aquila tra coloro che vengono esentati dai provvedimenti relativi allo slittamento di un anno delle finestre pensionistiche».

La terza mozione chiede che il Governo predisponga un’addizionale di due punti di aliquota sul prelievo per il finanziamento Arcus per almeno cinque anni e che destini questa somma interamente al territorio aquilano e una proroga di tre anni al decreto ministeriale che ha esentato le istituzioni culturali aquilane dagli adempimenti previsti per accedere ai finanziamenti statali.

CIALENTE: «RICOSTRUZIONE FALLITA»

«Prendiamo atto – ha dichiarato il sindaco Massimo Cialente nel suo intervento in aula – che, a distanza di due anni e mezzo, molti dei nodi legati alla ricostruzione e alla gestione della fase post sisma sono ancora irrisolti. Per questa ragione, una volta approvate le mozioni, propongo l’istituzione di un gruppo di lavoro interno allo stesso consiglio che porti, insieme con me, queste istanze al Governo, chiedendo risposte certe. È tutto fermo ma non per colpa nostra».

«Questa non è una città a cui si può chiedere di pagare 100 milioni di euro», ha continuato Cialente, «soprattutto dopo che non si è fatto nulla per il rilancio economico e produttivo. Occorre la proroga al 31 dicembre, ovviamente prevedendo la copertura, e, soprattutto, ottenere un’ulteriore sospensione fino al giugno 2012. Se non otteniamo tutto questo entro il 10 novembre, io propongo di organizzare di nuovo una colossale manifestazione a Roma. Oggi dobbiamo constatare il fallimento del regime commissariale, - ha concluso Cialente - i poteri devono tornare alle istituzioni locali».

 11/10/2011 8.33