Terremoto: 'Popolo carriole' torna a pulire L'Aquila

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Eseguita sotto la pioggia pulizia erbacce della cinta muraria.*ALLOGGI ATER, LE 10 DOMANDE DI PIO RAPAGNA'

E' tornato il 'Popolo delle Carriole' con circa trenta persone per una nuova azione simbolica di pulizia del capoluogo abruzzese: a 30 mesi dal terremoto l'obiettivo del movimento è stata la pulizia dalle erbacce della cinta muraria, edificata tra il 1275 e il 1316, in Viale XXV Aprile.

L'operazione è stata compiuta sotto una fitta pioggia dopo la consumazione di una torta su una grossa pietra staccatasi dalla cinta muraria e rotolata sul marciapiede con il terremoto del 6 aprile 2009, per ricordare la situazione di stallo nella quale verte la ricostruzione del centro storico dell'Aquila.

«Questa mura sono la grande ricchezza della nostra città - ha detto un componente del movimento, Antonio Gasbarrini - le dobbiamo riscoprire come stiamo facendo, ce ne dobbiamo riappropriare perché hanno un valore non solo simbolico ed estetico, ma un valore di lavoro. Tutta questa vegetazione che vi è cresciuta attorno e che le sta disgregando è un occasione di lavoro e quindi bisogna mobilitarsi per ridare luce, vita e anima al nostro passato, cioé ricominciare dalle mura per poi tornare in centro».

Su un cartello affisso dai manifestanti nell'area ripulita si legge: «La nostra pacifica ricostruzione. Anche il Popolo delle Carriole aquilano sta ricostruendo barricate etiche e civili contro le fameliche cricche nazionali, regionali e locali».

 

EX ONPI: INIZIARE I LAVORI

 

«Il provveditorato alle Opere pubbliche, soggetto attuatore per il recupero dell'ex Onpi, deve far partire al più presto i lavori. Nessuno può permettersi di bloccare i fondi, che di fatto sono già stati impegnati, tanto che sono in corso le procedure per la gara».

La denuncia arriva dall'assessore alle Politiche sociali del Comune dell'Aquila Stefania Pezzopane che prende posizione su un finanziamento di 3,1 milioni di euro destinato a un intervento sulla casa per anziani Ex Onpi, che fa parte dei fondi, 12 milioni di euro, per il sociale assegnati dal Dipartimento della Famiglia della presidenza del Consiglio dei ministri.

I fondi sono al centro dell'inchiesta della procura della Repubblica dell'Aquila denominata "Attenti a quei due" che ha portato a due arresti, con l'accusa di aver tentato di distrarre i finanziamenti attraverso un sistema di onlus, fondazioni ed associazioni, e ingannando sindaci e rappresentanti di altre istituzioni.

La Pezzopane chiama in causa il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Famiglia, Carlo Giovanardi, che una volta scattata l'inchiesta ha bloccato i fondi «in attesa che venga fatta chiarezza», quindi, sia quelli per l'ex Onpi sia i circa 9 milioni di euro che sono stati messi a bando e che una commissione ha assegnato a sei progetti che coinvolgono i Comuni. Tra i due ci sono stati già scontri polemici.

«Da qualche giorno - scrive la Pezzopane - la commissione insediata dal provveditorato, soggetto attuatore per volontà del Governo, sta esaminando le proposte presentate dalle ditte che hanno partecipato al bando di gara per il recupero e l'ampliamento della casa per anziani. Dopo di che si procederà all'aggiudicazione dell'appalto, step decisivo per far scattare i 270 giorni entro i quali l'intera struttura va completata».

La Pezzopane ricorda che l'iter è iniziato il 9 gennaio 2010, quando è stato sottoscritto tra il Comune dell'Aquila, proprietario dell'immobile e il provveditorato un atto di intesa finalizzato al ripristino della Struttura residenziale per anziani. «Gli interventi - aggiunge - prevedono sia la riattivazione dei servizi di ristorante e bar della struttura, di recente riaperti all'utenza esterna dopo i lavori di riparazione, sia la graduale riattivazione degli 80 posti della residenza, con la successiva riapertura degli altri 28 posti, destinati all'utenza occasionale».

«Al sottosegretario, che in questi giorni continua a polemizzare senza conoscere l'argomento di cui parla - attacca l'assessore al Sociale - sfugge che, in base all'accordo del 15 ottobre, i 3,1 milioni devono essere erogati dal dipartimento e che è il provveditorato a dover rendicontare tutto, dal momento che questo è il soggetto attuatore, proprio per volontà del governo».

«Dopo questa necessaria puntualizzazione, tanto per fare chiarezza una volta per tutte, gli anziani e i cittadini aquilani sapranno di chi sono le responsabilità per ogni giorno in più che dovranno aspettare, prima di rivedere la struttura aperta ed efficiente», conclude.


10/10/2011 8.48

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ALLOGGI ATER, LE 10 DOMANDE DI PIO RAPAGNA'

 

L'AQUILA. Dieci domande: sono quelle che Pio Rapagnà, coordinatore del Mia Casa, rivolge al Consiglio regionale ed i soggetti attuatori. Domande dalle quali Rapagnà attende «una risposta tempestiva, precisa e convincente» perchè aiuterebbe a fare chiarezza su un settore troppo spesso dimenticato: gli alloggi popolari. Queste domande negli ultimi 30 mesi non hanno avuto alcuna risposta. Ma Rapagnà non si arrende e chiede chiarezza da parte di chi amministra.

 1- Perché il Consiglio regionale non interviene a sostegno della riparazione, ricostruzione e messa in sicurezza antisismica degli alloggi pubblici delle Ater, del Comune dell'Aquila e degli altri tantissimi Comuni dentro e fuori il cratere?

2- Perché le famiglie ancora sfollate devono presentarsi ogni volta davanti alla Regione per chiedere se, per favore, i “loro” rappresentanti si volessero occupare, almeno una volta all'anno, della ricostruzione delle loro abitazioni terremotate?

3- Perché il Consiglio regionale non approva, così come chiediamo di fare al Parlamento nazionale, una “Legge Regionale ad hoc” di indirizzo e di controllo della ricostruzione della Edilizia Residenziale Pubblica di “esclusiva” competenza della Regione Abruzzo?

4- A 30 mesi dal terremoto, a che punto è la ricostruzione leggera e pesante degli alloggi Ater e dei Comuni?

5- In quanti alloggi pubblici del cratere sono stati effettuati i lavori di “consolidamento sismico”?

6- Quanti alloggi pubblici sono stati resi agibili con provvedimento di pronto intervento?

7- Negli 852 alloggi classificati E-totalmente inagibili, quali lavori sono stati fatti in questi 30 mesi, quali progetti sono stati presentati e approvati e quali cantieri di “ricostruzione pesante” sono stati sino ad ora aperti?

8- E' sicuro al cento per cento che la cosiddetta “cricca” e la criminalità organizzata di cui si parla nelle intercettazioni e nei convegni antimafia non abbiano in effetti già operato e non stiano quindi “premendo” sulle Istituzioni e sui soggetti attuatori per “condizionare e controllare” la ricostruzione, ritardandone l'avvio e mettere nel frattempo le mani sulle relative risorse economiche necessarie per la realizzazione dei lavori?

9- Il 15 agosto 2009 vennero assegnati al Commissario delegato per la ricostruzione Dott. Gianni Chiodi ben 150 milioni di euro per la Edilizia Residenziale Pubblica regionale e comunale: quante di queste importanti risorse economiche sono state ad oggi utilizzate e rendicontate?

10- In pochi mesi si sarebbe potuto riconsegnare a molte famiglie assegnatarie di alloggi ATER, del Comune dell'Aquila e della Provincia, una abitazione stabile e sicura: perché non è stato fatto?

 10/10/2011 8.23