Assistenza alla Popolazione, Pelini: «ordinanza sfumata, cittadini colpiti»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Le competenze in materia di assistenza alla popolazione non sono ancora state trasferite al Comune dell’Aquila».*CROLLO VIA DON STURZO, TUTTO RINVIATO A GENNAIO 2012

 

La denuncia arriva dall’assessore all’Assistenza alla Popolazione Fabio Pelini. L’ordinanza di presidenza del consiglio dei ministri che avrebbe dovuto sancire il trasferimento, la cui firma era prevista per ieri, è stata sospesa su richiesta del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

«Da tempo - ha spiegato Pelini - eravamo in attesa dell’ordinanza, che avrebbe finalmente portato le competenze in capo al Comune dell’Aquila, mettendolo nelle condizioni di poter dare risposte adeguate ai cittadini e facendo chiarezza sul quadro delle competenze e delle risorse. Con grande sorpresa e qualche perplessità - ha proseguito l’assessore - abbiamo invece appreso che il Mef ha chiesto di sospendere la firma dell’ordinanza, dal momento che, allo stato attuale, l’emergenza e le disposizioni ad essa relative, in materia di assistenza alla popolazione e di dotazione organica del Comune, sono valide fino al 31 dicembre».

In pratica il Ministero delle Finanze si riserva formalmente di valutare se prorogare o meno lo stato di emergenza, e dunque degli stanziamenti finanziari che ne derivano, e subordina il trasferimento delle competenze a tale decisione. «Si tratta di una dichiarazione gravemente lesiva degli interessi dei cittadini», continua Pelini.

«Se infatti - sono ancora le parole di Pelini - è solo un modo per prendere tempo mi pare evidente che siamo in presenza di un’inaccettabile sottovalutazione, sia da parte del Governo che dei commissari Chiodi e Cicchetti, dei problemi e dei drammi che ancora vive la popolazione aquilana, poiché, in questa situazione di incertezza e di ambiguità riguardo alle competenze, il Comune è praticamente paralizzato».

Basti pensare alla questione degli affitti concordati: chi mai potrà rinnovare o stipulare ex novo contratti di affitto per soli due mesi e senza alcuna certezza rispetto al futuro?, chiede l'assessore. «E cosa dire ai cittadini che aspettano il contributo di autonoma sistemazione per pagare l’affitto di casa o, come purtroppo avviene in molti casi, per arrivare a fine mese? Per non parlare dei quasi 200 precari, circa 90 dei quali assunti a seguito del superamento di una selezione pubblica. Tutti giovani che stanno lavorando per portare avanti e far funzionare la macchina comunale in questa situazione di emergenza e che, a quanto dichiara a cuor leggero il Mef, potrebbero restare senza lavoro da un giorno all’altro. Se poi il Ministero fa sul serio- prosegue l’assessore - e pensa davvero che all’Aquila l’emergenza possa finire tra due mesi la cosa è ancora più grave».

«La verità - conclude Pelini - è che vi sono ben due ordinanze (3806 e 3813), oltre a una sentenza del Tar e alla stesse legge 77, quella sul terremoto, che riportano in capo ai sindaci le competenze in materia di assistenza alla popolazione. Basta con i commissari, basta con questa situazione in cui il Comune firma atti di assegnazione degli alloggi che avvengono secondo metodi e criteri stabiliti dai commissari. Il Ministero pensi piuttosto alla questione della restituzione delle tasse che ci vede trattati in maniera vergognosamente diversa dai cittadini colpiti da altre catastrofi. Anche su questo sarebbe bene che il commissario Chiodi e il vice Cicchetti battessero un colpo».

 

07/10/2011 16.15

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CROLLO VIA DON STURZO, TUTTO RINVIATO A GENNAIO 2012

 L'AQUILA. Si terrà il prossimo 20 gennaio 2012, l'udienza dibattimentale per il crollo dei due edifici di via Luigi Sturzo. All'interno persero la vita in totale 29 persone.

Unico imputato (l'accusa è quella di omicidio e disastro colposo) è Augusto Angelini di 85 anni. L'udienza si sarebbe dovuta tenere questa mattina ma è stato necessario posticiparla in quanto mancava la citazione di Angelini per il crollo di una delle due palazzine.

I due edifici si trovavano all'interno delle mura del centro storico, nelle vicinanze della Villa Comunale, ed erano in cemento armato. Entrambe le palazzine furono edificate nel 1965 e secondo i consulenti della Procura della Repubblica dell'Aquila, crollarono per la scadente qualità del calcestruzzo utilizzato, per carenze costruttive consistenti nel numero minimo di staffe di collegamento delle armature, per errori di progetto e calcolo delle strutture consistiti nella mancata previsione e verifica del sistema resistente alle azioni sismiche orizzontali provenienti da almeno due direzioni. 
   La magistratura, sulla scorta di indagini fatte dalla Pg della Forestale, osserva come nella zona di via Sturzo e strade vicine, dove ci sono tutti edifici in cemento armato costruiti tra il 1950 e il 1965, ci siano state 135 vittime: ovvero il 45 per cento del totale delle vittime del terremoto del 6 aprile sono concentrate nel crollo di 11 edifici di quella zona. Inevitabile, a quel punto, il confronto con i tanti fabbricati vicini non crollati.

Al civico numero 33 sono morte sette persone, nell'altro 22 persone.

07/10/2011 16.15