Ingegneri L'Aquila: «non siamo d'accordo sui metodi della ricostruzione»

Alessandro Biancardi

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Ingegneri L'Aquila: «non siamo d'accordo sui metodi della ricostruzione»
L'AQUILA. Il Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia dell’Aquila nei giorni scorsi si è riunito ed ha tracciato un bilancio di questi mesi.

I professionisti hanno riconosciuto che la ricostruzione pesante per gli edifici danneggiati dal sisma 2009, con esito di agibilità “E” e situati fuori dai centri storici, ha incontrato sin dall’inizio problemi di definizione delle norme.

«L’Ordine degli Ingegneri», commenta il presidente Paolo De Santis, «è da oltre un anno che segnala in tutti i modi le criticità e le difficoltà tecnico burocratiche per la redazione dei progetti e la progressiva paralisi riscontrata nell’esame delle istanze da parte della Filiera Fintecna-Reluiss-Cineas con la stagnazione delle domande di indennizzo e che ha colmato la misura dopo il 31 agosto 2011 con determinazioni interne e non solo non partecipate ma neanche rese pubbliche».
Nel tempo la scadenza per la presentazione delle domande risarcitorie ha subito vari rinvii, in ultimo dal 31 dicembre 2010 al 30 giugno 2011 e successivamente al 31 agosto 2011 (proroga tecnica) per censire le pratiche ancora da presentare.
«In tutto questo lasso di tempo si è cercato in tutti i modi», continua De Santis, «di dare ai professionisti Ingegneri responsabilità sui ritardi per la presentazione delle domande. Abbiamo sempre rigettato con motivazioni oggettive e documentate la estraneità al blocco della ricostruzione, rifiutando di essere immotivatamente additati come il “capro espiatorio” di turno. In questi ultimi periodi, costatando il blocco totale della ricostruzione, si è adottata la linea del “silenzio stampa” nell’attesa che qualche Istituzione rendesse pubblico ed in modo scritto le motivazioni del blocco della filiera».
Gli stessi problemi vengono segnalati dal sindaco Cialente e i professionisti ringraziano augurandosi che «altri seguano l’iniziativa evitando opportunismi e tatticismi con scopi reconditi».

«Non siamo d’accordo sul metodo attualmente adottato per la ricostruzione», ammettono. «oggi si vuole dimostrare che è stata trovata la soluzione prima del prossimo 31 dicembre, ma se ciò non si attuerà sarà ancora una volta responsabilità dei Professionisti? L'Ordine degli Ingegneri prende atto che la ricostruzione avrebbe dovuto basarsi su illustri contributi dei quattro saggi che invece ad oggi poco sembrano aver sortito nel risultato».
05/10/2011 12.17