L’Aquila, controllo a raffica nei cantieri post sisma

Alessandro Biancardi

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L’Aquila, controllo a raffica nei cantieri post sisma
L’AQUILA. 60 aziende del settore edile ispezionate e oltre 100 prescrizioni in materia di sicurezza, in pochi giorni.

Sono questi i risultati delle operazioni di ispezione e controllo, nei giorni scorsi, riportati dalla task force ispettiva congiunta Chieti-Pescara-L’Aquila, coordinata dalla Direzione Regionale del Lavoro de L’Aquila. A renderlo noto è il direttore generale Giovanni De Paulis che inserisce la recente iniziativa in una lunga serie di controlli/ispezioni, come quello ad inizio estate che vide il coinvolgimento per 4 settimane consecutive di militari del gruppo carabinieri per la tutela del lavoro di Napoli unitamente al personale ispettivo delle altre tre province abruzzesi.

L’operazione sicurezza, volta a sgominare illeciti ed irregolarità che si consumano nei cantieri per la ricostruzione post sisma, ha portato già nei primi 6 mesi dell’anno all’ispezione di 2176 aziende, all’ individuazione di 557 lavoratori in nero e a 781 prescrizioni in materia di sicurezza e salute nei cantieri edili. Il coordinamento in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro è svolto dalle Regioni attraverso il Comitato regionale di Coordinamento mentre quello operativo è assegnato ai comitati operativi provinciali presieduti dalle Asl, nei quali è prevista la partecipazione di tutte le autorità competenti in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro.

«Il personale ispettivo del Ministero del lavoro», ricorda infatti De Paulis, «può sospendere l’attività di azienda per motivi cautelari in materia di sicurezza quando la percentuale di lavoratori in nero superi il 20% dell’organico in forza. E’ per questo quindi che gli ispettori hanno, nel primo semestre 2011, sospeso 126 aziende, di cui 29 nel settore edilizia».

Ma nel mirino delle task forces ci sono anche i controlli sugli orari di lavoro, riposi giornalieri e settimanali, regolarità degli appalti, esternalizzazioni, falsi rapporti di lavoro autonomo. Anche qui i risultati sono stati importanti: si parla di 217 appalti illeciti scovati, 295 le violazioni in materia di orari di lavoro e 404 le contestazioni sulla corretta qualificazione dei rapporti di lavoro. Una fitta attività, questa, che ha consentito il recupero contributivo per 4 milioni di euro ed una riscossione di 1 milione e 700.000 euro di sanzioni amministrative.

«Tutto questo», sottolinea De Paulis, «è stato possibile grazie al potenziamento dell’organico, degli ispettori tecnici e della direzione del lavoro, alla funzione di coordinamento in materia di tutela del lavoro e della legislazione sociale che i direttori regionali e provinciali del lavoro assicurano puntualmente, ai controlli congiunti che gli ispettori del lavoro stanno assicurando con il gruppo interforze nel settore degli appalti pubblici e privati nei cantieri della ricostruzione, mirati a verificare unitamente alle forze dell’ordine e alla guardia di finanza la presenza di eventuali infiltrazioni mafiose».

m.b.  01/10/2011 14.55