Truffa terremoto: Traversi: «sono il consulente di sua eccellenza Letta, si sturi le orecchie»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA «Sono il consigliere Traversi, presidenza Consiglio dei ministri, devo parlare con Morgante...». E, poi, alzando la voce: «Sono il consigliere Traversi, presidenza Consiglio dei ministri, sono il consulente economico di sua eccellenza Letta, e si sturi le orecchie».

Dalle intercettazioni contenute nell'ordinanza di custodia cautelare firmata del gip dell'Aquila Marco Billi emergono le "modalità" operative di Fabrizio Traversi, il romano di 62 anni, da ieri ai domiciliari, così come il medico aquilano Gianfranco Cavaliere 36 anni, per concorso in tentata truffa ai danni della pubblica amministrazione, tentativo di estorsione, millantato credito e peculato (quest'ultima ipotesi solo per Traversi).

E quel «si sturi le orecchie» è rivolto ad un usciere della Regione Abruzzo, quando Traversi vuole incontrare il responsabile della segreteria del commissario per la ricostruzione, Antonio Morgante.

L'inchiesta della Procura della Repubblica - coordinata dal procuratore Alfredo Rossini e affidata al pm Antonietta Picardi - contesta che con "artifici e raggiri" gli arrestati hanno cercato di distrarre una parte dei 12 milioni dei fondi Giovanardi, contenuti nel "decreto Abruzzo" del 2009 e destinati al sociale, «raggirando innumerevoli soggetti privati e istituzionali» attraverso «mendaci informazioni sulle finalità della Fondazione Abruzzo solidarietà e sviluppo onlus» e di «ulteriori altre associazioni e fondazioni».

Oltre ai due, sono tre gli indagati: il sindaco di San Demetrio né Vestini (L'Aquila), Silvano Cappelli, 40 anni, il sociologo dell'Eurispes Nicola Ferrigni, (35), di Morlupo (Roma), e l'ex assessore regionale e provinciale Mimmo Srour (63), dell'Aquila.

Nel corso della stessa giornata in cui Traversi si presenta alla Regione «contatta direttamente monsignor Giovanni D'Ercole (vescovo ausiliare dell'arcidiocesi dell'Aquila, ndr) - come riporta l'ordinanza - al quale riferisce: 'Bisogna che ci vediamo, perche' ho avuto una lunga chiacchierata con Gianni Chiodi e anche con i suoi collaboratori, e oggi mi sono sentito anche con Carlo Giovanardì».

In realtà, ricostruisce la Procura, «Traversi non ha parlato né con Chiodi né con Giovanardi - che ha la delega alle Politiche per la famiglia. Addirittura, sempre rivolto a D'Ercole, l'indagato riferisce che tra Chiodi e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ci sarebbe «un grandissimo problema politico» e parla con naturalezza di cifre enormi della Comunità europea, come a dimostrare di essere ben introdotto negli ambienti importanti della politica nazionale: «I soldi dell'Unione europea ci sono, e sono circa 4 miliardi, la cosa simpatica è che questi soldi, Chiodi non lo sa, sono stati affidati a Fitto attraverso il Fas e sono stati tolti a Tremonti».

Con questo stratagemma di accreditarsi come persona di casa nei palazzi romani, Traversi riesce a catturare la buona fede anche di alcuni soggetti istituzionali «raggirati o strumentalizzati».

In un'altra conversazione intercettata D'Ercole, parlando con Giovanardi, spiega perchè è nata l'idea di mettere su la fondazione: «io voglio dirti solo questo. Noi abbiamo creato questo qui per fare in modo che si faccia qualcosa perché sennò non si fa nulla. Abbiamo messo in rete tutte le strutture possibili tutti i comuni, tutte le associazioni». E poi D'Ercole continua: «Volevo soltanto dirti questo: siccome è ovvio che con questo nostro progetto probabilmente daremo fastidio a qualcuno, faranno un po' di questioni. Mi raccomando: tieni la barra ferma». «Ma ti immagini!», risponde Giovanardi, «io ho solo bisogno che voi... cioè, che chi mi può dare il disco verde che è il commissario di governo mi dica "spendi" e io vengo lì con i soldi cash...». «Il commissario di governo troverà tutti i cavilli», replica preoccupato mondignore. «Tutti e due (commissario e vice, ndr) a questo punto sono un pò .. sono un pochettino così, perché evidentemente la ragione di fondo è che siccome vedono che quello che dovevano fare loro non lo hanno fatto..»

GIOVANARDI BLOCCA FONDI SOCIALE 

Intanto dopo gli arresti e lo scoppio dell'inchiesta il sottosegretario Giovanardi ha bloccato l'erogazione dei 12 milioni dei fondi per il sociale. Era stato proprio Giovanardi ad annunciare dopo il sisma l'invio del contributo. «Neppure un euro dei 12 milioni stanziati due anni e mezzo fa dal Dipartimento Famiglia della Presidenza del Consiglio per la ricostruzione dei territori terremotati è stato ancora speso in attesa di risposte dal territorio: naturalmente adesso siamo costretti a bloccare tutte le erogazioni sino che non si sia fatta chiarezza nell'indagine giudiziaria in corso - ha spiegato in una nota -. Rimango però allibito, come riporta la stampa di oggi, che il Procuratore della Repubblica de l'Aquila dichiara che una Onlus presieduta dai due vescovi de l'Aquila era nata per ingannare le istituzioni, e ancora, che i due arrestati sono accusati tra l'altro di "aver rappresentato (a Giovanardi) un quadro distorto della situazione politica aquilana».

Giovanardi ha attacca l'assessore al sociale del Comune dell'Aquila, Stefania Pezzopane: «Non lo so se le informazioni politiche corrette su l'Aquila vengano fornite dall'assessore Pezzopane, ma certamente il Dipartimento per le politiche della famiglia, che sarebbe parte lesa del tentativo di truffa, non si é fatto imbrogliare - conclude - né si e fatto prendere in giro da nessuno».  

24/09/2011 8.49