L’Aquila, recuperati archivi superstiti del terremoto. Pezzi storici sepolti dalle macerie

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Alcuni sono stati riportati alla luce in frammenti , altri recuperati per intero ma tutti ora sono alla ricerca di una sistemazione.

Si tratta dei libri ed archivi storici de L'Aquila , rimasti sepolti dalle macerie dopo il tragico sisma del 6 aprile del 2009 ed ora in via di recupero grazie alla Soprintendenza ai Beni Archivistici per l'Abruzzo.  E infatti è stato proprio l'ente ad attivarsi  immediatamente dopo il terremoto per ricostruire una mappa di tutti i siti archivistici ricompresi nel territorio del cratere e localizzare i punti dove potessero trovarsi i documenti. Un lavoro  (dal censimento dei danni al recupero di una mole enorme di documenti spesso antichi e preziosi conservati negli archivi comunali, ecclesiastici e in quelli di tutti gli altri enti ed istituzioni diffusi sul territorio del cratere che ricomprende 57 comuni tra cui la città capoluogo d'Abruzzo) che è stato presentato oggi, durante la conferenza stampa dal titolo  “La tutela dei beni cartacei dopo il terremoto” organizzata nell'ambito delle “Giornate Europee del Patrimonio” dalla direzione regionale per Beni Culturali e Paesaggistici dell'Abruzzo presso l'archivio di Stato dell'Aquila.  Se è vero che molti documenti sono stati salvati, è anche vero però che tantissimo materiale è ancora sotto le macerie e di molti altri non si conoscono le destinazioni perché di proprietà non statale.

 «Il terremoto ha aggravato una situazione precaria e di degrado», afferma il vice commissario per la tutela del Patrimonio Culturale, « in cui versavano soprattutto gli archivi comunali spesso sistemati negli scantinati e sotterranei dei palazzi municipali».

E i problemi non sono finiti perché dopo il recupero del materiale bisognerà trovare una sistemazione adeguata per il  trasferimento e deposito dei documenti. E mentre la caccia ai documenti antichi continua arrivano buone notizie dalla Collegiata di Santa Maria Paganica a L'Aquila  dove sarebbe stato recuperato per intero il prezioso archivio contenente libri e documenti risalenti fin dal XIV secolo tra cui due rari antifonari, databili tra il XIV e il XV, mentre risulta quasi del tutto disperso l'archivio comunale di Goriano Sicoli. 

Intanto la direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Abruzzo sarebbe all'opera per recuperare sei volumi dello stesso archivio, si tratta di due antifonari e di quattro codici ecclesiastici risalenti al XV secolo.

m.b.  24/09/2011 8.55