Truffa post terremoto: «incassiamo i soldi e tagliamo la corda»

Alessandro Biancardi

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Truffa post terremoto: «incassiamo i soldi e tagliamo la corda»
L'AQUILA. Inquietanti le conversazioni telefoniche intercettate: «prendiamo i soldi e poi scappiamo», «il denaro è mio perchè io sono di Palazzo Chigi». E sempre al telefono uno dei due arrestati si vantava di aver già rodato lo stesso sistema dopo il sisma nelle Marche e quello nel Molise.

Con «artifici e raggiri» gli arrestati Fabrizio Traversi e Gianfranco Cavaliere hanno cercato di «ottenere inizialmente la somma di 12 milioni di euro» dei fondi Giovanardi. Poi la somma sarebbe scesa a 3,1 milioni. E per ottenere il denaro i due avvrebbero «raggirato innumerevoli soggetti privati e istituzionali» attraverso «mendaci informazioni sulle finalità della Fondazione Abruzzo solidarietà e sviluppo onlus" e di "ulteriori altre associazioni e fondazioni». E' questa l'ipotesi accusatoria che salta fuori dall'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari firmata dal giudice Marco Billi e notificata ieri ai due principali accusati dell'inchiesta "Attenti a quei due". L'indagine, lunga è complessa, non è ancora chiusa, ed è stata aperta a maggio scorso a seguito di una audizione in procura del primo cittadino aquilano Massimo Cialente a seguito di continue bagarre sulla mancanza dei fondi.

Ieri i due arresti e l'iscrizione di altre 5 persone nel registro degli indagati. Per i due finiti ai domiciliari l'accusa è di concorso in tentata truffa aggravata continuata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. A Traversi è stato contestato poi anche il peculato essendo dipendente pubblico.

Alla fine il tentativo di ottenere indebitamente quel denaro, sempre secondo l'ordinanza, però non è riuscito per «ragioni estranee alla loro volontà»: «reazione del Comune dell'Aquila, diffidenza dei componenti regionali e altre motivazioni oggettive».

«INCASSIAMO E POI SPARIAMO»

«Queste sono operazioni corsare, noi incassiamo e spariamo». Così il 62enne dipendente della presidenza del Consiglio dei ministri Fabrizio Traversi si rivolge al 36enne medico aquilano Gianfranco Cavaliere in una conversazione nell'auto di quest'ultimo, dove era stata sistemata una cimice, intercettata dai carabinieri del Noe e trascritta nell'ordinanza del Gip. In diverse intercettazioni telefoniche Traversi, con più interlocutori, ribadisce «i soldi sono i miei perché sono di Palazzo Chigi». Ma c'é di più: Traversi che appare il regista del sistema, sempre al telefono e negli altri dibattiti registrati, si vanta di aver fatto analoghe operazioni in occasione dei terremoti nel Molise e nelle Marche. Nelle intercettazioni che compaiono nelle 150 pagine della ordinanza i due millantano conoscenze politiche di livello nazionale oltre all'appartenenza a logge massoniche, tra cui il Grande Oriente d'Italia.

Questo per fare presa sugli interlocutori, soprattutto sui sindaci protagonisti della presentazione dei progetti e delle istanze di finanziamento.

Non a caso, ai due viene contestato il reato di millantato credito, oltre al tentativo di truffa ai danni dello stato e tentativo di estorsione. A Traversi è stato contestato anche il peculato. Nell'ordinanza, il Gip, nell'indicare le istituzioni offese, tra cui la Regione Abruzzo e il commissariato per la ricostruzione, conclude che si ritiene che «parti offese sia tutta la popolazione dell'area del cratere».

LE ACCUSE AL SINDACO DI SAN DEMETRIO

Quanto al sindaco di San Demetrio né Vestini (L'Aquila), Silvano Cappelli, (che ieri si è detto estraneo alla vicenda e ritiene la sua iscrizione nel registro degli indagati un ''atto dovuto'') è accusato di falsità ideologica continuata commessa da un pubblico ufficiale in atti pubblici. Secondo l'ordinanza, «abusando della propria qualifica di sindaco», «attestava falsamente partenariati istituzionali e professionali nel progetto denominato 'L'Aquila Città Territorio», ai fini del tentativo di truffa.

Quanto all'ex assessore regionale e provinciale Mimmo Srour, per gli inquirenti è estraneo alla truffa, ma è stato coinvolto in ogni caso nell'inchiesta in quanto, nel suo breve periodo nell'attuale Giunta provinciale con delega alla Ricostruzione, ha fatto aderire l'Ente alla fondazione con una procedura ritenuta "dubbia" dalla Procura.

LE ALTRE SOCIETA' DEL 'SISTEMA'

Nel provvedimento del gip Billi vengono citate anche le altre società del sistema che gli inquirenti ipotizzano sia stato creato dagli arrestati: "L'Aquila Città Territorio, Eurispes Abruzzo, Cepia Manlio Germozzi, L'Aquila Ricerche Scarl". Nominate anche "altre realtà non a fine di lucro": "Apieuromed Onlus, Diquamont Scarl". Secondo gli investigatori, il giochetto è stato tentato con il concorso di due altri indagati: Silvano Cappelli, quale "capofila di altri sindaci" e "soggetto proponente il progetto denominato 'L'Aquila Città Territoriò depositato in data 6 agosto 2010", e Nicola Ferrigni, presidente di Eurispes Abruzzo che, secondo l'accusa, avrebbe avuto il ruolo di reperire stagiste che avrebbero lavorato gratuitamente mentre il loro compenso finiva nelle tasche degli indagati.

Ieri pomeriggio per i due arrestati c'è stato l'interrogatorio di garanzia. Traversi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il trentaseienne medico aquilano Gianfranco Cavaliere, è stato ascoltato per un'ora e mezza, ma dopo un primo tentativo di rispondere alle domande del pm,consigliato dal difensore d'ufficio, Domenico Paleri, si è avvalso della facoltà di non rispondere. La curia, invece, con un brevissimo comunicato stampa, si è augurata che tutto venga chiarito nel più breve tempo possibile. 

 23/09/2011 7.58