Terremoto, chiesti 37 milioni di euro di danni

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Ammontano finora a complessivi circa 37 milioni di euro le richieste di risarcimento danni da parte di circa 45 famiglie di parenti delle vittime del terremoto del 6 aprile 2009.

Le richieste sono state presentate alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sotto la quale è incardinato il Dipartimento di Protezione civile. All'atto di citazione di responsabilità civile per la somma di circa 22 milioni di euro presentata nei mesi scorsi, ha fatto seguito un nuovo atto notificato nei giorni scorsi al tribunale dell'Aquila anche questa volta dagli avvocati Maria Teresa di Rocco e Silvia Catalucci.

Le istanze sono riferite ad una quindicina di famiglie che tirano in ballo i messaggi rassicuranti lanciati dalla commissione Grandi Rischi nella riunione del 31 marzo 2009, a cinque giorni dalla tragica scossa che ha causato 309 morti.

Senza quelle rassicurazioni, secondo i denuncianti, i cittadini avrebbero preso precauzioni che avrebbero potuto salvare vite umane. Con le stesse accuse sono sotto processo per omicidio colposo e lesioni colpose i sette componenti della commissione, tra cui scienziati dei terremoti, ed esperti dell'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia con la prima udienza che si è svolta martedì. I due avvocati aquilani hanno citato come testimoni proprio i sette componenti della Commissione.

Si tratta di Franco Barberi, Bernardo De Bernardinis, Enzo Boschi, Giulio Selvaggi, Gian Michele Calvi, Claudio Eva e Mauro Dolce. L'udienza è fissata per il 26 gennaio 2012. Insieme a loro l'ex capo della protezione civile, Guido Bertolaso.

Il primo atto di citazione è stato chiesto da una trentina di famiglie ed ammonta a circa 22 milioni e mezzo di euro. L'udienza è stata fissata il prossimo 29 settembre. Alla scorsa udienza, alla quale hanno partecipato tanti giornalisti stranieri, dei 7 imputati era presente solo De Bernardinis.  

22/09/2011 10.31