Commissione Grandi rischi, un solo imputato in aula. Tutto rinviato al 1° ottobre

Alessandro Biancardi

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Commissione Grandi rischi, un solo imputato in aula. Tutto rinviato al 1° ottobre
I VIDEO. L'AQUILA. Parte oggi il processo alla Commissione grandi rischi, attesi oltre 50 giornalisti da tutto il mondo per seguire il processo.

Si tratta di uno dei più importanti e delicati filoni della maxi inchiesta sui crolli del terremoto del 6 aprile 2009 avviata dalla procura della Repubblica dell'Aquila. Sono sette gli imputati, accusati di omicidio colposo, lesioni personali colpose e cooperazione nel delitto colposo. Nei mesi scorsi il caso ha attirato l'attenzione della comunità scientifica. Più di 5.000 scienziati hanno firmato una lettera aperta al presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano a sostegno degli imputati, mentre l'associazione 309 Martiri dell’Aquila si è scagliata più volte contro la Grandi Rischi (così come contro gli amministratori locali) chiedendone le dimissioni (mai arrivate).

Secondo le tesi dei pm, nella riunione dell'organismo consultivo della presidenza del Consiglio del 31 marzo 2009, una settimana prima della scossa delle 3.32, ci fu «una valutazione del rischio sismico approssimativa, generica e inefficace in relazione alla attività della commissione e ai doveri di prevenzione e previsione del rischio sismico» e dopo quella stessa riunione la Commissione fornì alla gente «informazioni imprecise, incomplete e contraddittorie sulla pericolosità dell'attività sismica vanificando le attività di tutela della popolazione».

 Gli imputati sono Franco Barberi, presidente vicario della Commissione Grandi Rischi, Bernardo De Bernardinis, già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione Civile, Enzo Boschi presidente dell'Ingv, Giulio Selvaggi direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto Case, Claudio Eva ordinario di fisica all'Universita' di Genova e Mauro Dolce direttore dell'ufficio rischio sismico di Protezione civile.

Loro che il 31 marzo del 2009, cinque giorni prima del tragico terremoto, hanno dato vita alla riunione della Commissione che per la prima volta si svolse all'Aquila, da mesi interessata da uno sciame sismico. Secondo il pm della Procura della Repubblica dell'Aquila i sette furono colpevoli di aver lanciato alla popolazione messaggi rassicuranti che hanno indotto le persone a non prendere le dovute precauzioni. La Commissione Grandi Rischi è accusata, infatti, di aver redatto «una valutazione del rischio sismico approssimativa, generica e inefficace in relazione alla attività della commissione e ai doveri di prevenzione e previsione del rischio sismico».

Ma anche di aver fornito «dopo la riunione» recita il capo di imputazione «informazioni imprecise, incomplete e contraddittorie sulla pericolosità dell'attività sismica vanificando le attivita' di tutela della popolazione».

20/09/2011 7.16

70 PARTI CIVILI, SOLO UN IMPUTATO PRESENTE

 Sei dei sette imputati questa mattina non hanno preso parte alla prima udienza dibattimentale. Era presente solo Bernardo De Bernardinis, già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione civile.

«Questa è la mia terra», ha commentato con i giornalisti De Bernardinis, «ritenevo importante esserci per la gente del posto ma anche per sottolineare la professionalita' e la qualita' degli altri pubblici funzionari. Sono abruzzese, lo dovevo anche alla gente del luogo». E ad inizio udienza si è proceduto con l'ammissione delle parti civili. Oltre 70 quelle ammesse che avranno dunque diritto al risarcimento dei danni nel momento in cui verrà accertata la responsabilità penale.

Escluse, invece, già nell'udienza preliminare le due associazioni dei consumatori Codici (Abruzzo) e Codacons (nazionale). E prima di entrare in aula anche il procuratore capo Alfredo Rossini ha rilasciato qualche dichiarazione ai giornalisti in attesa: «noi cerchiamo solo giustizia».

20/09/2011 11.55

 

UDIENZA AGGIORNATA AL 1 OTTOBRE

 La prima udienza è stata poi aggiornata a sabato primo ottobre alle 9 per ammissione delle prove e sentire i testi del pubblico ministero.

«Non prendete appuntamenti per il pomeriggio, lavoriamo dall'alba al tramonto, alle 19 ce ne andiamo», ha detto il giudice Marco Billi aggiungendo che «se necessario si faranno udienze anche di domenica, non voglio che il processo duri due anni. Ci sono 300 testimoni da sentire e con una udienza al mese ci vorrà troppo».

 Il giudiceh ha inoltre respinto l’istanza di accorpamento ad un altro filone d'inchiesta analogo che si trova pero' nella fase delle indagini preliminari perché il codice vieta l’accorpamento di due processi che si trovano in fasi diverse

20/09/2011 13.22

*TERREMOTO. RIVISTA NATURE: «A L'AQUILA ERRORI DI COMUNICAZIONE»

* TUTTO SULLA COMMISSIONE GRANDI RISCHI

Terremoto L'Aquila Commissione Grandi Rischi Del 31 Marzo 2009