La sfida della ricostruzione dei piccoli Comuni. Due giovani sindaci che "fanno da soli"

Alessandro Biancardi

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La sfida della ricostruzione dei piccoli Comuni. Due giovani sindaci che "fanno da soli"
DENTRO LA RICOSTRUZIONE POST TERREMOTO . Nel suo paese dovrà essere ricostruito tutto, anche seconde e terze case, ne va dell’unitarietà del patrimonio. (Foto:Adamo Di Loreto)I RACCONTI FOTOGRAFICI: LA RICOSTRUZIONE A VILLA SANT'ANGELO  - SANT'EUSANIO FORCONESE

E tutto dovrà essere meglio di com’era, sia dal punto di vista funzionale che da quello urbanistico. Ottimismo e determinazione sembrano le armi più affilate del giovane sindaco.   «A Villa Sant’Angelo l’86% del patrimonio edilizio al netto dei fabbricati rurali è inagibile», spiega il primo cittadino Pierluigi Biondi. Un dato che rende il comune un caso unico nel cratere sismico per percentuale di distruzione. «Il Piano di Ricostruzione affidato alle Università di Genova e di Catania sarà discusso anche con il Commissario Chiodi», ma  il messaggio del primo cittadino villese è chiaro: «l’indennizzo per i danni del terremoto va inteso come indennizzo alla comunità e non solo al privato proprietario».

 Quel che resta del centro storico è custodito nella zona rossa, dove il tecnico comunale che ci accompagna invita a prestare molta attenzione non tanto a dove si mettono i piedi ma piuttosto a tutto ciò che ha ancora uno sviluppo verticale. Molto è ancora pericolante. Il tempo, le escursioni termiche, il naturale assestamento di tutto ciò che ha subito lo scrollo del terremoto rendono ancora più estremo l’ equilibrio dei tetti e delle pietre chiare di cui erano fatti per lo più i muri delle case. Ed è già settembre del 2011, due anni e cinque mesi dopo la scossa del 6 aprile.   «Occorrerà un ripensamento integrale del nucleo storico, la sua funzionalità era tarata sulla vita dei secoli precedenti», il sindaco ha toni fermi.

Non dovrebbe essere difficile immaginare il rumore del crollo dei muri in pietra, delle tegole in rapida caduta dai tetti, del tetto di cemento troppo pesante arrivato d’un pezzo a livello strada. È accaduto in molte vie in tanti borghi del cratere, ma a Villa è successo ovunque. L’intero centro storico coinvolto in un unico fragore.

IL PAESE CHE NON C’E’ PIU’ (E NON C’E’ ANCORA)

Il silenzio e la luce stranamente ampia tra i vicoli che lo sguardo a mezza altezza riconosce originariamente stretti fino all’altezza che non c’è più, confinano e distinguono l’area ben più nettamente di quanto non possano fare le transenne. Quasi ogni costruzione è una storia di fuga, salvataggio estremo, indennità miracolosa, recupero di salme.  Ci si immobilizza davanti agli angoli di case sventrate dove il terremoto ha lasciato pile di piatti in perfetto ordine e stato. Pochi i puntellamenti perché c’è ben poco da puntellare. C’è da demolire.

«Restano le tracce sul suolo delle costruzioni abbattute», spiega il tecnico comunale. Si sta facendo ciò che si ritiene necessario per poter procedere alla ricostruzione cercando di tagliare i tempi dove possibile. Le pratiche di ricostruzione non passano per le mani degli impiegati di Fintecna Cineas e Reluis. Tutto viene fatto con il diretto contatto tra ufficio tecnico del Comune e cittadini. Una grossa responsabilità, ma anche la soddisfazione di gestire la Ricostruzione in casa. «Il piano di ricostruzione è a valle delle esigenze dei cittadini» e chi meglio dell’amministrazione scelta dagli stessi cittadini potrebbe essere in grado di raccogliere istanze e necessità?

IL PROBLEMA DELLE MACERIE

Il crono programma prevede step da avviare tutti nell’arco di due anni.

Il piano macerie proposto dall’amministrazione comunale con il supporto dell’Università di Genova testimonia la volontà di creare un circolo virtuoso di recupero del patrimonio storico e di prospettiva futura dell’abitato. Raccolta, differenziazione, catalogazione e stoccaggio in loco delle pietre adatte ad essere riutilizzate per la ricostruzione. Un procedimento logico, lineare, con filiera corta e snella, la cui efficacia ed efficienza sono scontate. Sempre che vengano messi a disposizioni gli opportuni uomini e mezzi. Le macerie sono assimilabili a rifiuto solido urbano solo finché giacciono a terra.

Il Sindaco Biondi rivendica la lotta per l’ordinanza 3923. «Siamo stati il primo Comune a presentare un vero piano macerie. Abbiamo ricevuto il consenso dell’ingegnere Giuseppe Romano (il tecnico nominato soggetto attuatore)». Il prossimo 22 settembre si riunirà il tavolo tecnico con soggetto attuatore, ASM, sindaci dei comuni del comprensorio; Biondi ritiene molto probabile la sottoscrizione del piano proposto da Villa Sant’Angelo. D’altronde l’amministrazione comunale ha concluso la fase di approvazione e finanziamento dei lavori di ripristino delle abitazioni meno danneggiate, le cosiddette “B”, tutte fuori dal nucleo antico del paese, e la fase immediatamente successiva deve essere quella di rimozione delle macerie, propedeutica alle azioni di ricostruzione del centro storico.

IL “PAESE” BIS

I 500 abitanti circa di Villa Sant’Angelo non danno segno di voler lasciare il paese. Sistemati già tra ottobre e dicembre 2009 nelle strutture abitative in legno donate direttamente al Comune di Villa Sant’Angelo dalla Provincia di Trento, guardano il paese malconcio dal nuovo villaggio colorato. Per raggiungerlo occorre necessariamente attraversare l’ingresso al vecchio paese, la piazza con la chiesa tenuta su dai puntellamenti, costeggiare le transenne che chiudono la Zona Rossa. I MAP sono a lato della vera Villa Sant’Angelo, sul lato opposto della strada che li costeggia, una fila di container grigi ospitano gli uffici comunali, una farmacia, un piccolo negozio e un bar.

 SANT’EUSANIO FORCONESE

Ad accomunare Sant’Eusanio Forconese a Villa Sant’Angelo sono la valle, il numero di abitanti contenuto (461 tra Sant’Eusanio e la frazione di Casentino), l’età giovane del Sindaco, la compattezza della comunità, la distanza e l’autonomia amministrativa da L’Aquila.

Anche Giovanni Berardinangelo racconta di aver scelto di fare a meno dei servizi di Fintecna Cineas e Reluis. Anche qui le pratiche della Ricostruzione passano direttamente per le mani e il confronto tra ufficio tecnico comunale e cittadini, con benefici in termini di tempistica e di dialogo. Anche per Sant’Eusanio saranno le università a predisporre il piano di ricostruzione: quelle di L’Aquila e Firenze. Sarà pronto entro pochi mesi, garantisce il Sindaco.

«Qui si lavora tantissimo e si lavora sodo. Nessuna inerzia. Nessun ‘parafulmine’», dice ilsindaco, «l’amministrazione comunale è direttamente responsabile di tutto, non c’è nessuno a cui rimbalzare difficoltà e ritardi. A Sant’Eusanio sono già state sbloccate le pratiche di ripristino delle E (case inagibili con gravi danni strutturali) fuori dal centro storico e prevediamo tempi non lunghissimi per la rimozione delle macerie. Per quanto gravemente danneggiate, molte delle nostre costruzioni hanno comunque retto. A terra non c’è moltissimo. Una prima rimozione delle macerie è stata fatta inizialmente da ditte incaricate, prima delle ordinanze che impongono l’utilizzo dei Vigili del Fuoco, in modo da poter procedere alla messa in sicurezza degli assi viari principali. Anche qui, come a Villa Sant’Angelo, è stato fatto da subito il lavoro di differenziazione e stoccaggio delle pietre da riutilizzare per la ricostruzione».

Le condizioni in cui è ridotta la chiesa del paese sono davvero gravi. È uno dei tanti monumenti inseriti nella lista degli ‘adottabili’ ai tempi dei G8 a L’Aquila, uno dei tanti non adottati. La messa in sicurezza dei palazzi affacciati sulla piazzetta è molto più essenziale di quanto è facile vedere nel centro storico dell’Aquila. Nessun intreccio infinito di tubi innocenti.

Il centro storico di Sant’Eusanio ha l’aspetto di un luogo paziente. E sicuramente pazienti sono i proprietari della casa ristrutturata poco prima del terremoto, perfettamente agibile, incastrata in un vicolo devastato. Inagibilità ambientale, casa ‘F’.

«PIU’ SERVIZI DI PRIMA»

«Abbiamo ripristinato tutti i servizi che il paese aveva prima del terremoto e anzi abbiamo in più un bar, un ristorante e due Bed&Breakfast. A breve riapriremo anche l’ufficio postale», risultati nient’altro che scontati vista la portata dei danni subiti dal terremoto, ha ragione l’amministrazione comunale a sottolinearlo.  Il Municipio, la farmacia e l’ambulatorio medico sono stati riattivati in un edificio pubblico a ridosso del centro storico, subito fuori la zona rossa. Non c’è pericolo di dimenticare che la Ricostruzione è l’obiettivo principale. Il villaggio dei 73 MAP di Sant’Eusanio è di fronte all’ abitato originario. Nessun esproprio importante per realizzarlo. Sono stati utilizzati i terreni demaniali ai piedi dell’altura dominata dall’antico castello.

Il minimarket che prima del terremoto era in pieno centro storico, è provvisoriamente ospitato in un container donato dal Comune di Manfredonia. La titolare si è riappropriata del lavoro dopo un anno e mezzo dal terremoto. Senza non avrebbe potuto mandare avanti la famiglia, racconta, ed è grazie alla sua bottega che ha comunque recuperato un senso di vita costruttivo. «Sono contenta. Quasi quasi lavoro più adesso che prima». Le squadre di operai al lavoro a Sant’Eusanio sono clienti nuovi, in più rispetto agli abituali del paese. «È  un punto di riferimento per gli abitanti di Sant’Eusanio», spiega il Sindaco.

Chiedo se quindi tutto sommato la vita della comunità non sia la stessa che prima del terremoto. Il primo cittadino fa notare che l’espressione è decisamente troppo ‘forte’. Nulla di quello che c’è ora è comunque paragonabile alla vita del paese.

A proposito delle previsioni sul prossimo futuro del paese, Giovanni Berardinangeli  spiega che a Sant’Eusanio è stata individuata una zona già edificabile dove chi preferisse potrà realizzare la sostituzione edilizia, «ma nulla scalfirà la decisione di far rivivere il nostro centro storico».

Già prima del terremoto l’amministrazione comunale stava lavorando al possibile sviluppo turistico del paese. Ed è in quella direzione che il Sindaco vede ancora e più di prima una prospettiva possibile per il futuro del suo territorio. La rete con i comuni limitrofi di San Demetrio, Villa Sant’Angelo, Fagnano e altri, già consolidata nel tempo per molti dei servizi territoriali, quello scolastico ne è l’esempio più tangibile, è un’opportunità da sviluppare anche per la creazione di un buon sistema turistico. Il primo cittadino su questo non ha dubbi.

Uscendo da Sant’Eusanio e immettendosi sulla provinciale in direzione L’Aquila, qualche dubbio però viene. L’espansione degli stabilimenti del Gruppo Edimo, in piena valle, sembra non avere fine. Metri cubi di nuovi capannoni già innalzati in tempi rapidissimi e altri in via di costruzione. Lo sguardo non ha scampo.

 Marianna De Lellis – Adamo Di Loreto  16/09/2011 9.05