Terremoto, Ance: «sbloccare le pratiche, siamo pronti per la ricostruzione pesante»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La giunta comunale ha approvato il protocollo d'intesa per la gestione dei "Centri di comunità" che verranno realizzati dalla Caritas.

I Centri saranno allestiti all'interno delle aree polifunzionali del progetto Case. La delibera è stata presentata dall'assessore alle Politiche sociali Stefania Pezzopane su proposta del sindaco Massimo Cialente. Le strutture verranno realizzate nelle aree Case di Roio Poggio, Cese di Preturo e Sassa Nucleo Industriale e verranno gestite dalla Caritas attraverso la "Fondazione diocesana don Natale Chelli", cui vengono cedute dall'amministrazione comunale in comodato d'uso gratuito per 20 anni.

«Adesso ci auguriamo che possano finalmente partire i lavori», ha commentato il primo cittadino. «Si tratta di strutture che hanno un'importanza fondamentale ai fini sociali e aggregativi nei quartieri di nuovo insediamento».

E intanto nei giorni scorsi è stato dissequestrato il palazzo ex sede della Prefettura dell'Aquila, uno dei primi a crollare la notte del sisma, a seguito all'archiviazione disposta dal Gip del Tribunale dell'Aquila. Non si placano, invece, le polemiche sui Comuni esclusi dal cratere. Ieri, per l'ennesima volta, il presidente Gianni Chiodi è tornato a ribadire che non ha «mai presentato appello al Consiglio di Stato, ne' intendo farlo, contro la pronuncia del Tar che ha deciso una nuova istruttoria tecnica per i Comuni esclusi».

«Escludo di aver presentato un appello al Consiglio di Stato - ha aggiunto il commissario - per penalizzare il Comune di Isola del Gran Sasso o altri Comuni esclusi dal cratere». Per Chiodi si starebbe giocando sull'equivoco, confondendo «volutamente» la figura del commissario per l'emergenza (che era Bertolaso), con quella del commissario per la Ricostruzione. Già nell'incontro del 29 luglio scorso con i sindaci dei Comuni interessati, Chiodi aveva ribadito la volontà di tutelare gli interessi dei cittadini di Isola del Gran Sasso e degli altri Comuni, cosa che aveva già fatto con una lettera ufficiale, inviata prima del deposito dell'appello, in cui si diceva favorevole a che si rinnovasse l'istruttoria per i 26 Comuni extra cratere, cosi' come indicato dal Tar stesso.

L'Ance in queste ore chiede invece con forza di sbloccare le pratiche riuardanti le abitazioni E fuori dai centri storici tramite l'autocertificazione degli interventi. «Sarebbe un passo concreto verso la semplificazione burocratica di cui tanto si parla». Nei giorni scorsi a palazzo Chigi si sarebbe raggiunto già un primo accordo (non definitivo) tra le strutture commissariali ed il Comune.

«Siamo pronti da molto tempo – ha assicurato il presidente di Ance L'Aquila - muniti di tutti gli strumenti per aprire anche domani i cantieri relativi alle 7000 pratiche giacenti nella filiera, ed altrettanto ci auguriamo sia per tutte le figure protagoniste del processo».

Le 7500 pratiche in attesa di indennizzo svilupperebbero all'incirca 400 cantieri.

14/09/2011 8.46