Ricostruzione, Chiodi: «basta deroghe, ora si rispetteranno le leggi»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Una giornata deludente» quella del Consiglio straordinario di ieri sulla ricostruzione e su Abruzzo Engineering.

Così l'hanno definita gli aquilani che si aspettavano di ricevere risposte chiare e precise.

In aula, invece, si è continuato a ribadire sempre le stesse cose, dette e ridette negli ultimi 17 mesi.

«E' stata una giornata molto deludente», ha commentato la portavoce dei comitati cittadini, Annalucia Bonanni, «abbiamo sacrificato una giornata sottraendola al lavoro e alle famiglie, è la terza volta che veniamo qui. Sono stati chiamati centinaia di poliziotti per tutto questo balletto».

«Alla fine - ha aggiunto - di concreto è uscito che i consiglieri, anche e soprattutto gli aquilani hanno poco da dire sulla ricostruzione. Le uniche proposte sono delle opposizioni che hanno ripetuto cose che diciamo da tempo. Continuiamo a pensare che non si fa la ricostruzione se si continua a mantenere la confusione tra la gestione dell'emergenza e della ricostruzione, continueremo a chiedere agevolazioni fiscali per gli aquilani, a lottare contro il commissariamento a favore di una legge».

La Bonanni ha sottolineato che «vogliamo essere governati della regole e non dalle deroghe, deludente il fatto che non si sia tenuto conto della votazione contro la nomina di Cicchetti da parte del consiglio comunale dell'Aquila».

Di certo ieri il Consiglio regionale abruzzese ha bocciato a maggioranza un ordine del giorno che avrebbe impegnato il presidente della Giunta a chiedere la revoca del vice commissario per la ricostruzione. «Il centrodestra - ha commentato il capogruppo di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, uno dei firmatari - ha fatto quadrato, compresi i consiglieri regionali aquilani, nonostante Chiodi avesse dichiarato di non sapere della condanna alla Corte dei Conti quando ha avallato la nomina».

Quando poi lo ha scoperto ha fatto spallucce: «non ritengo personalmente», ha detto ieri il governatore, «che una condanna a duemila euro di multa possa inficiare l'alta valenza e la storia professionale di Cicchetti come amministratore di strutture pubbliche e private».

Il nome del vice commissario, d'altronde, era stato indicato al Governo proprio da Chiodi, segnalato come «persona adatta a collaborare nella ricostruzione, in veste di persona molto legata al suo territorio, nonché di esperto amministrativo di larga esperienza».

E proprio ieri il presidente della Provincia Antonio Del Corvo e il vice Antonella Di Nino  hanno espresso «solidarietà e vicinanza» al neo vice commissario. «In una situazione così delicata come quella che stiamo vivendo, che ben venga un uomo dalle indubbie capacità amministrative. Cicchetti sarà sicuramente capace di mettere le proprie capacità professionali al servizio di un territorio che oggi più che mai ha bisogno di uomini in grado di essere da supporto concreto». Del Corvo ha anche invitato i politici locali «a non assumere posizioni che possano essere fonte di tensioni sociali, che avrebbero l’unico fine di destabilizzare, con conseguenti ripercussioni negative per la città dell’Aquila e del cratere».

CHIODI: «BASTA DEROGHE, ORA SI RISPETTA LA LEGGE»

Per Chiodi parte adesso una nuova fase, quella della ricostruzione, «che deve assolutamente rispettare le leggi e non può lavorare in deroga a tutto come avveniva prima».

«Sia chiaro», ha detto ancora il commissario alla ricostruzione, «ai cittadini e a tutti i presenti qual é il ruolo del Commissario delegato e quale quello dei sindaci. Saranno loro i veri artefici della ricostruzione senza di loro i piani di ricostruzione dei centri storici, che sembrano un po’ fermi perché non si vedono, ma ci sono, non partiranno mai. È necessario, quindi, ribadire l’impegno e il lavoro che dovranno svolgere gli amministratori comunali e il mio ruolo di coordinamento e controllo sul loro operato».

«So bene che per quanto possa dedicarmi anima e corpo a una situazione così difficile, come la ricostruzione - ha continuato Chiodi - sarà duro avere il consenso di tutti. Gli stessi tempi della ricostruzione, che potranno essere di 5, 10 o 15 anni, saranno contestati. Bisogna dire, però, che ci vorranno almeno 20 mesi solo per fare i piani esecutivi, come dicono gli architetti».

Sempre ieri il Consiglio regionale ha accolto la proposta di istituzione della Commissione Speciale e le ha affidato come compito prioritario l’elaborazione di una legge sulla ricostruzione da presentare al Parlamento, da redigere utilizzando i testi ed i contributi già elaborati sul territorio, assicurando il confronto costante e la partecipazione attiva degli attori locali.

«Abbiamo perso un anno di tempo», ha commentato Carlo Costantini (Idv). «Siamo convinti che queste decisioni, seppur tardive, possono favorire un nuovo inizio, fatto di partecipazione democratica e di visione del futuro. Ma continuiamo ancora a chiederci perché queste proposte siano dovute arrivare da una forza di opposizione, come l’Italia dei Valori, dopo mesi di ostacoli e di rifiuti ingiustificati opposti da Chiodi e dalla sua maggioranza».

 29/09/2010 8.34