L'Aquila, «scempio urbanistico» in piazza San Silvestro. Scatta l'esposto alla Procura

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. L'assemblea cittadina aquilana infurita per un «ennesimo scempio urbanistico» comparso in città.

I cittadini hanno così scritto una lettera al sindaco Massimo Cialente (ma hanno anche inoltrato un esposto alla Procura) per avere risposte e chiarimenti. Per gli aquilani il rischio concreto è che si stia danneggiando irrimediabilmente «la storia, la cultura, la città e la costituente identitaria dei cittadini» e se la prendono con la gettata di cemento armato, nella storica piazza di San Silvestro, sotto la scalinata che conduce alla chiesa e di fronte al palazzo Branconio.

Al lato sinistro della Chiesa di San Silvestro e in porzione di territorio comunale, esiste da tempo un analogo manufatto, del quale non si conosce l’utilizzo futuro. Per i componenti dell’assemblea cittadina, «questi gravi episodi denotano deplorevole carenza di vigilanza e controllo sul territorio del centro storico della città» soprattutto perchè dopo il sisma si sta puntando alla classificazione del patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco, o alla candidatura della città quale capitale della Cultura nel 2019». I componenti l’Assemblea cittadina denunciano «lo stato di abbandono del centro, che si persevera a delimitare ancora come “zona rossa” vietata alla fruizione della cittadinanza, mentre viene lasciato campo libero agli autori di furti di ogni genere, ed ora anche ai deturpatori del patrimonio storico-artistico».

Quattro le richieste avanzate al sindaco. Prima: si intende rendere pubblica la procedura seguita per il rilascio della concessione per il manufatto che deturpa Piazza San Silvestro chiarendo a quale autorità, amministrativa e dirigenziale, fa capo il procedimento autorizzativo intervenuto? Seconda: il Consiglio Comunale ha deliberato la concessione dell’uso del suolo comunale e la conseguente variante urbanistica? Quali sono state le motivazioni per l’adozione dell’atto? Terza: non si ritiene di agire con tempestività anche attraverso ordinanza, per chiedere la rimozione del manufatto e così ripristinare la fruibilità storico-artistico-culturale dell’area? Quarta e ultima: il sindaco non intende, quale primo cittadino e custode della storia della comunità, aderire alla iniziativa dell’Assemblea che, attraverso suoi rappresentanti, ha segnalato atti e fatti alla Procura della Repubblica, attraverso un esposto denuncia?

01/09/2011 11.22