Ricostruzione questura L'Aquila, nove indagati

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Costi lievitati di sei volte: appalto contestato e rifatto. Oggi si scopre che ci sono anche nove indagati.

L'AQUILA. Costi lievitati di sei volte: appalto contestato e rifatto. Oggi si scopre che ci sono anche nove indagati.

La procura della Repubblica dell'Aquila ha emesso nove avvisi di garanzia con l'ipotesi di reato di abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta su presunte irregolarità nell'affidamento dei lavori di ricostruzione della questura del capoluogo.

Sotto accusa nove tra tecnici e dirigenti del provveditorato interregionale alle Opere pubbliche Lazio-Abruzzo-Sardegna, che ha la competenza sulla ristrutturazione dell'immobile, tra cui l'ex provveditore, e poi esponenti del comitato tecnico amministrativo misto che dà il parere sulla procedura prima di indire la gara, infine una ditta romana.

Gli indagati sono Gli indagati sono Giuliano Genitti, 57 anni, responsabile del procedimento, Lorenzo De Feo 55 anni, direttore dei lavori, Carlo Clementi 55 anni, rappresentante del Provveditorato che ha sottoscritto l'affidamento all'impresa Inteco Spa, tutti residenti a L'Aquila. Poi, come componenti del comitato tecnico amministrativo (Cta), organismo che si è espresso sulla validità del percorso: l'ex provveditore Giovanni Guglielmi, 57 anni, Maria Lucia Conti, 55 anni, Massimo Lombardi 57 anni, Roberto Tartaro 51 anni, Eugenio Cimino 57 anni, tutti di Roma e Sabino Di Bartolomeo 63 anni di Bari. L'inchiesta è scattata per via di un fortissimo innalzamento, da 3 a 18 milioni, dei costi di ristrutturazione dell'edificio.

L’appalto a procedura negoziata era stato vinto dalla ditta Inteco Progettazioni e Realizzazioni s.p.a., con sede in via Flaminia a Roma e presieduta da Giuseppe Bachettoni.

La gara era compresa tra le “operazioni Fiducia” (contratti stipulati dal Provveditorato interregionale alle opere pubbliche e amministrati dal Ministero Infrastrutture e Trasporti), ed era del valore di 2.966.400 euro comprensivo del ribasso d’asta del circa 6%. Nel curriculum della Inteco c’è almeno un altro caso analogo di appalto vinto e poi gonfiatosi, variante dopo variante. L’appalto è in Molise, ad Isernia, si tratta di costruire l’Auditorium (opera ricompresa tra quelle promosse per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e prossima all’inaugurazione).

Si parte da 5milioni di euro ma si arriva in corso d’opera fino a toccare i 56 milioni circa.

Ad aggiudicarsi l'appalto, in seconda battuta con un ribasso del 47% è stata poi la Nidaco Srl di Giuseppina Patriciello, la sorella dell'europarlamentare del Pdl, Aldo Patriciello.

28/07/2011 10.27

COISP: «FARE CHIAREZZA» 

«Le indagini, a qualsiasi livello, sui lavori  della ricostruzione sono  le benvenute, certo sapere che tocca anche sedi Istituzionali come la “Questura” fa un certo effetto», commenta Santino Li Scalzi del Coisp L'Aquila. «Ad ogni modo gli avvisi di garanzia non significano “essere colpevoli”  
anzi è un modo previsto dal nostro ordinamento  per mettere a  conoscenza gli interessati delle “indagini in corso. Il Coisp – sindacato Indipendente di Polizia –  premesso che nessuno è  
colpevole  sino alla condanna in “Cassazione” chiede agli organi competenti di fare subito chiarezza su un edificio “strategico” per la  città, oltre ad avere garanzie che la sede della “Questura” sia  
riconsegnata nei tempi previsti affinché finalmente i poliziotti che  soffrono nei “container” e nei sottoscala della Carispaq, abbiano un ambiente di lavoro idoneo, ed i cittadini usufruiscano dei servizi in ambienti accoglienti».