Comune L'Aquila, guai per Cialente per la retribuzione dell'ex city manager

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Un colpo basso». Così il sindaco Massimo Cialente definisce la relazione finale dell’ispettore ministeriale Aldo Falzone.*TERREMOTO: DENUNCE IRREGOLARITA' PER CONSORZI CENTRO STORICO

Per Cialente quello che ne è uscito fuori sarebbe la prova di un atteggiamento ostile del Governo nazionale nei confronti della città. Il lavoro è stato tanto perchè Falzone ha analizzato tutti i bilanci dal 2006 ad oggi, una verifica, aveva spiegato nei mesi scorsi il primo cittadino, «concordata personalmente», a Roma, con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Gianni Letta.

«La situazione economica attuale», aveva spiegato Cialente, «non ci consente di redigere il bilancio a causa dei mancati introiti dovuti da una parte alla riduzione dei trasferimenti nazionali dall'altra al fatto che il nostro è un Comune terremotato. Non abbiamo più una città». 

E secondo quanto riferisce Aquila Tv quello che sarebbe uscito fuori sarebbe estremamente negativo.

«L'ispettore del ministero Aldo Falzone», scrive Giancarlo De Risio, «contesta le somme percepite dall'ex city manager Massimiliano Cordeschi tra il 2007 e il 2010 per complessivi 90.183 euro e chiede all'amministrazione comunale di "procedere al recupero di quanto indebitamente erogato". L'ex direttore generale del Comune fu nominato nel settembre del 2007 con un contratto di 5.000 euro lordi al mese. Contratto che gli fu rinnovato nel dicembre 2009».

Come ricostruisce Aquila Tv «fu all'inizio dell'estate successiva che Corsdeschi chiese a Cialente l'adeguamento del proprio compenso, con tutti gli arretrati, che a suo parere doveva essere uguale a quello del "dirigente apicale del comune", cioè del segretario comunale. Detto fatto. Due settimane dopo a Cordeschi venivano liquidati 90.183,39 euro sull'unghia: 47.728 come arretrati dal primo gennaio 2009 e 42.455 euro come differenza retributiva (sempre arretrati, cioè) dal 4 settembre 2007 quando Cordeschi fu nominato "City manager».

Secondo l'ispettore ministeriale, la retribuzione del direttore generale non poteva essere equiparata a quella del segretario comunale perché con lui «era stato stipulato un contratto individuale" che non poteva essere in nessun modo integrato».

Ma se oggi Cialente parla di «colpo basso» il Pdl replica: «Nulla di più falso e di infondato».

«Il quadro che emerge invece dalle indiscrezioni», commentano Alfonso Magliocco dirigente provinciale e Roberto Santangelo, vice coordinatore comunale, «ci descrive un Comune fuorilegge che con molta “leggerezza” e senza nessun controllo affida incarichi senza rispettare le norme di legge. Avevamo già denunciato questa prassi presentando lo scorso aprile un’interrogazione parlamentare al Ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta, per denunciare come il Comune di L’Aquila, non rispettasse i principi di efficacia, efficienza economicità e trasparenza della  pubblica amministrazione».

 

25/07/2011 8.41

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TERREMOTO: DENUNCE IRREGOLARITA' PER CONSORZI CENTRO STORICO 
L'AQUILA. Irregolarità e illegittimità nelle pratiche di costituzione dei consorzi nel centro storico dell'Aquila sono state denunciate da diversi cittadini che hanno già presentato le proposte di aggregati.

In un caso un gruppo di persone si è rivolto al giudice presentando una denuncia e chiedendo di fare luce sull'operato dell'amministrazione comunale, fatto questo che potrebbe attivare dei contenziosi legali a catena con il rischio di rendere ancora più lunga la definizione dei progetti di ristrutturazione e di paralizzare l'attività di ricostruzione vera e propria, quella delle parti di pregio della città. I ricorrenti esprimono le preoccupazione che la già lunga e complessa filiera burocratica che riguarda gli aggregati edilizi da ricostruire potrebbe essere ulteriormente complicata da una errata gestione delle pratiche da parte del Comune.

In particolare, i cittadini in questione sostengono che le verifiche sulla veridicità di quanto dichiarato non sarebbero effettuate in maniera puntuale, soprattutto per quanto riguarda gli edifici antichi. In questi ultimi casi, infatti, è più difficile avere delle planimetrie precise e l'esatta consistenza delle quote di proprietà. La normativa in materia prevede che, dopo la pubblicazione all'albo pretorio dell'ente dell'aggregato edilizio, i proprietari o i titolari di diritto reale di uso, usufrutto o abitazione sulle unità immobiliari debbano sottoscrivere l'atto di costituzione del consorzio davanti al segretario generale o un suo delegato. I firmatari devono detenere almeno il 51% della superficie lorda coperta complessiva dell'aggregato. Intanto gli interventi sulle case E, le più danneggiate dal sisma del 6 aprile 2009, sono stati bloccati per i ritardi nell'attuazione della decisione del commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, di dare mandato ai Comuni per stabilire l'inizio e la fine dei lavori in un modulo specifico. Le pratiche pronte, anche quelle ammesse al contributo, e quelle in preparazione, sono bloccate dal fatto che il modulo non è stato ancora predisposto. Secondo imprese e cittadini si rischia la paralisi visto che il nuovo adempimento procura un aggravio di lavoro a fronte di un organico che rimane invariato, per molti non adeguato. Imprese e cittadini parlano di 3mila pratiche. Sulle 'E' sono numerosi i problemi sorti in corso d'opera, provvedimenti e casi denunciati da ordini professionali e governance, situazione che ha creato finora ritardi molto gravi.

25/07/2011 8.41