Abusivismo edilizio. Cialente sollecita Iurato. Giuliante: «le colpe sono del sindaco»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente ha inviato una comunicazione al prefetto Giovanna Maria Iurato in merito al tavolo tecnico finalizzato alla repressione del fenomeno dell'abusivismo edilizio.

 

Il primo cittadino ha chiesto di convocare in prefettura anzichè in Comune, il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, ai fini di valutare il fenomeno dell'abusivismo edilizio nel capoluogo. «Una richiesta formulata alla luce dell'importanza e della delicatezza della materia per il futuro assetto urbanistico della città», ha sottolineato Cialente, «e in osservanza della normativa che, all'articolo 20 della legge 121 del primo aprile 1981, individua nel Prefetto della Provincia, titolare della responsabilità generale dell'ordine e della sicurezza pubblica, l'autorita' deputata a presiedere riunioni concernenti le relative problematiche».

«Cialente s’è svegliato! », commenta l'assessore regionale alla Protezione Civile, Gianfranco Giuliante. «Più volte abbiamo denunciato la situazione drammatica in cui versa il territorio dell’Aquila dal punto di vista urbanistico ma il sindaco ha preferito rinchiudersi nel silenzio mentre la città sta subendo un vero e proprio scempio. E la responsabilità di quanto sta accadendo è soltanto del comune e di Cialente che avrebbe dovuto, da legge, controllare quanto stava accadendo».

È responsabilità di Cialente, sostiene sempre l'assessore, il futuro «massacro» del territorio relativo alle “aree bianche” ed «è sempre sua responsabilità la delibera n.58 del 2009 che consentiva la realizzazione di manufatti temporanei per tamponare l’esigenza abitativa e che si è trasformata in un “far west” a causa di realizzazioni abusive (senza autorizzazione) e di realizzazioni che infrangevano le condizioni della delibera n.58».
Per Giuliante oggi Cialente grida allo scandalo «ma solo e soltanto lui ne è il responsabile in quanto in capo al sindaco sono attribuite le competenze in materia di vigilanza della attività edilizia che le esercita (in qualità di Ufficiale del Governo) per il tramite della Polizia Municipale (che risponde direttamente a lui)».
L'assessore chiede al sindaco se sono stati effettuati controlli sulla presenza dei requisiti, previsti nella delibera 58,  per la realizzazione di manufatti temporanei, se questi sono stati progettati nel rispetto delle norme sismiche e, quindi, se hanno il parere del Genio Civile, se sono allacciati alla fognatura comunale o hanno impianti di depurazione autorizzati e infine se è stato effettuato un censimento delle “casette” realizzate senza comunicazione, alcune delle quali realizzate in zone soggette a vincolo ambientale, e per quante di queste è stata emessa diffida ad edificare, ordinanza di sospensione lavori o ordinanza di demolizione.
«Siamo certi che nulla di tutto ciò è stato fatto anche se sarebbe stato piuttosto agevole, nonché obbligatorio per legge, effettuare tali controlli».

Giuliante ricorda che prima del terremoto (2008) l’Ufficio per il Territorio del Ministero per le Finanze aveva effettuato foto aeree su tutti i Comuni italiani, L’Aquila compresa, per censire le “case fantasma” e che nel 2010 la Protezione Civile ha effettuato una altra ricognizione per verificare le condizioni post sisma. La sovrapposizione delle due cartografie avrebbe consentito una “fotografia puntuale” della situazione edificatoria. «Tutto, però, è rimasto fermo».

 

20/07/2011 9.42