Terremoto, ricostruzione case inagili: «trasparenza, doveri e tabelle di marcia»

Alessandro Biancardi

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Terremoto, ricostruzione case inagili: «trasparenza, doveri e tabelle di marcia»
L'AQUILA. Il presidente degli ingegneri d’Abruzzo, De Amicis: «In questo modo si individuano tempi e responsabilità precisi»*DONAZIONI TERREMOTO: «ALIMENTA IL CIRCUITO DEI PRESTITI BANCARI»

«Oggi possiamo finalmente dire che il percorso verso la ricostruzione è condiviso e trasparente». Pierluigi De Amicis, presidente della Federazione regionale degli ingegneri d’Abruzzo, a margine della sottoscrizione dell’accordo sulle abitazioni classificate E tra ordini professionali e commissario delegato alla ricostruzione, fa il punto sulle motivazioni che hanno portato alla firma del protocollo.

«Negli ultimi mesi abbiamo ripetutamente cercato un confronto con il Commissario e con la struttura di gestione dell’emergenza, credendo che siano vitali le scelte partecipate e consapevoli – spiega De Amicis – Del resto, la ricostruzione è una responsabilità degli amministratori che indicano i percorsi, ma anche dei tecnici, delle imprese e dei cittadini che poi quei percorsi li devono seguire fino a portarli a compimento».

Il presidente regionale degli ingegneri si riferisce alla necessità di un approccio condiviso su  obiettivi e problemi che in processi così complicati devono essere esplicitati. Su di essi va aperto un confronto servendosi di chi vive e lavora sul territorio.

«Una scadenza, fissata a prescindere – osserva De Amicis – può non rappresentare le reali esigenze dei cittadini col rischio di creare false aspettative e compromettere il raggiungimento del primo obiettivo di tutti: la ricostruzione sicura e snella, in trasparenza e con l’applicazione di regole certe». 

Soddisfa l’accordo raggiunto che non va in una direzione unica, ma individua precise responsabilità e doveri, rispecchia la volontà comune e fissa una tabella di marcia ragionevole secondo il modello già sperimentato e funzionante per le abitazioni classificate A, B e C. Il percorso individuato, oltre a fornire una necessaria proroga tecnica, è quello di un censimento, a soli fini statistici, dello stato dell’arte della progettazione che lascia piena libertà di contrattazione tra cittadini committenti e professionisti e a loro, ancora, la responsabilità di individuare le scadenze per la presentazione della richiesta dell’indennizzo. Il ruolo dell’organo amministrativo sarà quello di garante del rapporto tra tecnici e committenti. I dati ottenuti dal censimento, infatti, saranno analizzati per stabilire il termine congruo per la presentazione delle istanze. «La posizione comune è stata raggiunta a garanzia di tutti i soggetti coinvolti e, in primo luogo, dei proprietari degli edifici. La costituzione della banca dati, inoltre, esprimerà il numero degli immobili classificati “E” non destinati ad abitazione principale. Si riuscirà, poi, ad avere la proiezione degli stanziamenti necessari così da consentire una corretta programmazione a livello centrale».

Il censimento, infine, permetterà l’individuazione di specifiche difficoltà su ogni singola richiesta di indennizzo. «La progettazione su edifici gravemente danneggiati – ha concluso De Amicis – è complessa e i tempi di ciascun caso possono variare ampiamente. Grazie a questo accordo saranno finalmente chiari tempi e responsabilità». Il coinvolgimento dei professionisti, e delle loro rappresentanze istituzionali, costituisce cardine principe nelle future decisioni: con l’individuazione responsabile e partecipata dell’effettivo termine per la presentazione delle domande di contributo si può iniziare a dare certezze a tutta la popolazione.

Lo sforzo richiesto ad ogni professionista è fondamentale per determinare una scadenza come data ultima comune. Parte attiva nel percorso è sicuramente in capo ai proprietari che dovranno rendersi parte diligente per la costituzione della banca dati.

15/07/2011 9.41

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DONAZIONI TERREMOTO: «ALIMENTA IL CIRCUITO DEI PRESTITI BANCARI»

L'AQUILA. Nel corso dell’assemblea cittadina di mercoledì scorso è stato affrontato l’argomento relativo al progetto “Microcredito per l’Abruzzo”, finalizzato a promuovere e facilitare l’inclusione finanziaria della popolazione direttamente o indirettamente colpita dal terremoto, rivolgendosi a singoli individui e famiglie in difficoltà; a piccole e micro-imprese a carattere familiare e artigiane; al settore delle cooperative, delle associazioni e degli attori operanti nel terzo settore.

Il microcredito è garantito da un Fondo Patrimoniale, costituito presso il Consorzio Etimos, e formato dai fondi provenienti dalle donazioni tramite sms, per un importo pari a 5 milioni di euro. Ad oggi, l’ammontare complessivo dei crediti erogati dalle banche aderenti al progetto è di poco superiore al milione di euro. La discussione pubblica è stata finalizzata a dare ai cittadini una maggiore informazione e divulgazione del progetto, ma anche a capire e superare le criticità che incontra l’erogazione del credito.

L’assemblea cittadina ha ritenuto «di difficile comprensione» il fatto che il denaro donato dalla grande solidarietà degli italiani, e non solo, sia andato ad alimentare «un circuito di prestiti bancari, con un tasso di interesse anche abbastanza elevato, con recupero coattivo di quanto prestato e non riversato, caricato di ulteriori interessi, anche di mora».

Bisogna cambiare le regole,ha auspicato l’assessore alle attività produttive Marco Fanfani, invitato all’incontro. La soluzione è stata condivisa anche da Chiara Benvegnù, coordinatrice Progetti Innovativi Etimos, con la quale l’assemblea cittadina ha avuto uno scambio telefonico di opinioni. Ma per l'assemblea cittadina la questione sarebbe ben più complessa: «riteniamo che vada “cambiato” tutto il meccanismo: il Fondo di Garanzia ed il circuito bancario non stanno investendo proprie risorse ma quelle provenienti dalle donazioni. Si possono ipotizzare altre forme di sostegno finanziario, magari attraverso il prestito d’onore. Nei prossimi giorni verranno approfondite le criticità che sono emerse nel corso del dibattito, con l’impegno da parte dell’assemblea cittadina a formulare una proposta, da sottoporre all’attenzione del Consorzio Etimos e di tutti gli attori aderenti al progetto; non solo, in nome della trasparenza, auspichiamo che tutti gli Enti coinvolti nella raccolta di donazioni rendano noti sia il loro ammontare, sia la finalità alle quali sono state destinate».

15/07/2011 9.41