Case del Fondo Immobiliare e sfollati sfrattati, i conti non tornano

Alessandro Biancardi

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Case del Fondo Immobiliare e sfollati sfrattati, i conti non tornano
L'AQUILA. Sembra un gioco da settimana enigmistica da fare sotto l’ombrellone.  Spulciando tra i numeri che girano intorno al Fondo Immobiliare,assegnazioni e numeri di appartamenti promessi, pubblicizzati, realmente disponibili, i conti non tornano.* DONAZIONI SMS ITALIANI, CHE FINE HANNO FATTO?

Un sudoku non certo divertente per il migliaio di persone ancora alloggiate in alberghi o nella caserma della Guardia di Finanza e soprattutto per le 50 famiglie sotto sfratto alla caserma Campomizzi.

L’ultimatum posto dalla SGE per scadenza dei tempi di accordo iniziale sta creando un caso tra i più paradossali nella questione alloggiativa del dopo terremoto aquilano. Il Comune pare abbia reperito solo 24 alloggi possibili, occorrerebbe quindi stilare una graduatoria che lascerebbe comunque fuori 26 famiglie. D’altro canto, basta sfogliare le pagine di elenco degli assegnatari, pubblicato sul sito del Comune, degli appartamenti del Fondo Immobiliare gestito da Europa Risorse sgr, per ipotizzare che è da qui che potrebbero saltar fuori altri possibili alloggi.

Le famiglie che usufruiscono di questa soluzione sono 299 e gli appartamenti acquistati dal Fondo Immobiliare sono invece almeno 318, stando al comunicato pubblicato sul sito del Commissario per la Ricostruzione l’8 marzo 2011. Il che significa che ci sono liberi almeno 19 appartamenti, oppure che l’elenco degli assegnatari aggiornato al 31 marzo 2011 dal Comune ha reso fantasma una ventina di famiglie aquilane.

I forse e l’uso del condizionale sono d’obbligo visto che le cifre legate al Fondo Immobiliare sono soggette a somme e sottrazioni continue. La notizia della creazione del Fondo AQ è stata lanciata nell’autunno 2009 e si parlava di 500 appartamenti per la sistemazione di circa 2.000 persone con esigenza abitativa post-terremoto.

A settembre 2010, l’assessore Pezzopane e il sindaco Cialente chiedevano a gran voce la consegna dell’ “ultimo lotto di appartamenti”, 120 unità. Questo dovrebbe voler dire che all’epoca erano stati già acquistati 380 appartamenti.

Ciò che è certo (basta scorrere i numerosi articoli di stampa usciti nei mesi scorsi e ricordare qualche Consiglio Comunale) è che il Comune dell’Aquila ha successivamente più volte affermato che gliene erano stati promessi 50 per risolvere le esigenze alloggiative delle famiglie più disagiate. Ma non risultano essere mai arrivati neppure quelli.

Una serie numerica entro la quale è difficile raccapezzarsi con i dati e e le risposte fornite.

Quante sono davvero le case acquistate e messe a disposizione degli aquilani da Europa Risorse sgr?

A completare lo strano quadro simile a quello di un sudoku senza soluzione è proprio il comunicato pubblicato del Commissario per la Ricostruzione, l’8 marzo 2011, il documento più recente sulla conta degli appartamenti del Fondo immobiliare, che parla di 318 appartamenti di cui 315 assegnati e di 150 unità immobiliari ancora da acquisire. E di fatto si arriverebbe a 465 e non ai famosi 500.

A che gioco giocano la struttura commissariale, il Fondo Immobiliare e il Comune dell’Aquila?

Tutto potrebbe essere più facile se fosse noto l’elenco delle unità immobiliari acquistate dal Fondo, quello sì indicativo e senza dubbio più interessante dell’elenco dei nominativi corredati di codice fiscale delle famiglie alloggiate, ma anche di questo, come dei numeri certi, non c’è traccia.

Oggi alle ore 18.30 si terrà una nuova assemblea presso la caserma Campomizzi con gli alloggiati sotto sfratto con la partecipazione dell’assessore all'assistenza alla popolazione Fabio Pelini e del sindaco Cialente.

Marianna De Lellis 11/07/2011 6.41

* TUTTO SUI MISTERI E LE PROTESTE CHE RIGUARDANO IL FONDO IMMOBILIARE

 

L'AQUILA TERREMOTO - Assegnatari Fondo Immobiliare



 

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 DONAZIONI SMS ITALIANI, CHE FINE HANNO FATTO?

 L'AQUILA. L’assemblea cittadina dell’Aquila si riunirà mercoledì prossimo alle ore 18,00, presso la Tenda di Piazza Duomo. Nel corso dell’incontro si parlerà del Consorzio Etimos e del progetto “Microcredito per l’Abruzzo”, che si occupa di erogare sostegni finanziari a singoli individui e famiglie, piccole e micro imprese, terzo settore.

Tanti italiani si chiedono come sia stato impiegato il danaro raccolto tramite gli sms: si cercherà di dare una risposta all'interrogativo anche perchè il Consorzio Etimos è proprio il gestore dei fondi provenienti dalle donazioni effettuate tramite sms, per un importo di cinque milioni di euro.

Verranno approfonditi gli aspetti relativi al protocollo e al regolamento, anche per evidenziare le criticità che rendono spesso complessa l’erogazione del microcredito. Ad oggi, l’ammontare complessivo dei crediti erogati dalle banche è di 1.055.000,00 euro, suddivisi per 34 famiglie, 33 imprese e 2 Cooperative.

Le richieste di credito in erogazione si riferiscono a 6 imprese, 1 Cooperativa e 0 famiglie.

«Già questi dati ci fanno ritenere necessaria una discussione pubblica», dicono i rappresentanti dell'assemblea, «che coinvolga tutti i cittadini, non solo per una maggiore informazione e divulgazione di questo progetto, ma anche per capire le criticità che incontra l’erogazione del  microcredito, considerando le enormi difficoltà economiche degli operatori commerciali e di impresa, che si uniscono al drammatico disagio che tante famiglie e tanti concittadini stanno vivendo».

All’incontro sarà presente l’assessore Marco Fanfani.

Sono stati invitati il Consorzio Etimos, i referenti degli Istituti di Credito aderenti al progetto e soggetti erogatori del  microcredito, ed i referenti della Caritas Diocesiana che, attraverso la rete dei centri d’ascolto presenti sul territorio, promuove l’iniziativa e accoglie le richieste di finanziamento, assegnando una prima valutazione delle stesse.

E dopo mesi di proteste per la ricostruzione lenta e difficile in città si è adesso squarciato il velo del silenzio che da troppi mesi avvolge il futuro economico e quindi sociale.

Questo anche il senso della manifestazione che il 7 luglio scorso ha mosso circa trecento aquilani fino al Palazzo Silone, sede della Regione e della struttura commissariale.

Il ricordo delle iniziative dello scorso anno che avevano visto in strada decine di migliaia di persone, al confronto con il numero dei partecipanti di qualche giorno fa ha inevitabilmente creato un senso di disorientamento.

La stanchezza dopo 27 mesi è tanta e le risposte che sono arrivate decisamente poche.

Una fetta di cittadini continua però a chiedere la fine del commissariamento e di rimettere la politica per la ripresa e lo sviluppo del territorio in mano alle istituzioni democraticamente elette, con il coinvolgimento della popolazione, con normative chiare elaborate con e per il territorio.

«Basta con le parcelle di commissioni, consulenti, commissari che rappresentano una spesa pubblica pesante e sottrazione di risorse economiche da ciò che davvero serve ai cittadini e alle attività produttive locali», hanno detto a gran voce i manifestanti.

Ma gli aquilani chiedono anche un sostegno serio ed efficace all'economia e all'occupazione, la rivendicazione dei propri diritti al lavoro, all'abitare e riconferma la necessità di tutela del territorio, della ricostruzione che stenta e il recupero del patrimonio edilizio preesistente.

Dopo due anni e tre mesi dal sisma che ha sconquassato l'intera provincia la vita per molti non è ancora ricominciata e a preoccupare maggiormente è proprio l'economia che non riparte.

Oggi si tornerà a discuterne alla seduta straordinaria del Consiglio comunale di lunedì 11 luglio, alle ore 9.00, al quale dovrebbero partecipare il commissario Chiodi.

11/07/2011 8.14