Berlusconi contro Cialente: «il sindaco sapeva della nomina di Cicchetti»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi ha scritto una lettera al sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente dopo le sue dimissioni da vice commissario.

Contesta modalità e tempi e assicura: «il sindaco era al corrente di tutto» nomina di Cicchetti compresa. Allora perchè andare via proprio adesso? «Pur rispettando la sua volontà di recedere dall'incarico», scrive nella lettera resa nota dalla Dipartimento della Protezione civile, «mi permetto di dissentire circa l'opportunità della scelta proprio in considerazione dell'interesse della popolazione aquilana che Ella afferma, invece, di voler tutelare».

Adesso, sostiene Berlusconi, con questa mossa aumenteranno «i problemi e la confusione». Perchè «l'esperienza del passato insegna - dice Berlusconi - che il successo della ricostruzione dopo le grandi calamità naturali che hanno colpito il nostro Paese dipende, prevalentemente, dalla qualità dell'impegno degli Enti territoriali che vi sono coinvolti, i cui rappresentanti devono però mostrare il coraggio di operare nell'esclusivo interesse dei cittadini mettendo, se necessario, in disparte, le ideologie o le appartenenze politiche»

Sempre nella lettera Berlusconi sottolinea che Cialente è stato «sistematicamente coinvolto dagli Uffici della Protezione Civile, non solo nelle scelte strategiche per l'assistenza alla popolazione ma anche nella redazione dei testi normativi» per assicurare le risorse finanziarie e l'apparato regolatorio «per garantire la sollecita attuazione della ricostruzione». Stesso coinvolgimenti ci sarebbe stato anche nella nomina di Antonio Cicchetti a vice commissario per la ricostruzione in Abruzzo».

«Mi viene infatti riferito – continua il premier - che l'ultima stesura dell'Ordinanza che prevede la nomina del dottor Cicchetti è stata concordata con Lei, accogliendo integralmente le obiezioni da Lei formulate. Non comprendo, pertanto, a quale confusione faccia riferimento, essendo ben evidente che l'incarico del dott. Cicchetti è di mero supporto all'azione del Commissario Delegato (Presidente della Regione Abruzzo), le cui competenze sono state da Lei condivise fin dal primo momento».

Per l'assemblea cittadina del presidio permanente di Piazza Duomo, invece, le dimissioni del sindaco da vice commissario «rappresentano, seppur tardivamente, un decisivo segnale di chiarezza. E soprattutto dimostrano e rafforzano con un atto importante quello che l'assemblea denuncia da tempo, cioé l'inadeguatezza mostrata finora dalle strutture commissariali nel far fronte ai problemi della ricostruzione». In quest'ottica, l'Assemblea ha deciso anche che parteciperà al Consiglio Comunale dell'Aquila convocato per il pomeriggio di oggi ed in cui proseguirà la discussione su un ordine del giorno del consigliere comunale del Prc, Enrico Perilli - già avviata nella scorsa seduta -, con cui si chiede al consiglio di impegnare il sindaco dell'Aquila a esprimere la contrarietà dell'assemblea alla nomina di Antonio Cicchetti e, quindi, a chiederne la revoca. 

I cittadini parteciperanno anche al Consiglio regionale straordinario che si terrà domani mattina.  A prefetto e questore, l'assemblea chiede «che questa volta gli strumenti del controllo dell'ordine pubblico non siano rivolti contro i cittadini aquilani, ma a loro tutela». «E' intollerabile - aggiunge - che si continui a usare la forza pubblica per impedire la partecipazione dei cittadini alla vita delle istituzioni locali». L'assemblea, che giudica inadeguate le strutture commissariali nel fare fronte ai problemi della ricostruzione, ha anche deciso in quest'ottica l'intervento "ad adiuvandum" al ricorso al T.A.R. del Lazio contro l'attribuzione dei poteri commissariali, già presentato nel marzo scorso e di cui il Tar discuterà nel merito il prossimo mese.

27/09/10 10.14