Crollo Casa Studente, udienza rinviata al 23 ottobre. Lunedì si decide su spostamento a Campobasso

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Ripartono questa mattina, dopo la pausa estiva, le udienze preliminari sui filoni della maxi inchiesta sui crolli del terremoto del 6 aprile 2009.*RICOSTRUZIONE LENTA? BERTOLASO: «AQUILANI LI ABBIAMO ABITUATI TROPPO BENE»

Si ricomincia con la Casa dello studente, in cui morirono otto giovani, inchiesta nella quale la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per undici indagati. Oggi l'udienza sarà dedicata alla costituzione dei responsabili civili citati dalle parti civili. Su questo filone grava il peso di un'istanza di rimessione ad altro giudice presentata alla Corte di Cassazione dagli avvocati Attilio Cecchini e Roberto Colagrande, legali dell'indagato Pietro Sebastiani (presidente della commissione di collaudo), e dall'avvocato Massimo Carosi, che assiste Claudio Botta (progettista della struttura).

Queste difese ritengono che all'Aquila non ci siano le condizioni ideali per celebrare il processo e chiedono lo spostamento a Campobasso.

«Il motivo di preoccupazione e disagio per la difesa - si legge nell'istanza - e' infatti l'atteggiamento totalizzante assunto dalla locale Procura che ha mantenuto un dialogo costante con le parti lese e loro legali e consulenti, posti a contatti con quelli del pm, ed un rapporto simbiotico con stampa e televisione, responsabili della diffusione di notizie che hanno posto a rischio i valori di ogni cittadino sanciti dalla Legge. Le esternazioni del pm - si legge sempre nell'istanza - idonee a condizionare la liberta' d'espressione e la tranquillita' d'animo di quanti in diversa veste hanno avuto ragioni di contatto o rapporti inerenti vicende dei crolli sottoposti ad indagini di polizia giudiziaria, hanno di certo pregiudicato la libera determinazione delle persone chiamate a partecipare al processo».
I legali si riferiscono alle dichiarazioni rilasciate dal Procuratore capo della Repubblica dell'Aquila ma anche dal comitato dei parenti delle vittime che in piu' circostanze hanno definito gli indagati «assassini della Casa dello studente» e le vittime del crollo «giovani assassinati». 
Per i tre difensori all'Aquila «si e' generata e sussiste una grave situazione locale, extra-giudiziaria ed esterna al processo, tale da turbare il suo normale svolgimento e da pregiudicare la libera determinazione delle persone che vi partecipano e, comunque, tale da suscitare motivi di legittimo sospetto». 

Contrari allo spostamento del processo i parenti delle vittime secondo i quali si tratta di un tentativo di ostruzionismo da parte della difesa degli imputati. L'istanza sarà discussa appena due giorni dopo l'udienza di sabato, lunedì prossimo, 27 settembre. E se venisse accolta, l'intera udienza preliminare dovrebbe ricominciare dall'inizio nel capoluogo molisano.

Gli avvocati Colagrande e Cecchini hanno detto che sperano nell'accoglimento, ma si aspettano il rigetto. L'epilogo potrebbe esserci già la sera di lunedì. Per quanto riguarda gli altri filoni d'inchiesta, il 27 ottobre riprenderà l'udienza preliminare sui crolli al Convitto nazionale, il 26 novembre quella per i crolli alla facoltà di Ingegneria, mentre il 10 dicembre sarà la volta dell'attesa udienza preliminare per la commissione Grandi rischi.

25/09/2010 9.12

INTANTO ARRIVA IL “SUPER ESPERTO”

  Un super esperto avrà l'incarico di fare una perizia sul crollo della casa dello studente. Lo ha stabilito Gip del tribunale dell'Aquila, Giuseppe Greco, nell'udienza di stamani, che ha affidato l'incarico a Maria Gabriella Mulas, docente del politecnico di Milano. Nel corso dell'udienza ci sono state anche le costituzioni dei responsabili civili citati dalle parti lese. La prossima udienza si terrà il 23 ottobre. Nell'udienza del prossimo 23 ottobre il super esperto assumerà ufficialmente l'incarico e prenderà visione dei quesiti che dovrà chiarire. Sono stati i collegi difensivi a presentare nel corso dell'udienza di stamani istanza di incidente probatorio.

Con l'udienza odierna è ripresa l'attività del Gip in relazione alle inchieste sul terremoto: il 27 ottobre è fissata l'udienza preliminare per i crolli al Convitto nazionale, il 26 novembre per i crolli alla facoltà d'Ingegneria, mentre il 10 dicembre sarà la volta dell'attesa udienza per la commissione Grandi rischi.

 25/09/2010 15.09

 

*6 PROCESSI E 30 INDAGATI

 

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RICOSTRUZIONE LENTA? BERTOLASO: «AQUILANI LI ABBIAMO ABITUATI TROPPO BENE»

CAGNANO AMITERNO. «Antonio Cicchetti é un aquilano che mi ha sempre detto di non avere intenzione di accettare alcun incarico tranne che quello di dare una mano alla propria città».

Parola di Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile che ieri, dopo essere stato in Procura a L'Aquila per essere interrogato come persona informata sui fatti nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti e il G8, è andato a Cagnano Amiterno a ricevere la cittadinanza onorario. Insieme a lui anche il suo vice Franco Gabrielli, già prefetto dell'Aquila.

Come al solito Bertolaso non si è sottratto alle domande dei giornalisti e ha parlato delle novità degli ultimi tempi.

Un riferimento anche al nuovo vice commissario Cicchetti nominato ad inizio settimana. «La sua è una nobile disponibilità», ha detto Bertolaso, «che dovrebbe essere apprezzata e non criticata. Lui si avvale della struttura che ha creato Chiodi. Poi - ha aggiunto - se loro ci chiederanno di incrementare il numero delle persone, una volta dimostrato che chi già è qui lavora a pieno ritmo, potremo considerare questa possibilità».

Bertolaso ha smentito invece le voci su ingressi imminenti a rinforzo della stuttura commissariale. «Se posso considerarmi una sorta di garante - ha spiegato - credo di poter escludere che vi siano agende segrete e nomi segreti».

Il capo della protezione civile ha anche ammesso che «dopo la fase dell'emergenza quella della ricostruzione è molto più complicata e difficile, pensavo che da un lato si sarebbe discusso e dall'altro agito. Qui però si discute e basta».

Bertolaso ha detto di ritenere importante «dare risposte concrete ai cittadini sulla ricostruzione. Il dibattito è aperto, ma, anche a giudicare dalle argomentazioni di autorevoli e illustri giornalisti del posto, siamo ancora lontani dalle conclusioni concrete. Siamo ancora alle dimensioni della teoria, mentre i cittadini attendono delle risposte».

«Forse - ha aggiunto Bertolaso - li avevamo abituati male, nel senso che durante i nostri dieci mesi di presenza sul territorio a domanda si rispondeva, a richiesta si interveniva».

Si tratta, comunque, ha concluso, di «un fenomeno fisiologico. Dopo la fase dell'emergenza quella della ricostruzione è molto più complicata e difficile».

Franco Gabrielli ha invece criticato le contestazione che hanno visto esponenti dei comitati spontanei protagonisti all'Emiciclo, in occasione dell'ultima seduta del Consiglio regionale d'Abruzzo. «Ho sempre detto che le contestazioni violente non attengono a una normale e corretta dialettica democratica, in questo ognuno può pensarla come vuole, io continuo a pensare che sia necessario quel rispetto delle istituzioni».

Gabrielli ha ricordato di essere stato «duro in occasione del primo anniversario del sisma, in cui il Consiglio comunale dell'Aquila, che rappresenta la massima espressione cittadina, é stato rovinato da urla, in occasione della lettura dei messaggi istituzionali. Se da un lato - ha proseguito l'ex prefetto dell'Aquila - é giusto rivendicare, pretendere giustizia, credo dall'altro che una democrazia si regga sul rispetto delle istituzioni».

E intanto il sindaco Cialente, che nei giorni scorsi ha lasciato il suo incarico da vice commissario alla ricostruzione continua a commentare la sua scelta e ribadire di averlo fatto per essere «ancora più efficace ed ascoltato» da sindaco.

            «Riguardo ad altre polemiche – ha proseguito – voglio solo dire che tutti sapevano della mia perplessità, segnalata anche al Governo, oltre che al commissario Chiodi e al capo della Protezione Civile Bertolaso, non sulla persona di Antonio Cicchetti, ma sulla nomina di un ulteriore vice commissario, per un problema di governance e di sovrapposizione di ruoli. Proprio chi era presente alla riunione che si è tenuta a Roma sull’argomento – ha ricordato Cialente – potrà testimoniare che ho più volte sottolineato la confusione che ingenerava il redigendo testo dell’ordinanza e che, in quella sede, ho più volte chiesto agli estensori del testo di chiarire i ruoli che si andavano a delineare. Solo dopo mie ripetute richieste emerse che il nuovo vice commissario avrebbe coordinato la Struttura di gestione dell’emergenza».

 25/09/2010 9.11