Fondo immobiliare, le carte in Procura. Cialente: «chi ha sbagliato paghi»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Alla Sge l'aut aut: «o cambia o io non faccio più le cose di cui non sono convinto». Al prefetto: «se non ti vado bene o mi cacci o mi arresti».

Finiranno in procura le registrazioni della quinta commissione consiliare del Comune dell'Aquila "Garanzia e Controllo". 

Nel corso della riunione, presieduta dall'ex senatore Enzo Lombardi, si è parlato e discusso della vicenda delle assegnazioni delle case del Fondo immobiliare, una questione che ormai da giorni agita i sonni della città.

Ad annunciarlo è il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, che ha dichiarato a margine di una conferenza stampa: «Ho chiesto al presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, le registrazioni di tutte le riunioni perché voglio mandarle in procura. Se ci sono stati favoritismi è giusto che chi ha sbagliato paghi ».

Cialente si riferisce a presunti favoritismi e raccomandazioni nell'assegnazione degli alloggi denunciati dal segretario comunale Idv, Lelio De Santis: nell'elenco, pubblicato sul sito del Comune dell'Aquila, sono presenti, oltre a numerosi semplici cittadini, anche molti esponenti della politica locale, professionisti ed esponenti della chiesa aquilana.

Tra i nomi che hanno destato maggior clamore, come denunciato da Aquila Tv,  ci sono l'assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, il Consigliere Comunale Vincenzo Rivera, i genitori dell'attuale assessore all'assistenza alla Popolazione Fabio Pelini, il dirigente provinciale Tiziano Amorosi e il presidente Comitato Vittime case dello Studente Antonietta Centofanti.

La richiesta avanzata è stata pressante: è stato fatto tutto regolarmente? I cittadini ''qualunque'' sono stati messi nelle stesse condizioni di poter scegliere rispetto ai ''parenti di''?

Probabilmente, ha detto il sindaco, a L’Aquila non c’è cittadino che non abbia come amico o parente un consigliere comunale «perché a L’Aquila tutti hanno perso una casa» ma allo stesso tempo il primo cittadino ha deciso di inviare «tutte le registrazioni» della quinta commissione in procura con tutte le carte annesse.

«Io non voglio vederle», ha aggiunto il sindaco, «il dischetto non l’ho mai voluto vedere così come non ho mai visto i dati sensibili, rimasti in una busta che non ho aperto e sono ancora chiuse e sigillate. Le vuole qualcuno? Se c’è stato qualcuno che fatto il furbo è giusto che si paghi , ma se si è messo in bocca alla città, senza motivo, la vita di alcune persone dovrà risponderne, se non dal punto di vista penale, dal punto di vista morale. Perché qui c’è gente», ha continuato senza fare nomi, «che pesca nel torbido e se si chiede la trasparenza io da questo momento comincio a chiedere trasparenza a tutti».

«Sono stanco», è andato avanti Cialente, «perché qui si sta giocando sulla pelle della gente e questo è solo l’inizio. O la Sge cambia o non faccio più cose delle quali non sono convinto in prima persona e che non abbia deciso io con i miei collaboratori».

Il sindaco ha anche detto di essere stato chiaro nei giorni scorsi anche con il prefetto: «ho detto chiaramente: non ti sto più bene? O mi commissari, o mi denunci o mi arresti».

E se per qualcuno i ''fortunati'' che hanno preso alloggio in un appartamento del Fondo non è che abbiano fatto chissà quale affare, resta da ricordare che hanno diritto al riscatto dell'immobile per una cifra che si aggirerebbe intorno ai 2 mila euro al metro quadrato.  

30/06/2011 9.23