Inchiesta appalti post sisma, Bertolaso interrogato dalla Procura dell'Aquila

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Va avanti a ritmo serrato a L'Aquila l'inchiesta sugli appalti per il G8 e per la ricostruzione.

Questa mattina è stato ascoltato in Procura dai magistrati Alfredo Rossini e Olga Capasso il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso in qualità di persona informata sui fatti. Come avvenuto la settimana scorsa con il commissario Gianni Chiodi, ascoltato dai pm e anche lui non indagato nell'inchiesta, i magistrati hanno chiesto a Bertolaso delucidazioni in merito ad appalti e scelte effettuate sia in occasione del summit dei Grandi della terra, tenutosi a luglio del 2009 nella città terremotata, sia sugli appalti per la ricostruzione.

Il capo della protezione civile è arrivato negli uffici degli inquirenti alle 11 per poi uscirne un'ora dopo da un varco secondario. Ovviamente non è sfuggito ai numerosi giornalisti che stavano fuori ad attenderlo. Ma lui è parso sereno e, con tono scherzoso, ha sottolineato di essere lì per «vedere gli edifici che la Protezione Civile ha costruito per il tribunale dell'Aquila. Mi pare che siano belle strutture». Alla domanda dei giornalisti sul perché della visita solo in questo momento, Bertolaso ha risposto: «mi pare che era questo il momento di fare un controllo».

Ma in realtà la motivazione era ben altra. La convocazione odierna era stata concordata con il numero uno della Protezione Civile per oggi, poiché si trova nell'aquilano per ricevere la cittadinanza onoraria del Comune di Cagnano Amiterno.

«CLIMA DISTESO» 

Bertolaso ha ribadito: «abbiamo fatto tutto nell'ambito della massima trasparenza e correttezza e mi pare che i miei interlocutori abbiano condiviso quello che stavo raccontando con una grande disponibilità reciproca a collaborare insieme per preservare questo territorio da assalti di personaggi che possono avere interessi, quelli sì negativi, e non corrette per quelle che sono le attività della futura ricostruzione»

«E' stato un incontro molto educato, abbiamo chiarito le cose che volevamo», ha replicato Rossini. Alla domanda dei giornalisti se Bertolaso sarà riconvocato in Procura, Rossini ha risposto: «Non credo».

Insieme a Bertolaso e Chiodi è "persona informata sui fatti" anche il direttore della Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila, Rinaldo Tordera. Nell'inchiesta sono indagati il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini, il 42enne imprenditore aquilano, Ettore Barattelli, presidente del Consorzio Federico II, e Riccardo Fusi, presidente dimissionario dell'impresa di costruzioni Btp, socio dello stesso consorzio indagati a vario titolo di corruzione e abuso d'ufficio.

Nei mesi scorsi gli inquirenti hanno ascoltato Verdini che, come si evince dall'ordinanza del gip Rosario Lupo, ha fatto delle ammissioni sulle raccomandazioni ftte per alcuni imprenditori nell'ambito della ricostruzione post sisma. Il coordinatore del Pdl, scrive il gip, «ammette di aver raccomandato Riccardo Fusi, esponente della Btp, l’impresa che ha costituito il consorzio Federico II che poi ha avuto appalti a L’Aquila per 12 milioni di euro».

Verdini, lo stesso ruolo di sponsor, lo avrebbe avuto anche in altre occasioni, fuori Abruzzo. 
«Da tutte le intercettazioni», scrive ancora il gip, il ruolo dell'esponente del Pdl «è stato decisivo per la nomina di De Santis e l'avvicinamento di Fusi (ex presidente della Btp, ndr) al Ministero. E del resto lo stesso Verdini, interrogato dal pm su sua richiesta il 15 febbraio 2010 non nega tali circostanze; solo che le ritiene, decontestualizzandole, un mero intervento per aiutare un amico».

«Verdini - prosegue il Gip - ammette anche di avere caldeggiato con il Ministro su richiesta di Fusi la nomina di De Santis a Provveditore dopodichè ha pregato Fusi di lasciarlo in pace con questa storia». 
Secondo il Gip, Fusi e Verdini sono «legati da un rapporto amicale ma anche da interessi di natura economica», contrariamente da quanto affermato dallo stesso Verdini che, annota il Gip, ha dichiarato si avere agito «solo per motivi di amicizia, non avendo con Fusi nessun interesse economico in comune».

 24/09/2010 14.37