Assistenza alla popolazione. Pelini: «da Sge atteggiamenti vessatori»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Basta con gli atteggiamenti vessatori e con le disposizioni che trattano gli aquilani come pacchi postali. Le persone non sono numeri da inserire in statistiche e atti amministrativi».

Questo il commento dell’assessore comunale all’Assistenza alla popolazione Fabio Pelini a seguito di circostanze denunciate dai cittadini e alla luce delle quali Pelini torna sulla necessità di trasferire al Comune dell’Aquila le competenze in materia di assistenza alla popolazione.

«La Struttura di gestione dell’emergenza - ha proseguito Pelini - continua a dare interpretazioni eccessivamente e immotivatamente restrittive in presenza di una normativa già di per sé confusa».

Ultimo in ordine di tempo sarebbe il caso di un uomo con abitazione inagibile, separatosi dalla compagna e pertanto distaccatosi dal nucleo familiare, cui è stato comunicato in maniera sbrigativa e perentoria che, entro 48 ore, deve lasciare l’albergo che lo ospita.

«Ricordo – ha proseguito Pelini - che l’ultima direttiva, del 3 giugno scorso, prevede, all’articolo 5, su nostra indicazione, che i benefici assistenziali connessi all’emergenza siano riconosciuti anche alle coppie di fatto o a quelle che si fossero separate dopo il censimento dell’agosto 2009. Rispetto a tutto questo, e in presenza di una palese violazione di quanto contenuto nella direttiva, con conseguente negazione di un diritto, a questa persona è stato detto di rivolgersi al Comune, secondo una ormai consolidata prassi di “scaricabarile”, affinché l’ente gli trovi una soluzione alloggiativa».

«Un’ingiustizia e un paradosso» che si aggiungono a una lunga serie di circostanze analoghe, che vedono gli aquilani «letteralmente vessati da disposizioni discutibili e spesso infondate, frutto di interpretazioni miopi o palesemente errate, che vengono comunicate con toni poco concilianti e arbitrariamente perentori».

Questa situazione, in cui rientra anche il caso degli sfollati della caserma Campomizzi - ha concluso l’assessore - «ha ormai raggiunto il limite della sostenibilità da parte dell’amministrazione e dei cittadini, l’una e gli altri letteralmente esasperati».

L'assessore chiede che l'assistenza alla popolazione, in termini di gestione e di indirizzi, passi al Comune dell’Aquila.

«Nella delicatezza di questa fase, e in attesa di un passaggio di consegne quanto mai urgente, occorre intanto porre fine ad atteggiamenti di scarsa sensibilità e riguardo per la dignità dei cittadini aquilani, che meritano attenzione e rispetto».

25/06/2011 9.09