I furbetti dell’appartamentino del fondo immobiliare: il nuovo scandalo della ricostruzione

Alessandro Biancardi

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 I furbetti dell’appartamentino del fondo immobiliare: il nuovo scandalo della ricostruzione
L’AQUILA. Nuove polemiche e futuro scandalo per l’assegnazione degli alloggi del fondo immobiliare per i terremotati.*...E LE RISPOSTE SULLE SOCIETA’ OFF SHORE DIETRO EUROPA RISORSE?

Nubi e proteste sembrano crescere da un paio di giorni a causa della mancanza di trasparenza e risposte che, nonostante gli affanni del commissario Chiodi e dello stesso sindaco della città, evidentemente non è completa, esaustiva e reale.

Niente trasparenza niente risposte. La conseguenza è che ora ci si interroga su come sia possibile che nelle case del fondo immobiliare vi siano persone non esattamente qualunque come parenti di amministratori e politici, di dirigenti. Insomma chi poteva avere una corsia preferenziale rispetto a chi era in attesa di ricevere una casa del progetto Case. Anche perché, sembrerebbe di capire che per il fondo vi sia anche l’opzione di riscatto della casa, cioè acquisirne la proprietà.

Nei giorni scorsi il consigliere Enrico Verini si era domandato per quale ragione fosse stata data così poca pubblicità agli alloggi del fondo immobiliare.

Ora della questione dovrebbe occuparsi anche la commissione consiliare di controllo.

In realtà i criteri di assegnazione di quegli alloggi furono “pubblicizzati” come tutte le altre ordinanze: inserite nel sito istituzionale insieme al mucchio di altri documenti da tenere a mente ed utili per le pratiche varie.

L’ordinanza era quella del 1 dicembre 2009, la 1959/GAB con cui vengono individuati i criteri che regolano l'assegnazione in affitto delle case messe a disposizione del fondo immobiliare.

I requisiti per l'assegnazione sono in realtà quelli già applicati per gli alloggi del progetto C.A.S.E. e gli aventi diritto sarebbero stati individuati, in prima istanza, tra coloro che al censimento di agosto 2009 avevano scelto come prima opzione l'alloggio in affitto.

Ne hanno avuto diritto inoltre i titolari di C.A.S.E. che hanno rinunciato all'assegnazione dell'appartamento per richiedere l'affitto, ma sono stati inseriti in coda all'elenco, fino a concorrenza degli appartamenti disponibili.

Ora però si scopre che in quegli alloggi sono in pochi ad essere cittadini “semplici”.

«Era pensiero comune che la gestione commissariale rifiutasse trasparenza e regole certe per nascondere favoritismi e clientelismo nell’assegnazione degli alloggi del progetto C.A.S.E., dei M.A.P. e del Fondo Immobiliare», dice oggi Lelio De Sanctis (Idv), «i cittadini aquilani non sono stati trattati alla stessa maniera, secondo buon senso e procedure trasparenti. Ora questa verità viene confermata con i particolari interessanti emersi in Commissione di vigilanza del Comune sulla gestione che la Società Europa risorse s.r.l. ha fatto del fondo immobiliare: 470 famiglie hanno avuto una casa, spesso anche più grande rispetto alle esigenze del nucleo familiare, senza dover rispondere ad un bando pubblico, senza dover attenersi a criteri oggettivi, senza dover essere inseriti in una graduatoria…»

E sarebbe ancora più grave, secondo il consigliere, che le comode case del Fondo immobiliare siano state assegnate anche «ad assessori, a consiglieri, a dirigenti comunali o a loro parenti stretti, mentre tutti gli altri sfollati, cittadini comuni, sfortunati e senza santi in paradiso, cercavano disperatamente un alloggio o erano costretti a fuggire al mare».

«I cittadini aquilani hanno diritto di sapere», dice l’esponente Idv, «chi sono i furbi ed i fortunati di questo terremoto e chi ci ha guadagnato in questa vicenda, come in tante altre, sapendo per certo che ci hanno rimesso i cittadini onesti, che si illudevano di vedere rispettati criteri e regole, e di essere considerati tutti uguali almeno di fronte alla tragedia del terremoto. E gli amministratori comunali, che hanno risolto il loro legittimo bisogno di avere una casa in questo modo, dovrebbero ammettere il favoritismo derivante dal ruolo e rassegnare le dimissioni, con un gesto riparatorio di dignità e di rispetto dei cittadini. Quando chiediamo la fine della gestione commissariale per affidare tutti i poteri decisionali sulla ricostruzione agli Amministratori comunali», conclude il segretario cittadino Idv, «diamo per scontato che essi siano onesti e motivati solo dal bene comune: Il Sindaco e gli Amministratori tutti per essere credibili non dovrebbero tollerare mai nemmeno il più piccolo o ingenuo loro comportamento poco trasparente ed incoerente».

24/06/2011 11.38

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...E LE RISPOSTE SULLE SOCIETA’ OFF SHORE DIETRO EUROPA RISORSE?

Mentre aumentano le proteste e le spinte di dissensi verso i commissari, questi non mollano e non c’è la minima intenzione di tornare alla “normale democrazia” degli enti pubblici, quelli comunque retti da chi viene eletto e secondo le normali regole della pubblica amministrazione.

Invece chi amministra preferisce farlo in condizioni di assoluta egemonia, come fanno i commissari, appunto, che per legge sono tenuti a non rispettare quelle norme che vigono in condizioni normali e che assicurano anche un certo grado di controllo dei cittadino.

Così ieri sono comparsi manifesti di protesta, altri timidi segnali dello scontento della città che si appresta a trascorrere la sua terza estate da terremotata, azzoppata e non ancora rialzata.

A proposito di risposte mancate e di fastidio delle istituzioni contro chi pubblica notizie verificate e dunque documentate non si è più saputo nulla delle bufera durata un paio di giorni proprio sulla scoperta di società off shore dietro il fondo immobiliare Europa Risorse.

Ci sono anche società schermate nei paradisi della Cayman e personaggi che avrebbero potuto dare qualche spiegazione tanto per riportare la serenità in città e dissipare dubbi che bene non fanno.

“Europa risorse sgr” fa capo ad un abruzzese doc da poco ritornato in Abruzzo dall’Australia: Antonio Napoleone, un imprenditore dotato, poliedrico ed in grado di riuscire dove altri nemmeno ci pensano.

Napoleone però non è solo perché della partita è anche Massimo Caputi nato nella Proger spa, un colosso sviluppatosi tra gli anni ’80 e ’90 ed in grado di operare nei 5 continenti, poi passato a Sviluppo Italia.

Lo scorso novembre in alcune inchieste avevamo ricostruito la storia di Europa Risorse ed i suoi legami con L’Aquila senza però riuscire a sapere chi vi fosse dietro le società schermate.

Intervenne anche il deputato Udc Pierluigi Mantini che in un suo libro aveva parlato molto bene di Napoleone e dei suoi progetti.

Da novembre sono passati molti mesi e la gestione commissariale è riuscita ad accumulare altre domande senza risposte e nuovi dubbi.

Le risposte nel grande mare della trasparenza non ci sono ancora.

24/06/2011 12.15