Cicchetti si confessa a Famiglia Cristiana: «sono parte lesa nelle vicenda della Perdonanza»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2917

L'AQUILA. Per accettare la nomina di vice commissario alla ricostruzione Antonio Cicchetti ha anche rinunciato alla direzione amministrativa dell'Università Cattolica.CIALENTE: «GESTIONE DEL SISMA È IMPAZZITA, ECCO PERCHÈ LASCIO»

Lo rivela lui stesso in una intervista rilasciata a Famiglia Cristiana. «Sono un manager e non un politico. Sono neutrale», assicura a quanti si dicono preoccupati per il suo arrivo. «Chiodi aveva bisogno di una mano», gli ha fatto la proposta a luglio scorso «e io ho accettato». Tra gli obiettivi «avviare la ricostruzione, organizzando una squadra efficiente che abbia chiare indicazioni politiche dal governo, dalla Regione e dai Comuni, che hanno ampi poteri. La prima cosa da fare e' mettere mano alla ricostruzione del centro storico dell'Aquila e spendere in modo più razionale i soldi che ci sono».

Delle critiche piovute da più parti, ma soprattutto da parte dei cittadini, non si preoccupa: «i veleni sono purtroppo normali e corrono veloci» e su Cialente nessun dubbio: «non si e' dimesso in polemica con la mia nomina: me lo ha anche scritto. Lui pensa che si dovesse procedere in un altro modo». Nega anche le voci di una sua chiamata dovuta all'amicizia con Gianni Letta: «lo conosco da anni, credo che lui mi stimi. Sa quello che ho fatto all'Università Cattolica e al Policlinico Gemelli. Non e' un peccato essere amico di Letta, ma non e' per l'amicizia che mi hanno chiamato».

Adesso il commissario chiede di «abbassare i toni» perchè dal dopo terremoto «di confusione se ne sta facendo parecchia. Bisogna parlare con maggiore responsabilità e collaborare mettendosi in testa che gli unici nostri referenti sono i cittadini che non hanno le case». Sullo "scandalo" della Perdonanza dà la sua versione dei fatti, decisamente diversa da quella uscita fuori nelle ultime settimane sui giornali: «sono stato riconosciuto parte lesa con diritto al risarcimento da una sentenza della Corte d'appello. Il responsabile del buco di bilancio e' un altro ed e' stato condannato a 2 anni e 7 mesi per falsificazione di atti e ad un risarcimento nei miei confronti. La Corte dei conti a me, presidente onorario delle Perdonanza, ha chiesto un risarcimento di 2500 euro a favore del Comune dell'Aquila per responsabilità oggettiva, senza dolo». 24/09/2010 9.08

L'INTERVISTA INTEGRALE

[pagebreak]

CIALENTE: «GESTIONE DEL SISMA È IMPAZZITA, ECCO PERCHÈ LASCIO»

L'AQUILA. «Ho accettato con senso di responsabilità il ruolo di vice commissario alla ricostruzione ma poi ho capito che qualcosa non stava funzionando». Il sindaco Massimo Cialente ha ripercorso ieri in consiglio comunale gli ultimi 18 mesi di lavoro e spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a lasciare il suo incarico, proprio alla vigilia della nomina del nuovo vice, Antonio Cicchetti.

«Abbiamo risolto molti problemi», ha detto il sindaco. «Penso di aver gestito al meglio anche i momenti più duri di scontro con il governo, ottenendo risultati che sono sotto gli occhi di tutti».

I primi problemi, però, sarebbero sorti una volta finita la prima emergenza: «in alcuni momenti importanti», ha detto, «probabilmente per la mia collocazione politica, sono stato messo da parte e questo e' stato un errore». A febbraio, poi, «ho intuito che la Struttura di gestione dell'emergenza non stava funzionando. Ho compreso ben presto tutti i limiti e ho rilevato subito alcune contraddizioni e rallentamenti nella ricostruzione che man mano si andavano delineando. C'erano rallentamenti - ha continuato il sindaco - nell'avvio del processo di ricostruzione, basti pensare all'ordinanza per le abitazioni in categoria E, la cui firma ha richiesto, e fatto perdere, tre mesi e mezzo di tempo».

Il sindaco spiega di aver avanzato i dubbi al commissario Chiodi: «insieme, decidemmo di rivolgerci al capo della protezione civile Bertolaso. Gli chiedemmo di inviare un funzionario esperto, o anche due, dotati di adeguate competenze e capacita' gestionali, che guidassero la struttura a tempo pieno. L'ordinanza, pero', ha evidentemente un altro tenore e contiene ben altre disposizioni che, anzichè fare chiarezza, ingenerano ulteriore confusione. Crea una struttura che deve controllare la gestione dell'emergenza. Controllare o coprire? Nasce, insomma, un altro gruppo di controllo».

Da quel momento, assicura il primo cittadino, «la gestione è impazzita». Adesso «sta arrivando "un'astronave" di alieni pronti a mettere le mani sulla nostra città e sulla ricostruzione. Per questo mi sono dimesso. Qualcuno doveva iniziare a fare chiarezza». Non si è fatta attendere la replica del capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, secondo il quale le dimissioni del vice commissario sono «fuori tempo». «Lui é stato tenuto al corrente minuto per minuto di quelle che erano le modifiche che si intendevano apportare» alla struttura commissariale, assicura Bertolaso, «anche su sua richiesta».

«Le dimissioni di Cialente giungono a sorpresa - afferma - e mi auguro che riconsideri la sua posizione perché tutto il lavoro che ha portato alla nuova architettura della struttura commissariale è un lavoro condiviso. E che ha visto impegnati in prima persona Gianni Letta, con il presidente della Regione, con la Provincia e con lo stesso Cialente, che è stato tenuto al corrente minuto per minuto di quelle che erano le modifiche che si intendevano apportare anche su sua richiesta». Bertolaso ricorda che il sindaco dell'Aquila «ha partecipato alle varie riunioni che si sono tenute a Roma su questa problematica» e dunque «denunciare oggi all'improvviso confusione, incertezza ed equivoci mi pare francamente un po' fuori tempo».

«Poteva dirlo prima, manifestare la sua contrarietà prima che l'ordinanza venisse fatta e noi non l'avremmo portata avanti. Perché - conclude il capo della Protezione Civile - è noto a tutti che le ordinanze vengono approvate con l'intesa delle autorità locali».

24/09/10 9.07