Attività produttive, Chiodi tira fuori le carte: «ecco i 44,1 milioni di euro erogati»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Sono 5.461 le domande istruite positivamente alle quali sono stati erogati dei finanziamenti.*TERREMOTO: 3 FAMIGLIE CON CASA INAGIBILE SFRATTATE DA SGE

In totale 44,1 milioni di euro. Il commissario alla Ricostruzione Gianni Chiodi tira fuori dal cassetto tutti i numeri a seguito della polemica sollevate dalle associazioni di categoria che sostengono che i soldi non siano arrivati a destinazione.

«Da una attenta e scrupolosa verifica presso i nostri uffici mi risulta che tutte le domande positivamente istruite dal Comune e a noi pervenute alla data del 3 marzo 2011, sono state finanziate», spiga Chiodi. «Nessuna esclusa. Di conseguenza, tutti gli aventi diritto devono aver ricevuto necessariamente l’indennizzo. Nel caso contrario devono chiederne conto direttamente al Comune. Dire che il Commissario non ha ancora concesso i finanziamenti è dunque falso e strumentale».

Seguono numeri e specifiche. Per la ricostruzione e riparazione dei beni mobili registrati, per il ripristino delle scorte delle materie prime, dei semilavorati e dei prodotti finiti distrutti, per il ristoro dei danni derivanti dalla perdita dei beni mobili strumentali all’esercizio dell’attività sono state 2.445 le domande positivamente istruite per un importo erogato pari a 20.905.892,25 euro (mandati pagamento 3750 del 2.8.2010; 4538 dell’8.09.2010; 5129 del 29.09.2010; 7624 del 13.12.2010; 1014 del 3.03.2011).

Per i danni dei beni mobili anche non registrati sono state 2.997 le domande istruite positivamente e l'importo erogato è pari a 19.885.340,90 euro (mandato pagamento n. 7625 del 13.12.2010);

Per  i danni alle attività sociali, culturali, ricreative, sportive e religiose (migliorament o sismico delle  unità abitative di edifici in corso di realizzazione alla  data del 6.4.2009 da parte delle imprese) sono state istruite positivamente 19 domande per un importo erogato pari a 3.401.343,03 euro (mandato pagamento n. 1014 del 3.03.2011).

«Mi sorprende – conclude Chiodi - che l’amministrazione comunale continui a scaricare ogni responsabilità sugli uffici del Commissario. Tengo a precisare, ancora una volta, che in riferimento all’Ordinanza 3789/09  ho già trasferito oltre 53 milioni di euro ai Comuni che hanno provveduto ad inviare alla Struttura Commissariale le domande positivamente istruite. Il periodo di riferimento è marzo 2011. Di questi, oltre 44 milioni e, precisamente, l’83,03 per cento, si trova nelle casse del Comune dell’Aquila. E’ tempo di dire basta a polemiche sterili. Bisogna essere operativi e tempestivi per risolvere i problemi dei cittadini ma soprattutto degli imprenditori e rilanciare un’economia duramente colpita dall’evento sismico».

18/06/2011 12.37

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TERREMOTO: 3 FAMIGLIE CON CASA INAGIBILE SFRATTATE DA SGE 

L'AQUILA. Un nuovo provvedimento di "sfratto", che cadrà tra il 21 e il 25 giugno prossimo, è stato recapitato dalla Struttura di gestione dell'emergenza (Sge) a tre famiglie.

 I nuclei familiari risiedono in alloggi popolari del complesso di via dei Verzieri, nella frazione aquilana di Preturo, classificate 'A'. Su quelle abitazioni, però il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, ha emesso un provvedimento di sgombero per il pericolo crollo.

Secondo la Sge le tre famiglie ospitate negli alloggi del progetto C.a.s.e. di Cese di Preturo, devono lasciare quella sistemazione. I cittadini costretti a questa odissea annunciano proteste clamorose. Il nuovo ultimatum che segue quello di poche settimane fa è stato formato dal dirigente comunale Paola Giuliani. 

La decisione è stata presa perché per la Sge il danno non è da attribuire al terremoto ma alla scadente qualità costruttiva del complesso, per cui non si ha diritto all'assistenza alloggiativa.

La signora Rita Simone, una delle persone coinvolte nella vicenda, esprime anche a nome delle altri cittadini, una profonda preoccupazione: «Non sappiamo dove andare a vivere - spiega - comunque, se la Sge dovesse cacciare dal progetto C.a.s.e. tutti coloro che hanno l'abitazione inagibile per difetti costruttivi pre-sisma, dentro le palazzine antisismiche realizzate dalla Protezione civile rimarrebbe ben poca gente. Tra l'altro - continua - nelle tre famiglie ci sono casi di invalidità civile che aggravano ancora di più il problema. Le soluzioni alternative che ci sono state proposte - conclude la signora - sono inaccettabili: a una donna, addirittura, è stato detto di andare in una casa che non ha neanche il bagno con la doccia ed è stata invitata a lavarsi con la 'bagnarola'»

18/06/2011 12.40