? Ater, tra 6 mesi pronti 800 appartamenti. 3.32 contro inaugurazione: «operazione di facciata»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. A dicembre gli inquilini rientreranno in 800 appartamenti ristrutturati.

Per gli edifici di edilizia popolare, gestiti dall’Ater dell’Aquila, sono stati impegnati circa 17 milioni di euro, riconsegnati 113 appartamenti tra pubblici e privati.

«Entro il 31 dicembre 2011 verranno completati tutti gli appalti», ha assicurato ieri mattina il commissario delegato per la ricostruzione e presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi intervenendo alla cerimonia di riconsegna della prima palazzina ristrutturata in via De Meis n.10, all’Aquila, dopo i danni causati dal sisma. Presenti tra gli altri, il commissario straordinario, Piergiorgio Merli, gli assessori regionali, Angelo Di Paolo con delega all’Edilizia residenziale, Gianfranco Giuliante e il vicepresidente del Consiglio Regionale Giorgio De Matteis.

Dopo la riconsegna della prima palazzina ristrutturata, l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale (Ater) dell’Aquila ha un cronoprogramma di riconsegne molto serrato essendo 113 gli alloggi popolari già recuperati dopo i danni causati dal terremoto del 6 aprile 2009.  

Complessivamente sono 1.485 gli appartamenti danneggiati dal sisma: 490 classificati con esito di danno “A”, 293 classificati “B”, 23 “C” e 679 “E”: gli interventi di recupero su questi ultimi sono di competenza del Provveditorato interregionale alle Opere Pubbliche Lazio, Abruzzo, Sardegna.

Per quelli di competenza dell’Ater, quindi A, B e C, l’Azienda ha già appaltato quasi 23 milioni di euro previsti come spesa complessiva. In riferimento al recupero di questo patrimonio abitativo, il commissario straordinario, Piergiorgio Merli, ha annunciato che il programma prevede il rientro, entro la fine dell’anno, di tutti gli inquilini che alloggiano nei circa 800 appartamenti di tipo A, B e C.

«Il nostro obiettivo è di riconsegnare le case classificate A, B e C e quindi far rientrare tutti gli inquilini entro la fine dell’anno – ha spiegato Merli - Sono felice di poter  riconsegnare questa prima palazzina B. La  soddisfazione più grande arriverà quando sarà abitato l’ultimo appartamento di nostra competenza. Tutti siamo consapevoli del lavoro svolto fin qui ma molto resta ancora da fare».

L'IRA DEL 3.32: «OPERAZIONE DI FACCIATA»

Parla di «operazione di facciata», però, il comitato 3.32 : «hanno fatto una festa per dire che meno dell’1% delle 800 case Ater classificate A-B-C viene restituito ad inquilini  anziani che hanno atteso due anni la riparazione di una casa classificata B, in mezzo a un deserto desolante di case E,  dove neanche ora potranno tornare perché i lavori non sono terminati, perché il gas non è stato ancora riattivato».

E dal comitato c'è anche chi ha contestato l'organizzazione della giornata di ieri: «un tappeto rosso a coprire il marciapiede di cemento crepato e la soglia di marmo dell’ingresso segnata e spaccata come due anni fa. Un rinfresco abbondante all’ombra di un gazebo a cui partecipa qualche decina di persone: politici, tecnici della protezione civile, giornalisti».

«Si pretende», continua il 3.32, «che sia una festa la restituzione di una palazzina di 8 alloggi, di cui in realtà solo 5 di proprietà Ater, per un totale di 3 inquilini presenti all’inaugurazione»

La riparazione, come ha rivelato la figlia di una delle inquiline -  non ha previsto la messa in opera di un ascensore, né nuovi infissi – che gli inquilini si sono pagati da soli – né la rimozione dei serbatoi di eternit nelle soffitte, né la sistemazione di una vecchia cisterna, forse per il gasolio, negli scantinati del palazzo.

«Peccato», chiude il comitato, «che le decine di inquilini di case A, che da oltre due anni aspettano di poter tornare nelle loro case agibili, e per le quali da tempo ci sono i fondi stanziati, non possano partecipare a questa festa, che un minimo di pudore e serietà avrebbe sconsigliato, vista la palese dimostrazione dell’inefficienza della  struttura commissariale da cui è dipeso il ritardo nell’attribuzione delle competenze per la gestione dei fondi  e dunque il conseguente, enorme ritardo con cui le case verranno restituite ai  cittadini».

14/06/2011 8.51