Macerie, Chiodi: «vicini alla soluzione». Ma è ancora emergenza abitativa

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il commissario annuncia: «presto ordinanza sulle macerie». Intanto continuano i problemi per gli universitari a causa della presenza degli sfollati nella struttura Campomizzi.*UN BAMBINO TERREMOTATO SU SEI HA ANCORA IL SISMA DENTRO DI SÉ

«I Comuni devono arrivare subito alla definizione dei piani di ricostruzione come sollecitato anche dal Ministero dell’Economia nell’ultimo incontro, affinché il Governo abbia una stima affidabile dei costi e possa stabilire particolari provvidenze per i centri storici». E' quanto ha detto Chiodi a margine del Tavolo degli Enti presieduto dal vice commissario Antonio Cicchetti, alla presenza del sottosegretario Gianni Letta.

In 3 settimane il Comune dell’Aquila con la collaborazione della Struttura Tecnica di Missione si è impegnato a fornire un documento che permetta  una stima dei costi basata sulla quantificazione del danno, rapportata anche alla presenza di edifici di pregio e vincolati e a prime e seconde case.

In tal  modo il Ministero dell’Economia (MEF) potrà modulare risorse e  interventi.

«Siamo vicini all’entrata in vigore del nuovo sistema che supera le criticità e le discrasie che si sono create in questi giorni – ha aggiunto il commissario – La nomina dell’ingegner Romano individuato come soggetto attuatore verrà resa esecutiva nel prossimo consiglio dei Ministri». Il commissario vicario Antonio Cicchetti, nel sottolineare il clima collaborativo registrato fra tutte le componenti, auspica che fra 3 settimane nella prossima riunione del Tavolo di Coordinamento si possano avere da parte di tutti i sindaci le valutazioni indispensabili al MEF per poter determinare i futuri finanziamenti.

Intanto la prossima settimana, gli amministratori del cratere formuleranno una proposta unitaria al prefetto dell'Aquila, Giovanna Iurato, per la soluzione del problema delle macerie.

ADSU: EMERGENZA ABITATIVA

Ma i problemi in città sono ancora tanti. Oggi il commissario straordinario dell’Azienda per il diritto allo studio universitario (Adsu) dell’Aquila, Francesco D’Ascanio, intervenendo sulla situazione dei servizi agli studenti universitari ha sollecitato ancora una volta il vice commissario per la ricostruzione, Cicchetti, e l’assessore comunale dell’Aquila Stefania Pezzopane a trovare una soluzione alloggiativa alternativa per i circa settanta aquilani ancora sfollati nella residenza universitaria ‘Campomizzi’, la cui permanenza vanifica la possibilità di dedicare agli studenti universitari circa 400 posti letto, anziché gli attuali circa 250.

La presa di posizione di D’Ascanio arriva dopo la presentazione da parte dell’Unione degli universitari (Udu) dell’Aquila di una petizione corredata di 2000 firme per sollecitare tutti gli enti locali a mettere in campo iniziative urgenti al fine di migliorare il diritto allo studio nel cratere del terremoto.

Il documento è stato consegnato, oltre che a D’Ascanio, al presidente della Regione Abruzzo e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, all’assessore regionale Diritto allo Studio Paolo Gatti, al Prefetto dell’Aquila, Giovanna  Iurato e al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.

«Raccogliamo la sollecitazione dell’Udu e delle altre rappresentanze degli studenti sicuri che anche gli altri enti competenti sulla materia sapranno fare lo stesso – ha spiegato D’Ascanio -. Segnaliamo agli altri Enti coinvolti la necessità di rafforzare ancora di più la politica tesa a dare più servizi agli studenti, ma dall’altro lato sottolineiamo con forza che non si può dire che finora non ci sono stati risultati: abbiamo fatto molte cose ed altre se ne devono fare. E questo anche grazie alla struttura dell’Adsu che, benché al di sotto degli standard sul personale, porta avanti un lavoro efficace».

03/06/2011 18.13

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UN BAMBINO TERREMOTATO SU SEI HA ANCORA IL SISMA DENTRO DI SÉ

L'AQUILA. Esistono macerie prodotte dai terremoti e dalle altre catastrofi naturali che sono estremamente difficili da rimuovere, anche a distanza di anni. Sono quelle che le scosse di particolare intensità lasciano nella memoria dei più piccoli e dei più indifesi che ne portano i segni dentro di sé, identificate col nome di Sindrome Postraumatica da Stress.

Dopo un lavoro durato due anni, tra raccolta di dati, screening e approfondimenti clinici anche mediante visite specialistiche neuropsichiatriche a cui sono stati sottoposti i bambini e i ragazzi abruzzesi che hanno vissuto l’esperienza del sisma del 6 aprile 2009 che ha colpito L’Aquila, la prima ricerca sul campo mai realizzata al mondo dà evidenza scientifica di quali cicatrici portino dentro di sé i piccoli esposti a catastrofi naturali.

Ancora oggi un bambino aquilano su 6 rivive lo stesso attimo drammatico, prova paura intensa, senso di impotenza e orrore. Sintomi, appunto, che vanno sotto il nome della Sindrome Postraumatica da Stress.

L’indagine promossa dall'Ordine dei Ministri degli Infermi - Camilliani con il coordinamento scientifico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, il sostegno della Caritas Italiana e la collaborazione dei pediatri abruzzesi che hanno aderito volontariamente alla ricerca, ha coinvolto circa 1.800 bambini (sia aquilani che provenienti dal resto della regione): 550 di età compresa tra i 3 e i 5 anni e oltre 1.200 i tra i 6 e i 14 anni.

Gli ultimi risultati dello studio sono stati presentati nella due giorni di convegno dal titolo "Bambini e catastrofi naturali: quale salute mentale?" che ha riunito a Roma e a L’Aquila esperti di calibro internazionale provenienti da tutto il mondo per portare le proprie esperienze e per discutere le possibilità di applicazione del modello scientifico di analisi e di intervento realizzato in Italia in altre aree del mondo colpite da terremoti, come ad esempio Haiti e il Giappone o il Sud della Spagna.

 38% PRESENTA DISTURBI PSICOPATOLOGICI

 Nel dettaglio, nell’ambito del lavoro col coordinamento scientifico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, per i bambini a rischio individuati nella prima fase dello studio è stato previsto un approfondimento diagnostico dal quale è emerso che ben il 38% presenta disturbi psicopatologici che vanno dall’ansia ai disturbi del comportamento e dell’affettività (ovvero tutta la serie di problemi legati all’attività emotiva: fragilità d’umore, ipervigilanza, esagerate o alterate risposte al contesto ambientale) e alle manifestazioni tipiche della Sindrome Postraumatica da Stress.

Nella fascia d’età 6-14 anni di grande rilevanza la risposta al trauma a seconda della maggiore o minore prossimità del bambino all’epicentro del sisma: più della metà dei bambini e dei ragazzi de L’Aquila (54%) sottoposti a visita specialistica presenta un problema di natura psicopatologica rispetto al 36% dei coetanei del resto d’Abruzzo. Nel cuore del sisma farla da padrone è l’ansia (81%) seguita dalla Sindrome Postraumatica da Stress (15,4% contro lo 0,4% riscontrato nel resto del territorio abruzzese).

Per quanto riguarda la fascia 3 -5 anni non sono stati rilevati problemi neuropsichiatrici gravi (in questo caso il dato relativo alla Sindrome Postraumatica da Stress è pari al 2,5%) se non episodi di ansia. Lo studio rivela quindi che più il bambino è piccolo e lontano dall’epicentro del sisma, minori sono gli esiti del trauma: in questo caso concorrono più fattori ambientali di "protezione" come la famiglia e l’età, intesa come livello di sviluppo e maturazione del sistema nervoso.

03/06/2011 18.13