Inchiesta Grandi Rischi, parenti vittime: «eravamo tranquilli, ci rassicurarono»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3296

L'AQUILA. Il Fatto quotidiano pubblica stamattina le testimonianze di quanti la notte tra il 5 e il 6 aprile restarono in casa nonostante le continue scosse perchè «la Grandi Rischi diceva che non c'erano pericoli». 

La Commissione Grandi Rischi rassicurò tutto prima della scossa del 6 aprile. Cinque giorni prima era un martedì, la Commissione si riunì in città. Da mesi L'Aquila era martoriata da scosse di media entità, la maggiore di magnitudo 4.0, registrata il 30 marzo. I maggiori studiosi italiani di sismologia si incontrarono ed esclusero la possibilità che arrivasse una scossa come quella del 1703.

Il gotha della scienza che studia i movimenti della terra e della sua struttura e che da mesi ripeteva che era impossibile prevedere si lanciò comunque in una previsione. Per di più errata.
Il 6 aprile, il lunedì successivo, il terremoto che ha sventrato L’Aquila ha smentito tutti e ci si è accorti di come la sciagura del 2 febbraio di 300 anni prima era in realtà pronta a ripetersi.

Lo sbaglio fu clamoroso e oggi la Grandi Rischi si ritrova indagata dalla Procura dell'Aquila con l'accusa di omicidio colposo plurimo in quanto, «pur avendo le conoscenze», non indicarono che si sarebbe dovuto evacuare l'Aquila, sottoposta da mesi a un intenso sciame sismico.

Per l'accusa la valutazione dei rischi sismici in corso sul territorio aquilano fu «approssimativa, generica e inefficace in relazione alle attività e ai doveri di previsione e prevenzione».

Il 3 giugno scorso la Procura aquilana ha notificato l'avviso di chiusura indagine a sette componenti di quella Commissione: Franco Barberi (presidente vicario), Enzo Boschi (presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), Bernardo De Bernardinis (vice capo della protezione civile), Mauro Dolce, (responsabile dell'ufficio rischio sismico della Protezione Civile), Giulio Selvaggi (direttore del Centro nazionale terremoti), Gian Michele Calvi (direttore della fondazione 'Eucentre') e Claudio Eva (ordinario di fisica terrestre dell'Università di Genova).

Dopo sono seguite molte polemiche da parte del mondo scientifico perchè si reputa inconcepibile una accusa di questo genere e si continua a dire che fare previsioni è impossibile. Oggi il Fatto quotidiano pubblica le testimonianze di alcuni parenti delle vittime del sisma che emergono dai verbali della Procura aquilana: si evince chiaramente che chi rimase intrappolato in casa il 6 aprile del 2009 era estremamente tranquillo proprio grazie alle rassicurazioni della Grandi Rischi.

«Daniele De Nuntiis, fidanzato di Claudia Carosi, deceduta nel crollo di Via XX Settembre 123», si legge su Il Fatto: «“Claudia ripeteva che, proprio perché detto dagli esperti, non bisognava allarmarsi. La sera del 5 aprile, dopo la scossa delle 23, la chiamai per dirle di uscire e recarsi dalla madre. Rispose che non dovevamo angosciarla con queste paure infondate. Ribadì che sarebbe rimasta in casa a dormire. Fu l’ultima volta che l’ho sentita”». Sulla stessa scia la testimonianza di Franca Giallonardo, figlia di Aurelio e Giuseppina, deceduti nel crollo di Via Campo di Fossa 6/B. «La sera del 5 aprile, dopo la scossa delle 23.30, mio padre telefonò dicendomi di raggiungerlo nella loro abitazione, perché più sicura, essendo fatta in cemento armato. Ripeteva i concetti riportati dai mass media: “È uno sciame sismico … non ci saranno scosse violente … ”. Decidemmo di rimanere in casa solo perché i bambini già dormivano. Per questo ci siamo salvati».

Federica Fioravanti, ricorda invece che «Qualche sera dopo il 6 aprile, e la perdita dei miei genitori, mi venne indicato De Bernardinis, il vice di Bertolaso. Sono andata da lui e gli ho chiesto: “Voglio sapere chi è stato a dire la frase ’State tranquilli?’. Mi ha risposto: ‘Sono stato io, pensavo che era così’». Chiara anche la testimonianza del giornalista Giustino Parisse che nel terremoto ha perso i due figli adolescenti e il padre: «Il messaggio della Grandi Rischi che recepimmo, e che pubblicammo, fu di tranquillizzare la popolazione. Mi sentii rassicurato, le notizie provenivano da fonti autorevoli e istituzionali». Così rassicurato che la notte del 5 aprile, nonostante le scosse continue Parisse restò in casa. «Domenico e Maria Paola (i figli, ndr) sono vittime del crollo della nostra casa. Se dagli esperti di quella Commissione, non fossero state rilasciate dichiarazioni così rassicuranti, probabilmente, il mio comportamento sarebbe stato diverso. Sarebbe bastato non dir nulla, anziché rassicurare».

L'INCHIESTA SUI GRANDI APPALTI

E se su questa inchiesta pende già la richiesta di rinvio a giudizio, l'inchiesta sugli appalti per il G8 dell'Aquila e sulla ricostruzione post terremoto si trova ancora in una fase di indagini e interrogatori. Dopo l'incontro di due giorni fa tra il presidente e commissario alla ricostruzione Gianni Chiodi (persona informata sui fatti) e i magistrati Rossini e Capasso, la Procura Distrettuale Antimafia dell'Aquila ha ascoltato ieri, sempre come persona informata sui fatti, il direttore generale della Carispaq, cassa di Risparmio della provincia dell'Aquila, Rinaldo Tordera.

Quest'ultimo è stato convocato in seguito alle intercettazioni, inviate all'Aquila dalla Procura di Firenze, relative all'inchiesta sui Grandi eventi e sul G8 de La Maddalena. In quei passaggi la figura di Tordera appare quella che mette in collegamento gli imprenditori che poi costituiranno il consorzio "Federico II", al centro delle attenzioni dei Pm. Il direttore della Carispaq ha chiarito la sua posizione. Il consorzio che ha preso appalti privati e pubblici nella ricostruzione è formato dalle tre ditte aquilane "Barattelli e figli", "Vittorini Emidio" e "Marinelli-Equizi" e dalla toscana Btp, con presidente dimissionario Riccardo Fusi. Quest'ultimo, insieme al coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini, e all'imprenditore Ettore Barattelli sono indagati nell'ambito dell'inchiesta. E' stato convocato come persona informata sui fatti, e sarà sentito nei prossimi giorni, anche il capo della Protezione Civile nazionale, Guido Bertolaso. 22/09/10 8.57