Avvocati contro Cialente: «un commissario ad acta per i Piani di ricostruzione»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Gli ''avvocati senza dimora'' hanno notificato al sindaco Cialente un ricorso amministrativo per ottenere dal Tar la nomina di un Commissario ad acta.*SPORT: OLTRE 5MLN DI EURO AGLI IMPIANTI SPORTIVI DELL'AQUILA

Il Commissario dovrebbe surrogare «l’amministrazione inadempiente» nella predisposizione dei Piani di Ricostruzione.

E' ormai braccio di ferro tra gli avvocati e il primo cittadino. I primi hanno notificato a Cialente, qualche settimana fa un formale atto di diffida e messa in mora, ai sensi della legge sulla trasparenza (241/1990), chiedendo la predisposizione dei Piani di Ricostruzione e dei relativi Piani Finanziari «entro 30 giorni dalla notifica dell’atto».

Tutto come previsto dal Decreto Commissariale numero 3 che vuole che, ricevute le proposte di intervento da parte dei cittadini proprietari di immobili all’interno della zona già perimetrata come Centro Storico della Città di L’Aquila e delle frazioni, il sindaco «…predispone le proposte di Piani di Ricostruzione e i relativi piani finanziari…».

«Essendo inutilmente trascorso il termine assegnato, ed anzi essendo trascorso un periodo ben più lungo», spiegano gli avvocati, «abbiamo notificato il ricorso davanti al Tar».

Sarà quindi il Tribunale amministrativo a dover decidere.

«Il Comune di L’Aquila», spiegano ancora i legali, «ha invitato i cittadini a presentare i progetti per la ricostruzione del centro storico cittadino senza necessità di attendere l’approvazione dei piani di ricostruzione ed ha pubblicato in data 27.4.2011 sul proprio sito internet il “provvedimento” per l’attuazione della ricostruzione del l' “asse centrale” della zona A del capoluogo; tale comportamento crea, di fatto, solo false illusioni nella cittadinanza, perché collide frontalmente con le disposizioni attualmente vigenti per la ricostruzione dei centri urbani devastati dal sisma».

I Piani di Ricostruzione costituiscono a norma di legge l’unico strumento previsto per intraprendere la ricostruzione pesante dei Centri Storici. «Ogni ritardo nella approvazione degli stessi», sottolineano gli avvocati, «costituisce motivo di mancato avvio del processo di ricostruzione e gravissimo danno arrecato ai cittadini nonché ragione di responsabilità dell’Amministrazione, valutabile anche in sede penale e contabile».

Ma in questi giorni a protestare contro la lentezza della ricostruzione aquilana è anche la Confartigianato Abruzzo.

Il presdiente Angelo Taffo sottolinea che «a venticinque mesi dal sisma» la situazione «è ancora in alto mare, gli abitanti sono sempre più rassegnati e la maggior parte dei commercianti e degli artigiani aquilani non sono riusciti a ripartire perché non sono state adottate politiche adeguate alle loro esigenze».

«L'evento calamitoso – prosegue Taffo - avrebbe dovuto rappresentare l’occasione di sviluppo e di rilancio delle nostre realtà, mentre si assiste ad una caduta libera dell’economia, ad una perenne attesa della zona franca urbana, allo spauracchio, con cadenza ormai semestrale, della ripresa degli adempimenti fiscali e alla frustrazione da parte dei terremotati aquilani di  non avere lo stesso trattamento fiscale di Umbria e Marche con evidente violazione dell’articolo 3 della nostra Costituzione che vorrebbe tutti gli italiani uguali di fronte alla legge».

Il presidente chiede  «uno scatto d’orgoglio  all’intera classe dirigente abruzzese» ed alla politica chiede di «tenere  presente due  priorità: la risoluzione dei problemi economici, in particolare della città dell’Aquila ferita dal terremoto, ponendo come priorità dell’agenda politica la rinascita  commerciale  della città e il taglio della burocrazia».

Taffo, infine, invita a sostenere  l’iniziativa dell’onorevole Raffaello Vignali, primo firmatario del cosiddetto Statuto d'Impresa, già in discussione alla Camera, che introdurrebbe il principio di frazionamento dell'appalto per consentire anche ad una piccola impresa di partecipare a importanti gare ad evidenza pubblica.

31/05/2011 12.07

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SPORT:OLTRE 5MLN DI EURO AGLI IMPIANTI SPORTIVI DELL'AQUILA

ABRUZZO.  Con un accordo di programma tra Regione Abruzzo e Comune dell'Aquila è stato dato il via libera al ripristino e al miglioramento delle infrastrutture sportive della città dell'Aquila.

Con complessivi 5.129 mila euro di cofinanziamento si interverrà sull'impianto di Acquasanta (2.529.300,00), su Piazza D'Armi (2.000.000,00), sul palasport di viale Ovidio (350.000,00)e sulla piscina comunale Ondina Valla (250.000,00).

L'accordo è stato sottoscritto questa mattina a Pescara, dagli assessori allo Sport della Regione Abruzzo e del Comune dell'Aquila.

«Il pensiero che i giovani aquilani avessero come luogo aggretivo solo il centro commeriale - ha commentato l'Assessore regionale - ci ha fatto riflettere e spinto affinché i luoghi storici dell'adolescenza di ciascuno di noi per stringere amicizie facendo sport, fossero garantiti anche ai ragazzi aquilani».

Questa è stato anche la motivazione che ha convinto l'Unione europea ad accettare la rimodulazione dei fondi Por-Fers 2007/2013, necessaria dopo il grave evento sismico che ha colpito il capoluogo abruzzese. L'assessore allo Sport del Comune dell'Aquila ha «dato atto alla Giunta regionale di aver lavorato con grande passione e sollecitudine in favore del progetto per l'Aquila. Segno che quando si hanno obiettivi così importanti da cogliere in favore dei cittadini gli orientamenti politici non hanno così importanza».

 Il ripristino degli impianti, come è stato spiegato, è significativo anche nella prospettiva della candidatura aquilana ad ospitare le Universiadi 2019. I risultati dell'azione di lobbing della Regione Abruzzo sono attesi entro quest'anno.

31/05/2011 12.08