Terremoto, la Commissione Grandi Rischi rinviata a giudizio

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. In sette a processo: si parte il 20 settembre. L'accusa è quella di omicidio colposo plurimo e lesioni.

L'AQUILA. In sette a processo: si parte il 20 settembre. L'accusa è quella di omicidio colposo plurimo e lesioni.

E' uno dei filoni di indagine più importante per quelli che hanno perso un familiare a causa del sisma aquilano. Perchè se è vero che ci sono vittime di presunti errori di costruzione, è anche vero che i pm, nel corso dell'indagine, hanno raccolto testimonianze inequivocabili. Parenti di defunti che hanno raccontato con fermezza e decisione quanto le rassicurazioni della Grandi rischi, la commissione della protezione civile, abbiano indotto alcuni aquilani, ma anche alcuni universitari ospiti della Casa dello Studente, a rimanere nelle loro abitazioni, nonostante le scosse continue.

Una decisione, quella di non dormire all'aperto o in macchina, arrivata da rassicurazioni chiare da parte degli esperti che se, da un lato, sostenevano che fosse impossibile prevedere un terremoto, dall'altro, avevano previsto che non sarebbe arrivata una scossa distruttiva.

Ma gli esperti della Commissione grandi rischi non sono finiti sotto inchiesta perchè non sono stati in grado di prevedere il terremoto, ma perchè avrebbero «violato delle regole di tipo cautelare che trovano origine in una legge che disciplina le funzioni della stessa Commissione».

I SETTE RINVIATI A GIUDIZIO

Adesso la realtà giuridica dei fatti dovrà essere accertata in sede di dibattimento: si parte il 20 settembre prossimo e gli imputati sono Franco Barberi, presidente vicario della Commissione Grandi Rischi, Bernardo De Bernardinis, già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione Civile, Enzo Boschi presidente dell'Ingv, Giulio Selvaggi direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto Case, Claudio Eva ordinario di fisica all'Universita' di Genova e Mauro Dolce direttore dell'ufficio rischio sismico di Protezione civile.

Loro che il 31 marzo del 2009, cinque giorni prima del tragico terremoto, hanno dato vita alla riunione della Commissione che per la prima volta si svolse all'Aquila, da mesi interessata da uno sciame sismico.

Secondo il pm della Procura della Repubblica dell'Aquila i sette furono colpevoli di aver lanciato alla popolazione messaggi rassicuranti che hanno indotto le persone a non prendere le dovute precauzioni.

La Commissione Grandi Rischi è accusata, infatti, di aver redatto «una valutazione del rischio sismico approssimativa, generica e inefficace in relazione alla attività della commissione e ai doveri di prevenzione e previsione del rischio sismico».

Ma anche di aver fornito «dopo la riunione» recita il capo di imputazione «informazioni imprecise, incomplete e contraddittorie sulla pericolosità dell'attività sismica vanificando le attivita' di tutela della popolazione».

Per questo i componenti della Grandi Rischi dovranno affrontare dopo l'estate il processo.

Secondo i pm gli imputati «sono venuti meno ai doveri di valutazione del rischio connessi alla loro funzione» anche sotto il profilo dell'informazione. E le notizie rassicuranti «hanno indotto le vittime a restare nelle case».

Soddisfatti per il momento i familiari delle vittime.

25/05/2011 13.47

… E LE DIMISSIONI?

«Sarebbe logico che per il 20 settembre tutti i membri della Commissione grandi rischi si dimettessero dai loro incarichi affinche' affrontassero il processo come comuni cittadini, come gli stessi che loro adesso hanno di fronte, non dall'alto dei loro incarichi, dei loro titoli. Chi non c'e' piu' non ha titoli. Allora sarebbe il caso di dimettersi». E' l'auspicio di Vincenzo Vittorini, medico aquilano (fondatore dell'Associazione 309 Martiri) che si e' costituito parte civile, (dopo aver perso moglie e figlia nel crollo della propria abitazione) al termine della lettura del dispostivo che dispone il processo per i sette indagati della Commissione grandi rischi accusati di omicidio colposo plurimo e lesioni in riferimento al terremoto avvenuto all'Aquila il 6 aprile 2009. Per Vittorini «visto che la magistratura ha oggi accertato che forse piu' di qualche responsabilita' c'e' a carico degli esperti, e' bene che loro si dimettano dai loro incarichi altisonanti e affrontino il processo nella maniera piu' normale possibile, come noi».

25/05/2011 16.48