Terremoto L'Aquila, «silenzio e ritardi» nella città che non riparte

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1495

L'AQUILA. Il Comitato delle Attività Produttive si è riunito ieri alla Camera di Commercio dell'Aquila.

Un incontro programmato visto il «totale stallo ed il silenzio che si registra sulle problematiche attinenti il rilancio economico nel territorio del cratere».

Proprio la Camera di Commercio annuncia che «non sarà più tollerata la mancata assunzione di responsabilità da parte del mondo delle Istituzioni ad una così pesante situazione che merita ed attende risposte non più rinviabili».

Il Comitato nei mesi scorsi aveva presentato alle istituzioni un documento programmatico condiviso da tutte le associazioni di categoria e dalle forze sindacali e sociali.

Il documento conteneva proposte e soluzioni concrete per agevolare il percorso della ripresa dell'economia e del lavoro, partendo dalle tematiche attinenti gli adempimenti fiscali, previdenziali, contributivi, dall'istituzione della cosiddetta 'zona franca' e dall'esigenza di un organico quadro normativo utile a restituire certezza al mondo imprenditoriale nell'area del cratere e nel suo insieme al sistema economico e produttivo del territorio provinciale.

Ma oggi il Comitato è totalmente insoddisfatto e ha espresso unanimemente «l'ormai irrimandabile esigenza di affrontare concretamente i temi e le priorità contenute nel documento presentato a novembre 2010 all'attenzione delle Istituzioni che, peraltro, ne avevano condiviso i contenuti».

CGIL: «BASTA LITIGIOSITA'» 

Parla di «immobilismo» anche Gianfranco Giorgi, segretario regionale della Cisl, secondo il quale il vero problema degli ultimi due anni sta nella mancata gestione economica della ricostruzione.

«Sono troppi gli interessi in campo e gli appetiti che stanno condizionando la rinascita della nostra città», sostiene Giorgi.

«La scadenza elettorale, per il rinnovo dell’amministrazione aquilana, prevista per il prossimo anno, rischia di peggiorare una situazione già difficile, in cui le spaccature tra partiti, fazioni politiche, associazioni di categoria, stanno minando pesantemente il territorio».

L'esponente del sindacato ricorda che gli ultimi dati economici e occupazionali evidenziano una «caduta libera della realtà locale, schiacciata sotto il peso della crisi, che non accenna a diminuire».

I giovani sono sempre più alle prese con il problema del precariato, che non garantisce il futuro lavorativo e la possibilità di costruire una famiglia. «A tutto ciò», prosegue Giorgi, «si aggiunge un dato inequivocabile: la difficoltà di relazione che intercorre tra gli enti preposti alla gestione della ricostruzione. La litigiosità tra il commissario, Gianni Chiodi, e il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che si traduce in un perenne scambio di accuse, costituisce un freno palese alla realizzazione di un percorso comune, che porti a risultati concreti, in tempi rapidi. Il cittadino aspetta solo risposte certe, non la valutazione di torti e ragioni, che appaiono del tutto insignificanti rispetto alle problematiche in campo. E’ ora di smetterla con i giochi di potere e la corsa alle poltrone», chiede Giorgi.

«L’Aquila, agli occhi del Paese, appare come un popolo litigioso e poco concreto. Un’etichetta che non merita. Semmai, a vario titolo, le colpe vanno attribuite a coloro che amministrano. Anche dalle associazioni di categoria ci si aspetta una vivacità più marcata. E’ arrivato il momento di scendere in piazza, tutti insieme, contro il lassismo generale e a favore della rinascita del territorio e della ricostruzione di una città che, se il clima continuerà ad essere questo, non avrà futuro».

 APPROVATO AGGIORNAMENTO PIANO PROTEZIONE CIVILE

Intanto proprio ieri la giunta comunale dell'Aquila ha approvato la delibera relativa all'aggiornamento del Piano di Protezione civile e del corrispettivo modello di intervento. In particolare, si è aggiornata la parte generale con l'individuazione delle nuove aree di attesa, di accoglienza e di concentrazione dei soccorsi, l'elenco degli edifici strategici, di quelli con esiti rilevanti di collasso e di quelli scolastici. Il modello di intervento è stato invece aggiornato con l'inserimento di nuove funzioni e l'individuazione di ulteriori attività operative. Sono stati inoltre individuati nuovi responsabili e supplenti per le diverse attività e funzioni connesse alla gestione dell'emergenza.

25/05/2011 11.35