? Terremoto: l'ira dei commercialisti: «impossibile lavorare»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Pronti atti di protesta: caos su proroghe e zona franca.

«Non è più prorogabile un atto di protesta per ottenere di poter svolgere in maniera dignitosa e civile la professione del dottore commercialista».

Lo ha detto il presidente dell'Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di L'Aquila e Sulmona, Ettore Perroti. I dottori commercialisti, i ragionieri commercialisti, i consulenti del lavoro e i tributaristi si sono uniti, come dichiara il documento, per «tutelare e migliorare la dignità e la qualità della vita professionale ed assicurare ai contribuenti e alle imprese del cratere un'adeguata tutela, tenuto conto delle grandissime problematiche post-sisma».

«Non abbiamo avuto la proroga, prevista dalla conversione del decreto 'milleproroghe', al mese di dicembre 2011 - ha continuato Perrotti - per gli adempimenti riferiti ai redditi delle annualità 2008 e 2009 e paradossalmente è rimasta invariata la scadenza a giugno 2011 per gli acconti e a settembre 2011 per gli invii dell'anno passato».

«In questo modo - ha proseguito Perrotti - viene meno la possibilità del differimento a dicembre delle annualità 2008 e 2009 perché è chiaro che per chiudere l'annualità 2010 è necessario chiudere il 2008 e il 2009».

La categoria, inoltre, richiede che gli onorari siano considerati a carico della Ricostruzione e non dei cittadini poiché continua Perrotti «nei consorzi che si stanno costituendo la figura del Revisore viene vista come un peso».

Marcello de Carolis del Consiglio Nazionale Ordine dei Consulenti del Lavoro ha aggiunto «attendiamo notizie sulla Zona Franca Urbana e se i fondi stanziati sono per le annualità 2009 e 2010, vorremmo capire chi e come li deve utilizzare».

«Inoltre chiediamo - ha concluso de Carolis - una riduzione fiscale pari a quella per il terremoto dell'Umbria, cioé del 60 per cento».  

25/05/2011 7.48