Violarono zona rossa, 10 aquilani indagati

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Inchiesta su episodio luglio scorso. Pitari: «rischiamo il carcere per 3 mesi o una multa».

La notizia l'ha data proprio Giusi Pitari, dell'assemblea cittadina, attraverso le pagine del proprio blog, ''38 secondi'', un nome che richiama alla mente gli infiniti momenti del sisma del 6 aprile 2009.

Dieci in tutto i componenti dell'assemblea cittadina nata all'Aquila dopo il terremoto che sono stati indagati per violazione dell'articolo 650 del codice penale (inosservanza dei provvedimenti dell'autorità) per non avere ottemperato all'ordinanza di interdizione all'accesso della 'zona rossa' cittadina, emessa dal sindaco per ragioni di sicurezza pubblica.

L'inchiesta è in riferimento ad una manifestazione del 17 luglio dello scorso anno (vedi video sotto), quando una cinquantina di persone, dopo la riunione settimanale in piazza Duomo, entrarono e stazionarono in zona rossa, accompagnate dalla polizia, cantando canzoni popolari.

«Noi abbiamo moltissime volte la zona rossa e abbiamo già ricevuto solidarietà da molte persone che si autodenunceranno - ha detto Giusi Pitari -. Lo scandalo é che ci sia la zona rossa e non che noi l'abbiamo superata».

Dalle pagine del proprio blog Pitari, donna simbolo del post sisma, ricorda quel giorno: «Eravamo tanti, ma non importa. So già come mi difenderò: non già con una legge ad personam, ma con la verità. Non ero capace di intendere e di volere: quella sera sentivo una voce che mi chiamava. Era dolce e insistente, era quasi un coro. Mi dicevano quelle voci di andarle a trovare, di scaldarle con la vita, di respirare la loro solitudine. E alla fine da quei muri sgorgavano lacrime di ringraziamento».

Anche il giorno della manifestazione Pitari raccontò su ''38 secondi'' quanto era accaduto e oggi ammette: «forse quel post è servito ad incriminarmi».

Ma va bene così, sembra dire: «le regole sono regole e vanno rispettate. Le leggi anche, altrimenti si entra nell’illegalità. Quando infrangi le leggi e la Procura apre un fascicolo su di te, se non sussistono i presupposti per l’archiviazione del procedimento,  si va al processo. E’ così, per tutti».


Sui blog cittadini e sui social network ci sono i primi commenti alla vicenda: «Perché il dispiego di forze nella città militarizzata - si legge - serve a colpire i cittadini che vogliono rivedere la loro casa ma non i topi d'appartamento che agiscono indisturbati in mezzo alla città deserta o i vandali che danneggiano quello che altri hanno appena restaurato».

«Sono rea confessa pure io», racconta una amica di Giusi, «e ho le foto sul blog a dimostrarlo, con i nomi delle vie chiuse in cui sono stata. Emmò arrestateci tutti, a me tocca fare la notifica internazionale, scappata all' estero come manco Strauss-Kahn».

GLI EREDI E I CONTRIBUTI

Sulle pagine del proprio blog sempre in queste ore Pitari mette in evidenza l'assurdità di una delle ultime ordinanze emanate per il post sisma.

In pratica il contributo per la riparazione di una casa di un proprietario deceduto dopo il terremoto, «lo si può ottenere», si spiega sul blog ''38 secondi'', «solo se il decesso è avvenuto entro il 5 ottobre 2009    (che è la data di pubblicazione della prima ordinanza- 3813 del 29.09.2009 );  gli eredi che perdono i propri cari dopo il 5 di ottobre del 2009, non avranno il contributo per la ricostruzione al 100% e lo perdono anche se non hanno fatto in tempo a presentare la domanda entro i termini stabiliti. A parte le valutazioni possibili in base al famigerato Decreto Abruzzo, una riflessione sorge spontanea: in una ricostruzione che durerà decenni, si susseguiranno, presumibilmente, eredi e eredi di eredi: stando così le cose, chi ricostruirà L’Aquila e l’intero territorio?»

L’avvocato Petullà (coordinatore della Struttura per la Gestione dell’emergenza), durante l’assemblea dello scorso mercoledì, riferisce Pitari, ha rivelato che ci sarebbero problemi per «allargare i contributi ai poveri eredi il cui caro non è morto prima della data succitata perché, insomma, Tremonti potrebbe non avere i soldi! Tremonti potrebbe non avere i soldi?

Per fortuna l’amica Pina Lauria precisa subito che c’è un decreto Abruzzo che spalma soldi per l’intera ricostruzione da qui al 2032, quindi non si vede come non possano essere compresi i decessi. Insomma, che succede, si fa cassa con i morti?»

23/05/2011 9.16