Macerie, la denuncia dell'assessore: «altro pasticcio, abrogata l'ordinanza»

Alessandro Biancardi

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Macerie, la denuncia dell'assessore: «altro pasticcio, abrogata l'ordinanza»
L'AQUILA. Ennesimo scontro e accuse reciproche: il problema delle macerie e la ricostruzione pesante procedono a rilento a 2 anni 1 mese e 15 giorni dal sisma del 6 aprile.

L'argomento è delicato e impervio e ieri, nell'incontro dei vari protagonisti con la struttura tecnica di missione, è andato in scena un nuovo scontro.

A scambiarsi accuse reciproche sono stati i rappresentanti dei sindaci del cratere e gli ordini professionali: in particolare, l'ordine degli ingegneri ha accusato le amministrazione di aver affidato la redazione dei piani di ricostruzione dei centri storici alle università, dinamica caldeggiata dalla Stm, che non avrebbero professionisti all'altezza della situazione.

Una polemica vecchia che si trascina da settimane senza che un punto definitivo venga raggiunto.

Ma dall'altro lato gli amministratori hanno accusato ingegneri ed architetti di aver fatto man bassa di incarichi di progettazione senza potenziare le strutture con il risultato di non mantenere gli impegni presi e di rallentare la ricostruzione.

Le distanze tra gli attori coinvolti nella ricostruzione, nonostante i comunicati che parlano di coesione, rimangono ampie con il processo della cosiddetta ricostruzione pesante ancora fermo anche per i numerosi dubbi burocratici.

Non sembrano siano serviti i richiami del sottosegretario alla presidenza del consiglio, l'abruzzese Gianni Letta, che spesso ha alzato la voce nel corso delle riunioni del tavolo tecnico.

E sempre ieri è piovuto sul tavolo un nuovo problema legato alle macerie. L’ordinanza 3940, che era stata pubblicata proprio ieri sul sito del commissario alla ricostruzione e che autorizzava le ditte private al trasporto delle macerie, è stata immediatamente abrogata.

L'assessore comunale all'Ambiente, Alfredo Moroni, parla di «un altro pasticcio del governo che allunga ulteriormente i tempi di rimozione delle macerie e crea ulteriore confusione».

L’ordinanza, ha spiegato l'assessore, ne ha riportata in vigore una precedente, la 3857, ma non ha superato i problemi determinati dalla ormai famigerata ordinanza 3923, del febbraio scorso, che obbliga tutte le ditte che lavorano nella ricostruzione a utilizzare, per il trasporto degli inerti, il personale dei Vigili del Fuoco, dell’Esercito e dell’Asm.

Il nuovo provvedimento, dunque, non consentiva di fatto alle imprese di trasportare e conferire i materiali di risulta. Per questa ragione è stato necessario abrogarlo dopo meno di 48 ore dalla sua emanazione.

«Ora - ha concluso Moroni - ci domandiamo se questa confusione sia frutto esclusivamente di scarsa lucidità oppure se rappresenti una strategia più o meno strisciante per alimentare problemi e ritardi. Alla luce di ciò è sempre più necessario che venga ripristinata la piena competenza degli enti locali sulle decisioni relative allo smaltimento delle macerie, così come è sempre più urgente che il commissario delegato alla ricostruzione si assuma la responsabilità di sbloccare le autorizzazioni per consentire l’utilizzo a pieno regime dell’impianto Teges e per mettere l’Asm nelle condizioni di operare su vasta scala».

21/05/2011 9.46