Terremoto e proteste: dai vigili agli studenti, dal sindaco alle case popolari

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1673

L'AQUILA. Sono ormai stremati e stufi di combattere una battaglia persa.

 Ma sono anche stufi dei continui attestati di stima e delle vetrine mediatiche che poi, però, non si trasformano mai in un vero e proprio miglioramento delle loro condizioni di lavoro. Una nota sindacale congiunta, sottoscritta da Cgil, Cisl e Uil, proclama così lo stato di agitazione tra i Vigili del fuoco operanti in Abruzzo, che minacciano di non proseguire gli interventi nelle aree terremotate se non ci sarà una risposta a breve sul rinnovo contrattuale e sui compensi straordinari. «Ci hanno chiamato 'gli angeli delle emergenze' - si legge nella nota - perché non abbiamo mai fatto mancare la nostra professionalità. Purtroppo però da novembre 2009 non percepiamo i pagamenti delle prestazioni accessorie. Inoltre il rinnovo contrattuale è scaduto da ormai tre anni».

I sindacati attendono ancora un incontro con la Direzione regionale dei vigili. «Abbiamo chiesto - prosegue la nota - il trasferimento a costo zero del personale operativo, tecnico e amministrativo residente in Abruzzo che diminuirebbe notevolmente le spese, ma nessuno si è fatto sentire». «Non ne possiamo più - scrivono i sindacati - di chi a livello locale e nazionale continua a dire che va tutto bene, risparmiando sulla pelle del personale». I sindacati chiedono l'applicazione della procedura del raffreddamento.
E a protestare in queste ore sono anche gli studenti di Azione Universitaria L'Aquila che nel corso del Consiglio di facoltà di ingegneria del 20/09/2010 si sono opposti alla «scellerata scelta» di posticipare l'inizio dell'attività didattica del nuovo anno accademico, portata avanti dai ricercatori di ingegneria.

«Nonostante la nostra opposizione», raccontano gli studenti, «lo slittamento delle lezioni è stata votata pressochè da tutto il corpo docente. Riteniamo grave questa forma di protesta che lede fortemente il sacrosanto diritto di ogni studente a frequentare le lezioni e ad avere uno studio di qualità. Non accettiamo e non accetteremo proteste politiche e politicizzate che non si basano su dati concreti, ma soltanto sulla distorsione della realtà. La difesa dei privilegi, di cui è piena la nostra Italia, non può essere una motivazione plausibile».

Problemi in vista anche per il sindaco Cialente che all'interno della nuova ordinanza ha rilevato «uno spiacevole errore» all’articolo 3 comma 1.

«Questo articolo, finalmente, - spiega il primo cittadino entrando nel merito dell’ordinanza - stabilisce la realizzazione di 64 Moduli abitativi provvisori (Map) per assicurare un alloggio ai nuclei familiari rimasti privi di una sistemazione. In esso si dice testualmente che i 64 moduli vengono realizzati per “far fronte alle riprogrammate esigenze alloggiative dei nuclei familiari della cittàà dell’Aquila- frazione di Paganica, non individuati dal Comune in una prima verifica”… L’errore sta nel fatto che  il Comune aveva segnalato da molto tempo la situazione di Paganica. Quando l’amministrazione comunale fece richiesta per la realizzazione dei Map la Protezione Civile chiese, in una sorta di scambio, l’accordo per realizzare altri 700 alloggi del piano Case, anche prendendo atto che il numero di soluzioni abitative realizzate era di gran lunga inferiore alle necessità, cosa peraltro ancora attuale e sotto gli occhi di tutti».

L’amministrazione comunale, assicura oggi Cialente, chiese 1260 Map al fine di assicurare, almeno in tutte le frazioni, di dare risposte ai cittadini, ma ne ottenne  solo 1113, mentre altri Map, nonostante le segnalazioni, sono stati realizzati in sovrannumero in altri Comuni. «Ricordo infatti», prosegue Cialente, «che, in questo momento, i cittadini aquilani sono stati di fatto “trasferiti” per “riempire” questi Map caduti nel posto sbagliato. La domanda alloggiativa di Paganica sarebbe dunque stata soddisfatta dalla realizzazione degli ulteriori alloggi. Completamente. Questo fu assicurato dalla Protezione Civile».

Una delegazione del Mia Casa d'Abruzzo assisterà, invece, ai lavori del Consiglio regionale straordinario sulla ricostruzione post terremoto, che si terrà oggi alle 15,00 presso il Palazzo dell'Emiciclo.

Il Mia Casa, da 17 mesi chiede al Consiglio regionale l'approvazione di una “Legge ad hoc” sulla ricostruzione, a cominciare da quella riparazione, ricostruzione e messa in sicurezza antisismica della edilizia residenziale pubblica che, per competenza costituzionale, attiene proprio e direttamente alla Regione Abruzzo.

«Purtroppo, fino ad oggi», commenta Pio Rapagnà, «il problema non è stato preso nella dovuta serietà, e così le migliaia di famiglie ancora sfollate ne stanno pagando, e ne subiranno per anni, tutte le più nefaste conseguenze».

…INTANTO I RIFIUTI E LE MACERIE SONO LI’

 Se ne è parlato molto nei mesi scorsi di smaltimento delle macerie e delle polemiche connesse alel procedure per un appalto. Però sono in molti a lamentare e a notare ovunque ed in diverse zone del cratere colpito dal sisma ancora cumuli di macerie e detriti che stazionano lì da mesi. Quando questi rifiuti sembrano essere materiali pericolosi come l’amianto si capisce che l’apprensione dei residenti aumenta. E’ il caso del cumulo di amianto ben transennato ma sbriciolato che si trova nei pressi di viale della Croce Rossa a L’Aquila.  I residenti fanno notare che dopo le segnalazioni al 1515 di diversi mesi fa si è proveduto soltanto alla recinzione con nastro bianco e rosso e plastica arancione per delimitare i rifiuti. Il problema però non può dirsi risolto. «E' noto che l'amianto sgretolato è pericolosissimo», racconta uno dei residenti, «io da cittadino sono davvero sconcertato su come la burocrazia blocchi la rimozione o la messa in sicurezza di amianto che oltretutto non è affatto nascosto agli occhi di nessuno. Forse chi di competenza non si è ben reso conto della pericolosità dell'amianto considerando inoltre che Viale della croce rossa è frequentatissima durante tutto l'arco della settimana e soprattutto di sera».

E questo accade lungo una arteria più che trafficata.

 21/09/2010 8.55