Ferrovie, Pd: «il Governo e la Regione hanno scippato i fondi per L'Aquila»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. I 100 milioni di euro, che il decreto Abruzzo destinava alla linea ferroviaria nei comuni del cratere, sono stati dirottati altrove.*RICORSI AL TAR, PROTEZIONE CIVILE VALUTA "CREDENZIALI" DEGLI ESCLUSI

«Serviranno a finanziare il potenziamento di altre tratte ferroviarie, che non hanno nulla a che fare con i comuni del cratere».

La denuncia arriva dagli esponenti del Partito democratico, Stefania Pezzopane, responsabile nazionale Pd per la ricostruzione, l’onorevole Giovanni Lolli, il segretario comunale Francesco Iritale e Pio Alleva, già assessore provinciale, nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri mattina.

L’allarme è scattato dopo che il Sottosegretario Gianni Letta ha consegnato al sindaco dell’Aquila Cialente, una lista con gli interventi da finanziare in Abruzzo proprio con quei 100 milioni. Dalla nota si evince chiaramente che solo una minima parte di quei fondi,  meno di un terzo, sarà destinata ai comuni colpiti dal terremoto, come invece previsto per legge.

«Un’assurdità, uno scandalo nazionale- tuona Stefania Pezzopane- Stiamo valutando se ci sono i termini per un’azione penale per distrazione dei fondi. Si continua a giocare sulla tragedia aquilana, senza alcuna vergogna».

Il primo intervento, a cui è destinato il finanziamento più corposo (50 milioni di euro), riguarda la velocizzazione della tratta Sulmona-Guidonia, «una tratta interamente fuori dal 'cratere' sismico – ha proseguito la Pezzopane - Questo intervento, tra l’altro, era già previsto nell’accordo quadro firmato da Matteoli e da Chiodi, sottoscritto nel maggio 2009, sbandierato come un grande successo della Regione Abruzzo, per poi essere coperto con i fondi indirizzati al cratere».

Gli altri interventi, sempre rivolti fuori dalle zone terremotate, riguardano la tratta Pescara-Sulmona, a cui sono destinati 5 milioni di euro, e il miglioramento strutturale delle stazioni nelle tratte Pescara - Sulmona e Sulmona-L’Aquila,  finanziato con 20 milioni di euro, intervento quest’ultimo che «ci risulta - ha aggiunto l’assessore - essere stato coperto dalle assicurazioni».

Solo un quarto intervento, di circa 25 milioni, relativo alla realizzazione di nuove fermate per la soppressione di passaggi a livello tra Sassa e San Demetrio, sulla linea Sulmona-Terni, rientra nel quadro generale degli interventi per il ‘cratere’.

«Secondo un progetto che avevamo presentato come Provincia, nella precedente amministrazione, quei 100 milioni di euro sarebbero potuti servire per un progetto molto concreto. Il potenziamento della tratta ferroviaria L’Aquila-Sulmona, come metropolitana leggera, concepita per collegare meglio il versante est e quello ovest della città».

 «Il presidente Chiodi - ha proseguito - qualche giorno fa ha inviato un comunicato stampa in cui afferma che Trenitalia è pronta a investire i 100 milioni. Ma questi non sono fondi di Trenitalia, ma soldi stanziati dal Parlamento per altre finalità. Noi chiediamo che queste risorse tornino al nostro territorio».

«Vogliamo sapere - ha concluso la Pezzopane - quali enti locali hanno sottoscritto questo programma di interventi. Se i nostri rappresentanti regionali che ogni giorno sottolineano le carenze del Comune ne sono a conoscenza. Se lo condividono, mi chiedo come non si vergognano».

Il parlamentare Lolli ha annunciato che presenterà un’interrogazione parlamentare sulla questione.

«Verificheremo se ci sono stati abusi o illegalità. I soldi per il cratere devono servire per le zone terremotate. I progetti presentati da Letta sono indiscutibilmente importanti, ma non possono essere finanziati con i soldi del terremoto. Si finanzino con altri fondi. Anche perché se questi 100 milioni verranno sottratti all’area del cratere, è quasi certo che il progetto per la metropolitana non sarà più realizzato».

CHIODI, «INTERVENTI CONCORDATI CON COMUNE L'AQUILA»
Ma per il presidente Gianni Chiodi hli amministratori aquilani «non possono pensare di migliorare il sistema ferroviario fermandosi ai confini della città».

Anche per questo «i 100 milioni stanziati dal decreto sul terremoto saranno investiti anche per altri interventi che possono arrecare beneficio alla mobilità di tutto l'interno, con ovvi vantaggi, in termini di efficienza, per il territorio colpito dal sisma».

«Il progetto più importante», ha sottolineato il presidente e commissario, «interessa il comune dell'Aquila, pari a 25 milioni di euro, relativo al collegamento veloce Sassa-San Gregorio che contempla la soppressione di 15 passaggi a livello, nuove fermate, sottopassi pedonali e carrabili, viabilità di completamento nelle località in cui vengono soppressi i passaggi a livello».

Chiodi, all'appunto del Pd su chi abbia avallato questi interventi, replica che «Rete ferrovie Italia ha predisposto tutta la progettazione dell'opera, approvata in conferenza dei servizi e concordata nei numerosi tavoli viabilità con assessori, funzionari e dirigenti del Comune dell'Aquila».

Di più. «Il progetto è pronto con le ultime modifiche condivise proprio con il Comune dell'Aquila e non appena la somma sarà resa disponibile i lavori potranno partire immediatamente, salvo stabilire gli ultimi dettagli in una riunione operativa già convocata presso la Sge».

«Il Comune avanzi proposte operative di tale portata e di reale beneficio per la popolazione del cratere e se ne potrà riparlare», sfida il presidente. 

17/05/2011 10.34

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RICORSI AL TAR, PROTEZIONE CIVILE VALUTA "CREDENZIALI" DEGLI ESCLUSI

L'AQUILA. Nei giorni scorsi il responso favorevole del Tar per 17 Comuni esclusi dal cretere. Hanno festeggiato Prezza, Roccacasale, Sulmona, Pettorano sul Gizio,  Corfinio, Raiano, Introdacqua, Vittorito, Cansano, Crognaleto e Bisenti, Pratola Peligna, Pescosansonesco, Isola del Gran Sasso e Castelcastagna, Castiglione a Casauria.

Nella sentenza i giudici amministrativi spiegano che da parte del Commissario delegato per l'emergenza terremoto in Abruzzo - all'epoca l'allora capo del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso - ci sarebbe stata «l'omessa valutazione dei danni subiti dai Comuni ricorrenti».

Ieri il Commissario delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, ha formalmente  interessato il Dipartimento della Protezione civile nazionale affinché, in ottemperanza alle varie sentenze del Tar, stabilisca criteri e modalità per effettuare le verifiche di natura tecnica necessarie a ricomprendere alcuni comuni nel cosiddetto "cratere sismico", in conseguenza dei ricorsi amministrativi.

Il compito dei tecnici della Protezione civile è propedeutico all'emanazione, da parte del Commissario, di eventuali provvedimenti finalizzati ad individuare definitivamente i Comuni intra cratere.

«Lasciare alcuni territori 'fuori' non è stata, e non è, una scelta politica - precisa il Commissario Chiodi - Voglio ricordare che i confini del cratere furono a suo tempo definiti proprio dalla Protezione civile nazionale, all'indomani del terremoto. Furono le disposizioni emanate dall'allora Commissario straordinario per l'emergenza, Guido Bertolaso, a sancire, in base a risultanze tecniche sui danni arrecati, quali Comuni facevano parte del cratere e quali ne erano  esclusi».

«Tutti gli atti ed i provvedimenti da me adottati, da che ho assunto l'incarico di Commissario per la Ricostruzione - spiega meglio Chiodi - hanno dovuto giocoforza tener conto di questa precedente situazione. Sarà  mia premura - assicura infine il Commissario - attenermi a quanto stabilito dal Tar, demandare al Dipartimento di Protezione civile la fase di studio, analisi ed indicazione, ed adottare i conseguenti, eventuali, provvedimenti».

17/05/2011 10.34