Ricostruzione, Chiodi assicura: «pieno rispetto norme antisismiche»

Alessandro Biancardi

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2009

   Ricostruzione, Chiodi assicura: «pieno rispetto norme antisismiche»
L'AQUILA. Nelle scorse settimane l'Ordine degli ingegneri aveva sostenuto che la ricostruzione de L'Aquila sarebbe stata fatta in deroga alle norme antisismiche.*CASE POPOLARI PRETURO, LA PROTESTA DEI RESIDENTI

Questo grazie ad una legge partorita nel 2008 ma entrata in vigore solo nel 2010 che obbliga i costruttori a sostenere i costi della sicurezza. Nell'Aquilano, però, sulla sicurezza degli edifici E (quelli gravemente danneggiati che vanno riparati) il governo si accontenterebbe di un 60-80%. Motivo? In questo modo, dicono i professionisti del settore, si riuscirebbe a risparmiare.

Ma per il Commissario alla Ricostruzione, Gianni Chiodi, la situazione sarebbe ben diversa e parla di «incaute, gravi e non veritiere affermazioni da parte di alcuni professionisti riportate anche dagli organi di stampa».

Proprio per chiarire questo aspetto Chiodi ha incaricato il vicecommissario Antonio Cicchetti di convocare una riunione tecnica per «chiarire a tutti, ed una volta per sempre», che la ricostruzione degli edifici danneggiati dal sisma, e quindi anche quelli della città dell'Aquila, «dovrà avvenire nel rispetto della normativa antisismica».

«Grazie ai fondi stanziati dal Governo - sottolinea il commissario - si otterrà, contrariamente al passato, un deciso innalzamento del livello di sicurezza degli edifici, dovuto al miglioramento del comportamento delle strutture in caso di nuovi eventi sismici, con conseguente incremento della salvaguardia dell'incolumità dei cittadini e del valore patrimoniale degli immobili privati».

Si arriverà dunque al 100%? O come hanno detto fonti del governo al quotidiano La Stampa ci si accontenta di un livello che è comunque per lo meno il doppio di quello di partenza «e che noi consideriamo sufficiente anche per il futuro. L'adeguamento al 100 per cento potrebbe diventare antieconomico per lo Stato».

Il problema economico, quindi, sembra la vera questione ma più volte proprio dalla Sge è arrivata la rassicurazione che i soldi necessari ci sono e bisogna solo cominciare a spenderli.

«Il nostro obiettivo deve essere chiaro – ha spiegato ancora Chiodi - L'Aquila e tutti comuni del cratere devono essere ricostruiti in piena sicurezza sismica. E' questa un'occasione che non possiamo farci sfuggire e questo nostro percorso deve essere d'esempio per situazioni analoghe che riguardano aree sismiche».

In quest'ottica, l'appuntamento di giovedì del tavolo degli enti locali nasce con l'obiettivo di avviare un percorso, destinato ad essere portato avanti dalla struttura commissariale insieme con la Struttura tecnica di missione dell'architetto Fontana.

Non prima, però di aver chiuso tutta la problematica legata ai costi di ristrutturazione delle case "E", in modo da ridurre al minimo i ritardi della ricostruzione cosiddetta pesante.

Per il commissario il passaggio tecnico della sicurezza sismica «é essenziale, un punto irrinunciabile dal quale partire una volta fissati definitivamente i costi per le case "E».

Si possono dunque dormire sonni tranquilli?

Alla riunione di giovedì saranno presenti anche i tecnici del Dipartimento della Protezione civile nazionale a cominciare dal professor Mauro Dolce, per conoscere dai tecnici più qualificati del campo il quadro degli interventi e dei criteri che devono essere adottati per la sicurezza sismica. Dopo la cosiddetta fase tecnica, il commissario per la ricostruzione ha intenzione di avviare la fase di comunicazione con i cittadini, con l'organizzazione di una serie di incontri e confronti pubblici «per far conoscere direttamente alla popolazione dei comuni del cratere che si intende per sicurezza sismica e quali sono le procedure da adottare».

14/05/2011 9.45

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CASE POPOLARI PRETURO, LA PROTESTA DEI RESIDENTI
L'AQUILA. Un gruppo di cittadini ha protestato ieri mattina davanti la sede del Comune dell'Aquila.

 Si tratta di famiglie che abitavano nelle case popolari dell'Azienda per l'edilizia territoriale nella frazione di Preturo (L'Aquila) e che, poi, erano risultate assegnatarie di alloggi nel Progetto Case di Cese di Preturo. Le loro abitazioni erano state inizialmente classificate 'A' (agibili) e 'B' (agibili con provvedimenti). A un ulteriore controllo sclerometrico, sollecitato dalla Protezione civile ed eseguito dall'Ater, era emerso che il cemento delle strutture non assicurava le soglie minime di sicurezza.

Per questo motivo il sindaco Massimo Cialente aveva emanato un'ordinanza di sgombero, pur in presenza di case 'A' e 'B'.

Tre giorni fa queste persone si sono viste arrivare un sms dalla Struttura di gestione dell'emergenza (Sge) con il quale veniva disposta la riconsegna delle chiavi degli alloggi. L'assessore comunale alle Politiche abitative, Fabio Pelini, ha chiarito che «non dipende dal Comune dell'Aquila questa scelta ma che ci sono delle Ordinanze della presidenza del Consiglio dei ministri, sulle quali continuiamo a nutrire seri dubbi, che regolano il diritto all'accesso agli alloggi».

«Sarà una corsa contro il tempo per evitare lo sgombero forzato - ha aggiunto Pelini - che non è una soluzione idonea per risolvere problemi così delicati».

L'affitto concordato o l'autonoma sistemazione sembrano essere, al momento, le uniche alternative possibili.

E proprio ieri ha superato quota mille la raccolta di adesioni per partecipare alla nuova associazione "Il cratere che resiste", nata per sostenere e unire la popolazione del "cratere" del terremoto del 6 aprile 2009 nella difficile sfida per la rinascita, ponendosi come interlocutore della governance della ricostruzione.

Lo rende noto il presidente dell'associazione, Lucio De Bernardinis. I primi mille sostenitori hanno firmato il modulo di adesione dopo aver fatto conoscenza con l'associazione anche nel punto di informazioni che si trova all'interno del centro commerciale l'Aquilone, in località Campo di Pile all'Aquila, dove resterà fino a martedì 24 maggio, prima di spostarsi in altri luoghi frequentati dalla gente. «E' molto importante - spiega De Bernardinis - avviare e sviluppare bene questa prima fase di ascolto di richieste, bisogni, difficoltà e problemi della popolazione terremotata. Solo così potremo razionalizzare tutte le istanze, fare una sintesi e porci come interlocutori degli Enti che governano la ricostruzione in modo credibile e con una voce incisive. La La quota dei mille aderenti, raggiunta molto velocemente - prosegue De Bernardinis - testimonia che i nostri numeri sono già importanti e che la popolazione che conosce il nostro progetto ci crede fin da subito».

14/05/2011 9.45