Macerie terremoto, Lega Nord: «un altro caos sta per abbattersi su L'Aquila»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il partito punta l'attenzione sull'ordinanza dello scorso febbraio: «Berlusconi la smetta di firmare al buio.

«Un nuovo terremoto sta per abbattersi sulle imprese abruzzesi, sui cantieri, sui proprietari di immobili. Su chiunque, a qualsiasi titolo, ha avuto a che fare con i lavori di Ricostruzione e Smaltimento inerti».

Ne sono certi gli esponenti della Lega Nord dell'Aquila che puntano il dito sull'ordinanza 3923 del febbraio scorso con cui il Governo ha affidato in via esclusiva la competenza dello smaltimento e del trasporto delle macerie all'esercito e ai vigili del fuoco.

La Lega Nord Abruzzo, chiede che sia rivista rapidamente questa ordinanza, consigliando al presidente Berlusconi, in futuro, «di non firmare al buio ordinanze che risultino poi estremamente dannose per la collettività».

«Raramente si era visto un tale concentrato di incompetenza e irragionevolezza», afferma Nicola Di Simone, del coordinamento provinciale della Lega Nord, «obiettivi centrati in un colpo solo con gli art. 1 e 2 dell'ordinanza 3923 del 18 febbraio 2011».

L'ordinanza, secondo la Lega Nord, «avrebbe di fatto messo fuorilegge tutti i cantieri attualmente in attività,

tutte le operazioni di smaltimento fatte dal 20 febbraio di quest'anno, giorno della pubblicazione sulla G.U.R.I, e

bloccherà tutte le operazioni di ristrutturazione, demolizione e ricostruzione. Obbligando così le forze dell'ordine, a sanzionare tutti coloro che hanno fatto e faranno quelle che erano normali operazioni di trasporto rifiuti inerti».

«Difatti viene imposto a chiunque operi in cantieri che hanno beneficiato di contributi pubblici - prosegue Di Simone - di avvalersi dei vigili Del Fuoco e dell'esercito per lo smaltimento dei rifiuti prodotti. Tutto ciò complica

ulteriormente la già difficile fase di smaltimento macerie - conclude la Lega Nord - ponendo ulteriori inutili vincoli, che non sappiamo da quale mente siano stati partoriti ma che, siamo certi, servono solo a ritardare i lavori di ricostruzione».

Intanto oggi il sindaco di Bari ha proposto che tutti i sindaci d'Italia che vivono una virtuosità di bilancio siano esentati dal patto di stabilità nel caso in cui decidano di restaurare uno o più immobili dell'Aquila con i soldi in

avanzo.

«Noi saremo felici», ha detto Michele Emiliano, «di destinare questo denaro avanzato dai bilanci alla ricostruzione dei singoli immobili. Denaro che non sarebbe possibile utilizzare comunque per il patto di stabilità».

«La proposta ha ovviamente delle condizioni - ha concluso Emiliano - primo che il governo nazionale esenti i comuni d'Italia dal patto di stabilità per questo fine e in secondo luogo che vengano date delle garanzie affinché questo denaro sia speso in fretta e bene».

13/'5/2011 17.00