Ricostruzione L'Aquila: «imprescindibile la sicurezza totale»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. I fondi pubblici previsti dal Governo «sono adeguati a garantire che la ricostruzione della città dell’Aquila e dei comuni del cratere sia realizzata in completa sicurezza».

È quanto emerso dal Tavolo degli Enti istituzionali per la Ricostruzione, coordinato dal Commissario vicario, Antonio Cicchetti, che si è riunito stamane all’Aquila, alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e del Commissario delegato per la ricostruzione.

All’unanimità, si è riaffermata la necessità di ricostruire rispettando adeguati standard di sicurezza. 

A questo proposito si è ribadito che i fondi stabiliti per la ricostruzione delle case E sono idonei e sufficienti a garantire all’Aquila e ai Comuni del cratere un alto livello di sicurezza.

Una certezza in più viene dal fatto che il Governo ha consentito che i contributi siano elargiti ai cittadini sotto forma di indennizzo e che, dunque, quest’ultimi siano liberi di scegliere progettisti e imprese ai quali affidare i lavori senza ricorrere a procedure di gara come avviene, invece, per la ricostruzione delle opere pubbliche che  per la prima volta, grazie al ribasso dei prezzi, avrà un costo inferiore rispetto a quella privata.

L’obiettivo fondamentale, che tutti i soggetti coinvolti vogliono raggiungere, è di accelerare i processi di ricostruzione e di risolvere in modo operativo problemi e difficoltà, partecipando attivamente al Tavolo degli enti, che è il luogo deputato a condividere tutte le decisioni che riguardano il processo di ricostruzione.

Il Tavolo, inoltre, si è interessato delle questioni inerenti l’assistenza alla popolazione, trovando unanime consenso nelle misure da intraprendere, nonché delle problematiche inerenti la rimozione delle macerie e della proposta del Comune dell’Aquila sui piani di ricostruzione.
Ma sempre oggi è emerso un altro problema, non di poco conto, di questo post sisma. Ci sono infatti 1 milione e 800mila euro per il canone dei servizi idrici, altrettanti per le bollette del gas e 520mila euro per l'energia elettrica che non si sa chi dovra' pagare.

«Anche in questa occasione», denuncia il vicepresidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, «il Comune dell'Aquila, pur essendo a conoscenza del problema, fa finta che non esista».

Le somme sarebbero maturate dalla primavera dello scorso anno ad oggi, «da quando cioe' c'e' stato il passaggio di consegne tra la Protezione Civile e il Comune, cui a rigor di logica spetterebbe pagare quelle fatture, in quanto proprietario degli appartamenti».

Secondo il vicepresidente, l'amministrazione comunale non si starebbe preoccupando del problema: «non e' stato neppure predisposto un regolamento condominiale per il Progetto Case che chiarisca una serie di aspetti, a partire dal pagamento di un eventuale canone di locazione da parte degli inquilini, fino ad arrivare alle utenze e alla disciplina delle manutenzioni ordinarie e straordinarie».

12/05/2011 17.52