L'Aquila, giorni decisivi per zona rossa e emergenza macerie

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Sono giorni decisivi per la istituzione della zona franca a L'Aquila.

L'istruttoria dell'Ue é arrivata alle battute finali: in particolare, sono state integrazioni documentali ai ministeri per lo Sviluppo Economico, dell'Economia e del Lavoro. Per la zona franca è previsto un finanziamento di 90 milioni di euro, di cui 45 inseriti nel 2009 e 45 nel 2010. Le istituzioni del cratere del terremoto ritengono la zona franca uno strumento importante per la ripresa economica dei territori colpiti dal tragico sisma del 6 aprile 2009. Sulla questione la parola finale a livello politico spetta alla governance della ricostruzione e al governo italiano.

Intanto sarebbe imminente la firma del commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, sul decreto che nominerà Giuseppe Romano, comandante regionale siciliano dei Vigili del fuoco, nuovo soggetto attuatore che si occuperà della rimozione delle macerie del sisma del 6 aprile 2009: l'atteso "zar" che avrà il compito di risolvere quest'importante incombenza. Questa figura era stata prevista dall'ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri numero 3923, firmata dal premier, Silvio Berlusconi, lo scorso 18 febbraio.

Lo "zar" riceverà da Chiodi pieni poteri: acquisirà mezzi di trasporto delle macerie; autorizzerà la nascita di centri di raccolta e di siti di stoccaggio; stipulerà accordi per il riutilizzo di manufatti di valore storico o architettonico; indirà gare per il recupero delle macerie che non potranno essere riutilizzate. Romano, attualmente dirigente generale dei Vigili del Fuoco della Sicilia, è stato comandante di Pisa, comandante di Firenze e nel 2009, nominato dirigente generale, aveva assunto l'incarico di direttore regionale Vigili del Fuoco per l'Abruzzo. Ha maturato esperienze internazionali in ambito operativo e in numerose commissioni e gruppi di lavoro nell'ambito dell'Unione Europea.

Sulla situazione della città terremotata si è espresso ieri anche Piercamillo Davigo, il magistrato membro nei primi anni 90 del pool Mani Pulite, che nel pomeriggio nel capoluogo ha partecipato al convegno nazionale sul tema "L'Aquila ha un grande passato! Avrà un futuro?" promosso dalla "Fondazione Giuliana Tamburro onlus".

«Il futuro dell'Aquila dipende da quello del Paese», ha detto rispondendo ad una domanda su quale sarà il futuro della città colpita dal devastante sisma.

Il consigliere della Corte di Cassazione ha spiegato che «purtroppo non sono un profeta. E' comunque difficile immaginarsi un futuro diverso se a livello nazionale la situazione non prende una piega migliore».

07/05/2011 10.30