Ospedale San Salvatore, a due anni dal sisma ancora parzialmente inagibile

Alessandro Biancardi

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Ospedale San Salvatore, a due anni dal sisma ancora parzialmente inagibile
LA VIDEOINCHIESTA. L'AQUILA. A più di due anni dal sisma l'Ospedale San Salvatore dell'Aquila, già al centro di un'inchiesta per i crolli che lo hanno interessato, è solo parzialmente agibile.*UNIVERSITÀ L'AQUILA, LA PROCURA INDAGA SUGLI AFFITTI EX OPTIMES

La situazione viene fotografata da una video inchiesta realizzata da Media Crew Case Matte. La situazione è immobile perchè, come racconta la video inchiesta, il nuovo manager della Asl Silveri, arrivato dopo Roberto Marzetti, ha deciso di non impegnare i 47 milioni di euro provenienti dal rimborso assicurativo nella ricostruzione dell'ospedale.

Quella cifra finisce così per «ripianare il debito contratto dalla Asl a causa della mobilità passiva provocata dal sisma e dal cosiddetto codice "T09", stabilito per esentare i terremotati dal pagamento del ticket all'indomani del terremoto».

Ma per l'ospedale? Il video mostra inequivocabilmente le condizioni di parte della struttura a due anni di distanza dal sisma.

Ma il manager è ottimista a e sostiene che i finanziamenti necessari alla ricostruzione delle parti danneggiate del San Salvatore arriveranno «dall'articolo 20 della legge 77/1988, la quale prevede finanziamenti annuali da parte del Governo Centrale alla Conferenza delle Regioni al fine di migliorare l'edilizia e le tecnologie sanitarie. Tale legge stanzia finanziamenti alle Regioni in base alle esigenze e alle condizioni di ogni singolo presidio ospedaliero».

Dopo il sisma, si spiega ancora nel reportage, «in virtù di una rimodulazione della legge (stabilita nel decreto Abruzzo), vengono destinati 35 milioni di euro all'Ospedale dell'Aquila. Il finanziamento, non ancora erogato, è destinato a "lavori di ripristino strutturale e funzionale" del Presidio Ospedaliero aquilano. Eppure, dopo un iniziale intervento di consolidamento, le strutture dei cosiddetti delta medico e chirurgico vedono i lavori fermi da un anno e mezzo e versano in uno stato di incredibile abbandono».

Guardare per credere.

 


Ma in questo periodo l'Asl aquilana ha anche un'altra gatta da pelare, ovvero l'area di Collemaggio, la collina di 19 ettari, ex ospedale psichiatrico, oggi sottoposta a vincolo della Soprintendenza per il valore ambientale e architettonico, di proprietà della azienda sanitaria.

 

La vendita dell’area, si vociferava negli ultimi tempi, doveva contribuire al risanamento del bilancio sanitario regionale, secondo quanto dettato dalle disposizioni di Chiodi in qualità di Commissario regionale alla Sanità.

Da quello che si sa al momento sarebbe in previsione la ristrutturazione di una sola delle palazzine ricomprese nel parco per la ricollocazione del distretto sanitario e, forse, anche dei servizi di igiene mentale.

 Ma il destino è ancora incerto.

06/05/2011 9.49

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UNIVERSITÀ L'AQUILA, LA PROCURA INDAGA SUGLI AFFITTI EX OPTIMES

 L'AQUILA. La procura della Repubblica dell'Aquila ha aperto un'inchiesta sugli affitti delle strutture che l'Università degli studi dell'Aquila ha affittato nel post-terremoto.

In particolare, sotto la lente di ingrandimento degli investigatori ci sarebbe la facoltà di Ingegneria, attualmente ospitata in un capannone industriale nella zona Ovest della città occupato in precedenza dall'azienda Optimes.

Da fonti bene informate, interne all'Ateneo aquilano, emerge che il rettore, Ferdinando di Orio, al momento non è stato raggiunto da alcun avviso di garanzia.

Il caso nelle scorse settimane aveva creato molte discussioni e polemiche.

A battere in prima linea l'argomento erano stati, tra gli altri, i professori Sergio Tiberti (membro del consiglio di amministrazione dell'Universita' dell'Aquila), Marco Valente (del senato accademico), Pierluigi Beomonte Zobel (sempre del Cda dell'Università), Francesco Bizzarri (della Rsu universitarie) e Brunello Oliva (sempre Cda dell'Ateneo aquilano) . La prima questione sollevata dai docenti e rappresentanti universitari è stata quella sull'individuazione da parte del rettore del capannone ex Optimes per ospitare la Facoltà di Ingegneria.

«Come tutti gli enti pubblici – aveva denunciato Tiberti - l'Università dell'Aquila, prima della stipula di qualsiasi contratto immobiliare avrebbe dovuto, obbligatoriamente, richiedere una valutazione all'Agenzia del territorio, già conosciuta come Ufficio tecnico erariale, per avere una stima valore effettivo dell'immobile. Questa valutazione non solo è stata richiesta il 24 luglio 2009, ovvero dopo la stipula del contratto, avvenuta il 15 dello stesso mese, - ha aggiunto Tiberti - ma è giunta un anno e mezzo dopo. Vorrei solo sottolineare che la richiesta avanzata per la valutazione per l'acquisto dell'immobile conosciuto come Reiss Romoli è invece giunta dopo appena un mese».

Effettuato senza gara e senza alcun confronto con le altre offerte avanzate da altri costruttori «il contratto», spiegò ancora Tiberti, «fu stilato sulla base di un versamento annuo di un canone di 1,9 milioni di euro più Iva, quindi circa 2,5 milioni».

Ma nelle scorse settimane, ha raccontato il rettore stesso, l'Agenzia del territorio ha depositato il parere, affermando che il prezzo per metro quadro doveva essere di 6,48 euro, di molto inferiore a quello pattuito: insomma l'Università ha versato più di quanto dovuto

Tiberti auspicò l'avvio di una indagine contabile per danno erariale, «da cui possono anche derivare responsabilità penali», spiegò. «I contratti si possono sempre disdire ma esistono penali da pagare. La cosa, come docenti, ci preoccupa e molto, dal momento che l'Ateneo non naviga in buone acque, anche per la gestione delle risorse del Fondo di finanziamento ordinario».

06/05/2011 9.57